Samo smo u prolazu sorridi
la tua pelle di vetro la tua
carne d’acqua le tue ossa le tue
ossa di madreperla sorridi
e giochi con la sabbia e le conchiglie.
Fin dall’origine l’essere è male
tutto è insidiato consunto malato
promessa di dissoluzione
la radice che preme nel silenzio
richiamo al quale accorrono
festose le moltitudini dei vivi
festosi gli eserciti degli andati.
Ti cade una conchiglia la raccogli
ti rialzi mi sei di fronte la tua
carne d’acqua le tue ossa le tue
ossa di madreperla mi sorridi
piccola e trasparente.
Fin dall’origine l’essere è male
tutto è insidiato consunto malato
se si potessero uccidere i morti
tutto sarebbe davvero perfetto.
Nell’acqua mobilissimi voraci
con i denti aguzzi e feroci
lottano feriscono addentano
la tua pelle di vetro la tua
carne d’acqua le tue osse
di madreperla la tua pelle
scorza, squame, grumo
orrore che nascondi con l’assenza.







Meravigliosa!
Questa mi piace più di tutte. Saranno quelle ossa di madreperla irridescenti, quella pelle di vetro trasparente e poi quel sorridi a metà fra l’imperativo e la constatazione. Poi, arriva quella strofa come un eco corale a smorzare il tutto con prepotenza.
Mi piace molto. Complimenti.
Comment by Michela — 24-06- 2005 @ 11:56 am
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Comment by Anonymous — 08-07- 2005 @ 3:51 am