Non vi dovete preoccupare per me
davvero non ce n’è bisogno
mi fa compagnia un cane che si chiama “biscotto”
l’ho sempre chiamato così
e lui non ha mai avuto nulla da ridire
perciò penso che gli piaccia
quasi tutte le sere lui sta davanti a me
con le orecchie tese
ed io gli racconto, gli metto sul pavimento
tutta la mia vita
e sembra bella per come lui la guarda
con tutte le sue perdite ed i suoi guadagni
la mia vita sembra bella sul pavimento
davanti agli occhi di “biscotto”
con il suo andare ed il suo venire
con la slitta sulla neve ed il dolore della caduta
ed il fuoco che bruciò le vecchie foto
con le melanzane da affettare
che sono morbide e bianche sotto il coltello
quasi provassero piacere a fare quella fine
e la foratura dei bottoni
prendi fora metti da parte
prendi fora metti da parte
prendi fora metti da parte
milioni di bottoni che chissà dove sono finiti
anche questa a “biscotto” sembra una cosa interessante
ed ha ragione perché io non ne conosco una migliore
certo cavalcare cavalli in terre lontane
o ammazzare molta gente è per molti una cosa più interessante
una vita degna di essere vissuta, come si dice,
ma io mi sento intorno i miei milioni di bottoni
e forse è meglio che sentirsi intorno milioni di cadaveri
o forse è lo stesso, non lo so dire
ma sono sicuro che “biscotto” si spaventerebbe
se gli raccontassi di guerre e di spari
e di gente morta ammazzata
mentre adesso sta lì con le orecchie alzate
e segue le mie parole attento attento
e perciò la mia vita è stata la migliore
e voi non vi dovete preoccupare.