Padre dell’ucronia, Louis-Sébastien Mercier si addormenta nell’età dei Lumi per risvegliarsi, settecento anni più tardi, nella Parigi del 2440. Il resoconto di questo viaggio nel tempo è nel libro L’an deux mille quatre cent quarante: rêve s’il en fût jamais, Londra, s. n., 1786, da cui traduco qui il capitolo XI del primo tomo: Le Nouveaux Testaments (pp. 71-76). Nella Parigi del futuro ogni uomo lascia una testimonianza scritta del suo pensiero, a mo’ di testamento. Da qualche parte Rilke scrive (credo nei Quaderni di Malte Laurids Brigge) che bisognerebbe vivere intensamente tutta una vita, e solo alla sua conclusione azzardarsi a buttare giù un verso; un solo verso. O un pensiero, una verità, una passione. se lo facesse ognuno, come nella Parigi di Mercier, ne verrebbe fuori il Libro, finalmente.
Che? Tutti autori? O cielo, che dite? Le vostre mura bruciano come salnitro e tutto salta per aria. Buon Dio, tutto un popolo di autori! - Si, ma senza livore, senza orgoglio, senza presunzione. Ogni uomo scrive quel che pensa nei suoi migliori momenti, e ad una certa età raccoglie le riflessioni migliori che ha pensato nel corso della sua vita. Prima di morire, ne fa un libro più o meno grosso, secondo il suo modo di vedere o di esprimersi: questo libro è l’anima del defunto. Lo si legge ad alta voce il giorno dei suoi funerali, e tale lettura costituisce tutto il suo elogio. I discendenti raccolgono con rispetto tutti i pensieri dei loro antenati e li meditano. Tali sono le nostre urne funebri. Io credo che ciò sia meglio dei vostri sontuosi mausolei, delle vostre tombe cariche di brutte iscrizioni, dettate dall’orgoglio e incise dalla bassezza.
E’ così che noi ci facciamo un dovere di tracciare per i nostri discendenti una immagine vivida della nostra vita. Questo ricordo onorevole sarà il solo bene che ci resterà sulla terra. Non lo dimentichiamo mai. Sono le lezioni immortali che lasciamo ai nostri discendenti; essi ci ameranno di più. I ritratti e le statue offrono solo i tratti corporei. Perché non presentare l’anima stessa e i sentimenti virtuosi che ha provato? Essi si moltiplicano sotto le nostre espressioni animate dall’amore. La storia dei nostri pensieri e delle nostre azioni istruisce la nostra famiglia. Essa impara, con la scelta ed il confronto dei pensieri, a perfezionare il modo di sentire e di vedere. Notate però che gli scrittori preminenti, gli genii del secoli sono sempre i soli che trascinano e fanno circolare la massa delle idee. Sono essi che imprimono i primi movimenti; e quando l’amore dell’umanità arde nel loro cuore generoso, tutti i cuori rispondono a questa voce sublime e vittoriosa che atterra il dispotismo e la superstizione. - Signore, permettetemi, vi prego, di difendere il mio secolo, almeno in ciò che aveva di lodevole. Noi abbiamo avuti, io credo, degli uomini virtuosi, degli uomini di genio. - Sì; ma, barbari! li avete ora misconosciuti, ora perseguitati. Noi siamo stati costretti a fare una riparazione a mo’ d’espiazione per i loro amni oltraggiati. abbiamo eretto i loro busti nella piazza pubblica, dove ricevono l’omaggio nostro e degli stranieri. Il loro piede destro calpesta la faccia ignobile del loro Zoilo o del loro tiranno. Sapete che avete avuto egli uomini sorprendenti? Noi non concepiamo la rabbia folle e temeraria dei loro persecutori. Sembra che essi abbiamo proporzionato il loro grado di bassezza al grado di elevazione percorso da queste aquile; ma esso sono cosegnati all’obbrobrio che è la loro eterna eredità.
Dicendo queste parole mi condusse verso una piazza in cui si trovavano i busti dei grandi uomini. Vidi Corneille, Moliere, La Fontaine. Montesquieu, Rousseau, Buffon, Voltaire, Mirabeau ecc. - Tutti questi celebri scrittori dunque sono ben conosciuti? - Il lor nome forma l’alfabero dei nostri bambini; appena essi giungono all’età della ragione, mettiamo nelle loro mani il vostro famoso dizionario enciclopedico, che abbiamo redatto con cura. - Mi sorprendete! L’enciclopedia, un libro elementare! Oh, quanto in alto dovete essere giunti nelle scienze, e quanto desidero di istruirmi con voi! Apritemi i vostri tesori, affinché io mi giovi in un istante del lavoro accumulato in sei secoli di gloria!






