Ha consistenza alchemica il calzino
quando lo tiri fuori dall’ammollo:
materia così docile e sensibile
eppure densa, eppure madre ancora.

Madre ancora. Così fosse vincibile
la colpa che t’umilia e t’accalora
mio me di sogni, stupido bambino
con la tua sveglia rotta appesa al collo.

Così potesse spegnersi la vita
mio me di foglie, sogno malriuscito,
deriva di ricordi e di parole:

come un calzino che s’asciuga al sole
darsi vinti e lasciare la partita,
materia alchemica, oro arrugginito.