La loro colpa è quella di tentare di distruggere il mondo degli uomini, un’opera edificata nel corso di lunghi secoli, costata sacrificio e sofferenza, sempre incerta eppure sempre maestosa, troneggiante come la Legge, altera come l’Istituzione, superba come la Verità, sicura come la Ragione. Essi lavorano alla base della possente costruzione: topi che ambiscono rosicchiare la fondamenta del mondo.
A questi uomini senza mondo, tutto è possibile. Il possibile è il loro regno, così come il prevedibile è il regno dell’ Istituzione – il mondo. Nel loro regno uomini mangiano uomini, donne si accoppiano con animali, vecchi centenari insidiano fanciulle, marchesi serafici torturano bambini.
In una regione del loro regno, anche, il lupo e l’agnello camminano accanto, e la mucca pascola con l’orsa. In questa regione di uomini nudi, di individui senza mondo, in questa regione insidiata dalla follia e vivificata dall’arte, nessuno muore ucciso.









