minimo karma    retomar o pedaço que falta

Scuola, Cinema

Da http://durkheim.splinder.com

In queste prime settimane dell’anno scolastico teniamo le nostre discussioni in classe. Quando l’orario si sarà definito e conosceremo l’esatta disponibilità del laboratorio di informatica le sposteremo su questo blog. Quella che segue è, intanto, una sintesi delle discussioni tenute fino ad ora. Il tema è, grosso modo, quello del senso della vita: anche se, dopo il film dei Monty Python, ho qualche difficoltà ad usare questa espressione.
Siamo partiti dalla lettura di alcune pagine di Henri Laborit. “Il senso della vita. Cioè, che cosa significa? Chiediamolo a una delle mie cellule epatiche, il senso della vita. Eppure anche lei vive, dal momento che io vivo con lei. Temo proprio che non ci risponderà. Chiediamolo agli animali della terra, il mare, l’aria, il senso della vita. Eppure vi partecipano. Ma temo che non ci risponderanno… ” (Elogio della fuga, Mondadori, Milano 1990, p. 129). (more…)

Pubblicato il 29-09- 2005 5:14 pm | Commenta questo post (0) |
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Vegetarianesimo e diritti degli animali

Per tranquillizzare i suoi sonnacchiosi spettatori riguardo all’influenza de’ polli, il Tiggicinque manda un servizio che è un lunghissimo spot in favore di quel tale, come si chiama? sì, quell’Amadori lì. Il quale si porta a spasso il giornalista nella sua azienda, fa il buon padre di famiglia, controlla qua, strizza l’occhio là, spiega che i suoi polli li mangia lui per primo e poi, s’intende, li mangiano tutti i suoi dipendenti, e alla fine offre a quel tristo un’ala di pollo cucinata da lui in persona. Bene, bello, molto bello.
Ogni due mesi, ma anche forse ogni mese - diciamo quando non ci sono altre notizie - il Tiggicinque manda il solito servizio sull’alimentazione vegetariana, in cui l’esperto di turno (degno compare del giornalista da pollaio) spiega quanto segue: che l’alimentazione vegetariana è ormai di moda; che consiste nel non mangiare carne né pesce; che è pericolosa perché abbiamo bisogno di mangiare di tutto. Se ha un minimo di coscienza, l’esperto di turno precisa che ad essere pericolosa è un’alimentazione senza nemmeno latticini e uova - e quindi a rigore la pericolosità riguarda l’alimentazione vegana (cosa peraltro discutibilissima), non quella vegetariana; ma questi sono dettagli sui quali anche l’esperto coscienzioso sorvola volentieri.
Quello che né il giornalista da pollaio né l’esperto di turno diranno mai è che la carne fa male. Fa male in sé, fa male perché se ne mangia tanta, fa male perché è piena di antibiotici ed estrogeni. Fa male: fa venire il cancro, fa male al cuore, fa venire il seno alle bambine di tre anni, eccetera. Non lo diranno mai perché sono dei venduti. Perché il signor Amadori gli dà un sacco di soldi. Tanti soldi da riuscire a trasformare un servizio giornalistico in uno spot pubblicitario.

Pubblicato il 19-09- 2005 9:36 pm | Commenti (4) |
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Diario

In lettura: Eugen Drewermann, La guerra è una malattia non la soluzione, Claudiana, Torino 2005; Maurizio Cavicchi, Aldo Capitini. Un itinerario di vita e di pensiero, Lacaita, Manduria 2005; Paola Zito, Giulia e l’Inquisitore. Simulazione di santità e misticismo nella Napoli del primo Seicento, Arte Tipografica, Napoli 2000; Giancarlo Ricci, Sigmund Freud. Il padre della psicanalisi, Mondadori Electa, Milano 2005; Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno e La speculazione edilizia. In rilettura: Delio Cantimori, Eretici italiani del Cinquecento, Einaudi; Jean Brun, Le reve et la machine. Technique et existence.

Pubblicato il 2:09 pm | Commenta questo post (0) |
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Diario

Quando ti guardi allo specchio cosa vedi?
L’immagine
Gli altri dicono di te…
Che sono bellissima
Ad un vero amico diresti…
Che è bello
Da grande farai…
La cantante

Buon lavoro, professor Vigilante.

Pubblicato il 14-09- 2005 3:26 pm | Commenti (4) |
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Ballate ed altri versi

Dove comincia il mondo nuovo, amico,
si scavano le vene della vita
di domani, e si vuole si decide
per ognuno giustizia e compiutezza

lo indovini, lo so: non è nel centro
dove ricchezza eleva verso il cielo
l’uomo televisivo ultimo mostro
senz’occhi senza lingua senza sangue.

E’ dove l’esistenza si contorce
- nella Sicilia di Danilo gli uomini
erano legno antico e sofferente -
che qualcuno ha l’ardore di colpire

la terra reclamandone speranza:
e la terra risponde e nuovi umori
soccorrono e ciascuno si rianima
le schiene si raddrizzano le mani

si stringono la voce si schiarisce
e l’uomo dice “io” e dice “tu”
come si dice il bello delle cose:
e quando dice “noi” non c’è violenza.

Per informazioni sul referendum, sul quale i nostri giornali tacciono, vedi qui e qui e qui.

Pubblicato il 11-09- 2005 7:25 pm | Commenti (1) |
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Diario

Lanfranco parla con gli occhi chiusi, davanti ai suoi cento grammi di spaghetti al pomodoro: e vede il mondo nuovo, il potere di tutti che ovunque si fa strada nel mondo. “Sono meno pessimista di te”, dice. Nel salutarmi, dice che sarà difficile rivederci.
Anche questa volta mi sono dimenticato di chiedergli di quando andò con Capitini su a Barbiana.
Perugia, via dell'acquedottoNel salotto d’una professoressa di Perugia trovo il mio libro su Capitini. Dice che l’ha avuto da un pittore molto bravo e molto di destra. Non gli sarà piaciuto, ipotizzo. “E perché?”, chiede la professoressa. “Ci sono diversi aspetti di destra della sua personalità”, dice, come se mi conoscesse bene. Protesto.
C’è a Perugia un vicolo che si inerpica su un acquedotto, attraversando come un ruscello di pietra un quartiere sospeso in cui l’odore buono ed antico dell’Umbria è più forte e sensibile che mai. Ci sono case in vendita. Qui, penso, si potrebbe vivere.

Pubblicato il 4:34 pm | Commenta questo post (0) |
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Diario

Il 9 settembre alle ore 17 presso la Biblioteca Augusta si svolgerà un dibattito con Antonio Vigilante e Mario Martini sugli aspetti e l’attualità della nonviolenza, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Amici di Aldo Capitini.
Antonio Vigilante, studioso della nonviolenza, dirige la collana L’Aratro. Testi e studi su pace e nonviolenza delle Edizioni del Rosone di Foggia, fa parte del comitato scientifico dei Quaderni Satyagraha, collabora a diverse riviste ed è autore di rilevanti saggi filosofici sulla nonviolenza.
Tra le opere di Antonio Vigilante: La realtà liberata. Escatologia e nonviolenza in Aldo Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia 1999; Quartine, Edizioni del Rosone, Foggia 2000; Il pensiero nonviolento. Una introduzione, Edizioni del Rosone, Foggia 2004.
Mario Martini, docente di filosofia morale presso l’Università di Perugia, ha approfondito lo studio del pensiero di Capitini del quale ha curato l’edizione di varie opere ed antologie, fra cui: Scritti filosofici e religiosi, Protagon, 1994; Le ragioni della nonviolenza, ETS 2004.

Qui.

Poi si va a mangiare la pizza alla “Botte”, però.

Pubblicato il 07-09- 2005 9:09 am | Commenti (6) |
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Note di apprendistato

si tibi non annis corpus iam marcet et artus
confecti languent, eadem tamen omnia restant,
omnia si perges vivendo vincere saecla,
atque etiam potius, si numquam sis moriturus

fa dire Lucrezio alla natura (III, 946 segg.). E dice, dicono bene; e tuttavia parla, parlano una lingua non più conosciuta. Nulla di nuovo avrebbe da offrirci la vita, se pure potessimo vivere mille anni; se pure potessimo non morire affatto. Cosa di più falso? La vita si rinnova ad ogni istante, il mondo cambia, si evolve, tutto si perfeziona o decade (e non è anche il decadere di qualcosa uno spettacolo degno di attenzione?). Ognuno, stando così le cose, vorrebbe prolungare la vita, ognuno vorrebbe vincere la morte. Dalle mie parti si parla della vecchia che non voleva morire perché voleva vedere. Siamo oggi tutti calunniatori della morte per volontà di vedere.
Eppure non c’è nulla da vedere. La vita, davvero, non ha nulla di nuovo da offrire. Non vi saranno sconvolgimenti, il bene non vincerà mai il male, l’antilope ed il leone non pascoleranno insieme; e se anche l’antilope ed il leone pascolassero insieme, anche ciò ci strapperebbe, dopo qualche tempo, uno sbadiglio. Non c’è nulla da vedere. Lo sa bene il viaggiatore del nostro tempo, che corre da una parte all’altra del pianeta per scattare fotografie, eppure sempre torna a casa con la sensazione di non aver visto nulla, di non aver toccato nulla: e di aver fotografato il nulla.
La vita, la natura, la storia procedono in circolo, senza nessuna evoluzione, senza alcuno svolgimento drammatico, senza alcun finale. Dio è uno scrittore senza fantasia: nel calderone primordiale, quando tutto girava vorticosamente, quando tutto era tohu wa-bohu, ha gettato qualche centinaio di mali, di follie, di illusioni. Bereshit bara Elohim, dice la Bibbia. In principio Dio creò. Qualche cabalista in vena di scherzi, però, legge così: In principio Dio barò.

Pubblicato il 03-09- 2005 6:02 pm | Commenti (4) |
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(c) 2003-2009 antonio vigilante
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