Riporto di seguito un comunicato dell’Unione Sindacale Italiana riguardante un episodio molto grave. Ho conosciuto Gino Ancona a Bari nei primi anni novanta, quando distribuiva copie della Rivista Anarchica all’Università - copie che io, appena ventenne, divoravo. Naturalmente, ho imparato più da lui che dai miei docenti universitari, troppo spesso insignificanti paraculi.

Informiamo che lunedì 21 marzo vi è stata una grave provocazione contro il compagno Gino Ancona in lotta contro una speculazione edilizia che vorrebbe distruggere parte del patrimonio culturale della città di Bitonto la Piazza più importante in pieno Centro Storico, per costruirci un mega parcheggio privato.
Ricordiamo che Gino ha recentemente condotto un lungo sciopero della fame durato ben 43 giorni!!!
Da settimane il furgone nel quale Gino si era accampato, è stato in piazza insieme a cartelli permanenti che denunciano i motivi della protesta.
Il 21 prima del comizio elettorale del candidato dell’Ulivo, “l’alternativo trasgressivo” Niki Vendola di Rifondazione Comunista, la polizia ha pensato bene di pulire la piazza dai tabelloni che disturbavano il “comunista”.
Alle proteste di Gino che denunciava una campagna elettorale completamente fuori dalle loro stesse leggi e che loro erano tenuti a far rispettare fatta di affissioni selvagge e di gigantografie che ricoprono intere pareti mentre i 2 cartelli che i poliziotti avevano tolto erano esclusivamente di materiale informativo non elettorale, sono cominciate le provocazioni dei poliziotti, gli strattonamenti e il tentativo da ghestapo di trascinarlo in commissariato.
Quando, poi, il commissario ha ordinato l’arresto, Gino si è seduto in terra ed è stato preso violentemente per i capelli dai poliziotti e di peso trascinato per tutta la piazza ed oltre, suscitando l’ ira della popolazione che ha impedito con forza il sequestro di Gino. Il compagno si è poi sentito male avendo scaricato su se stesso la tensione non cadendo nella trappola della provocazione ed è stato portato in ospedale con una autoambulanza salutato da un caloroso applauso della folla che nel frattempo aveva bloccato tutta l’area centrale della città.
Inoltre è da segnalare che già da sabato 19 marzo Gino Ancona era stato minacciato d’arresto sempre per gli stessi cartelli informativi che raccolgono la rassegna stampa, gli esposti presentati alla Procura della Repubblica e i 43 giorni di sciopero della fame: ma lui aveva risposto e vinto con la sua solita determinazione.
E’ da segnalare inoltre, che quando Gino, dimesso dal pronto soccorso, si è fatto riportare in piazza, il segretario locale di rifondazione comunista, ha risollecitato l’intervento della polizia che questa volta s’è ben guardata dall’intervenire e il nostro compagno ancora incerto sulle gambe “spaccava” d’avanti al palco fissando gli oratori per poi andare a far presente al commissario che era ancora vivo!
Questi fatti devono far riflettere contro la sinistra collusa col potere e in cerca di nuovi affari da gestire, prima responsabile dell’intervento e della provocazione poliziesca..
A Bitonto questo è stato chiaro e la gente indignata aveva abbandonato la piazza lasciando quelli che erano sul palco da soli con i propri galoppini.
Ora più che mai solidarietà a Gino Ancona a Bitonto e alla loro battaglia.

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