Scrivendo a Vittorio Zucconi, una donna gli chiede come fa a non accorgersi che la selezione degli embrioni porta al “nazismo scientifico”. Zucconi risponde così:
Ogni essere vivente, cara signora, tenta di praticare in natura l’eugenetica, dal lupo Alpha che sceglie la femmina migliore (e viceversa) del branco per propagare il proprio dna fino alla giovane donna che vorrebbe incontrare e innamorarsi di un uomo bellissimo, intelligentissimo, sanissimo per avere da lui i suoi bambini. Poi, come dimostro anche io, le donne si accontentano di quello che trovano, ma l’istinto a produrre discendenti migliori di noi, dove ciascuno ha il proprio concetto relativo di migliore, è comune a tutta la natura e ai meccanismi della sopravvivenza.
Questo è davvero un bel ragionamento. Con un ragionamento simile si potrebbe argomentare contro qualsiasi intervento sociale a favore dei poveri: poiché sappiamo bene che in natura, con buona pace di Kropotkin, è il più forte che vince, ed il debole viene sottomesso: e si estingue, anche; e la sua estinzione è funzionale alla sopravvivenza della specie. E’ chiaro che l’uomo che soccombe sulla scena della storia è il debole, il cui destino è segnato - perché perdere tempo ad aiutaro? E’ un curvarsi, un volgersi indietro che va contro lo slancio, il movimento in avanti della natura.
Tutto ciò non è nuovo. Un tempo si chiamava darwinismo sociale.
Intanto proprio su “Repubblica” è comparsa domenica scorsa la notizia di una società danese che offre agli americani sperma di giovani danesi, selezionatissimi, con lo slogan: “Congratulazioni, è un vichingo!” Il sito internet di questa società afferma con orgoglio: “We strive to provide our customers with a product of exceptional quality and unique characteristics”, e quindi invita a sfogliare il loro catalogo, dove la coppia, con gli occhi che le brillano dalla gioia, può scegliere il padre del piccolo vichingo - biondo o bruno, studente o scrittore, scandinavo o caucasico.
L’immagine è tratta da La vie électrique di Albert Robida, Librairie illustrée, Paris 1892.







Caro Antonio,
sono Lisa, ci conosciamo dal NG della scuola. Scusa se intervengo su un post un po’ vecchio.
L’argomento dei vichinghi non prova nulla a favore dei divieti e dei paletti messi alla fecondazione assistita in Italia.
In Italia, anche prima della legge 40, la pratica di scegliersi il donatore da catalogo non era mai esistita, e non sarebbe stata consentita ugualmente, nemmeno nel caso che il referendum fosse pasato.
L’unico effetto che ha avuto questa proibizione, è proprio quello di spedire le coppie italiane in paesi dove tali eccessi sono normalissimi, e alla portata di chiunque sia disposto a pagare.
Mentre, se fosse stato consentito di fare l’eterologa in Italia, secondo regole consolidate che già c’erano, il problema della scelta del donatore da catalogo non se lo sarebbe mai postoo nessuno.
saluti
Lisa
Comment by paniscus — 19-06- 2005 @ 2:55 pm
Cara Lisa, in effetti il post è un po’ vecchio: nel frattempo ho cambiato idea sulla fecondazione eterologa, tanto da votare sì al referendum. Peraltro, nel post rispondevo soprattutto alle argomentazioni di Zucconi, che trovavo e trovo inaccettabili.
Un saluto,
a.
Comment by antonio vigilante — 19-06- 2005 @ 4:16 pm
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