Persa ormai la forma umana
e la vita, gran puttana,
se potessi nella fossa
ricomporre le mie ossa
non vorrei tornar cristiano
a lottar col mondo strano
delle bestie intelligenti
con due piedi e troppi denti
né rinascere capriolo
o aquilotto in Sudtirolo:
sola voglia mia indiscussa
è rinascer babirussa.

Non desidero le ali
né il gran corno dei narvali
lascio il manto maculato
al leopardo e al magistrato,
non m’importa delle piume
del pavone o dell’acume
della lince, l’eleganza
del pinguino, la baldanza
del tacchino, sono niente:
solo m’agita la mente
la sconquassa, la concussa
il possente babirussa.

Ogni bestia, ogni creatura
che rallegra la Natura
ha un suo senso, un suo valore
che suppone un Creatore;
una sola, indifferente
non suppone proprio niente:
la sua semplice esistenza
fa fallir la Provvidenza,
le sue zanne irregolari
spazzan via tutti gli altari.
L’Eden trema, perché bussa
spaventoso il babirussa.