Sono stato il signore degli eserciti
di formiche, il creatore delle strade
di campagna affogate negli sterpi
l’architetto dei nidi delle api,
dei termitai, delle tele di ragno.

Non v’era vita prima che io fossi
altrimenti sarei meno di niente
come vuol dirmi il sole che tramonta
mentre scolo il mio litro di barbera.

No. Ho creato io il sole e il tempo
ho allargato le braccia ed ecco fatto
prima io solo, dopo il mondo intero.

E dopo ancora la caduta, strana
(avevo esagerato con il vino?)
ed il mio mondo guasto da far pena:

io qui sdraiato mi consolo bene
lui gira intorno folle e disperato.