Le parole del papa prima dell’Angelus sono quelle attese: “La fede poi ci insegna che anche nelle prove più difficili e dolorose, - come nelle calamità che hanno colpito nei giorni scorsi il Sud-Est Asiatico -, Dio non ci abbandona mai: nel mistero del Natale è venuto a condividere la nostra esistenza”. Il Dio debole, appunto. Che non è Provvidenza che aiuta, ma Dio che condivide, Dio-uomo che si lascia sommergere dall’acqua, soffocare dai gas, bruciare nei forni, impiccare nelle carceri naziste. Ma aggiunge: “Il Bambino di Betlemme è Colui che, alla vigilia della sua morte redentrice, ci lascerà il comandamento di amarci gli uni gli altri come Lui ci ha amato (cfr Gv 13,34). E’ nell’attuazione concreta di questo ’suo’ comandamento che Egli fa sentire la sua presenza”. Qui la situazione è anche peggiore. Dio ha dato quel che aveva da dare attraverso il comandamento dell’amore. Ha assegnato all’uomo un compito: sta a lui compierlo. La presenza di Dio nella storia non è che la presenza di quell’ingiunzione originaria (peraltro paradossale). Il comando opera nella storia come spina, per usare la terminologia di Elias Canetti. Anche in questo ragionamento il cristianesimo si dimostra alveo dell’umanesimo ateo.







Credo che sia così.
Comment by f — 03-01- 2005 @ 10:44 pm
Ho scritto oggi sul riformista prendendo qualche spunto anch’io dalle parole del Papa. Non so se l’articolo si trova in rete. Ma secondo te Ivan Karamazov (a cui io ho lasciato la parola) se ne fa qualcosa del Dio che soffre con noi?
Comment by massimo — 04-01- 2005 @ 2:54 pm
che la fede sia in definitiva qualcosa di paradossale, lo credo anch’io; mi piace persino come idea (lo diceva pure Kierkegaard) perche’ se fosse un ‘come volevasi dimostrare’ posto in fondo ad un teorema, la fede te la insegnerebbero a scuola, e non avrebbe alcun valore: tu, di tuo, non metteresti in gioco nulla. Io non credo che si debba rendere il Dio di Abramo piu’ plausibile o meno (il Dio dei filosofi e’ tutto vostro), perche’ il cristianesimo stesso non va spiegato, ma creduto. Penso che questa sia la cosa piu’ difficile da accettare (per un filosofo almeno).
Comment by slystone — 04-01- 2005 @ 3:13 pm
Per Massimo. Purtroppo non ho potuto leggere il tuo articolo. Ivan Karamazov mi sembra una delle figure del cammino che porta al Dio terribile, e quindi, di nuovo, a Eros. Per Slystone. Non parlavo della paradossalità della fede in generale, ma della paradossalità del comandamento dell’amore.
Comment by antoniovigilante — 04-01- 2005 @ 3:29 pm
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