minimo karma    retomar o pedaço que falta

Diario

La mattina è fredda e tersa. L’autobus delle otto e quarantacinque è in ritardo. Alle otto e quarantacinque di tutti i giorni tre giovani vanno al bar a prendere il caffé. Sono vestiti per bene, e sorridono. Credo che siano i venditori della vicina agenzia immobiliare. Vestirsi bene e sorridere fa parte del loro lavoro. Io diffido di chi si veste troppo bene e sorride sempre. Esperienza.
Una ragazza attraversa la strada. Un automobilista si ferma per farla passare. Forse è nervoso. “Sta’ calmo”, gli dice lei, gesticolando. “Puttana!”, risponde lui. Gesticolando.
L’autobus delle otto e quarantacinque arriva alle nove meno cinque. Davanti è pieno. Dietro ci sono diversi posti liberi. Mi siedo, e capisco che i posti sono liberi perché c’è un pessimo odore. Non hanno avuto modo di lavarsi questa mattina, penso, e mi sento molto di sinistra. Avessi pensato che puzzavano mi sarei sentito di destra. Sfumature.
Cerco di leggere qualcosa, ma c’è troppa gente che parla. Io sopporto la gente che non ha avuto modo di lavarsi, ma mi deprime la gente che parla. Sono grato a chi ha la grazia di star zitto. Gli darei un bacio in fronte, se le convenzioni sociali non me lo impedissero.
E allora guardo fuori dal finestrino. Ci sono cavalli che mangiano l’erba. Più avanti bufali che mangiano l’erba. Poi compare il Gargano, limpido, accarezzato sulla destra dal sole.
Scendo una fermata prima per fare due passi. Una donna attraversa la strada. Un automobilista si ferma per farla passare. Gesticola per dire “scusa, passa pure”. Le città di mare hanno una civiltà diversa, penso.
Dietro la porta di un negozio del centro c’è una donna che sembra una statua di cera. Penso al museo di J. F. Bertrand. “Museo della rispettabilità”, lo chiamava George Mosse.
Prendo la strada per casa. Si sale un bel po’. Salendo fino in fondo, lasciandosi alle spalle la città, si giunge ad una grotta in cui, seimila anni fa, si praticava il culto delle acque. Penso che sarebbe bello salire fino in fondo, salire alla grotta del culto, in questa tersa mattina di fine ottobre.
Ma mi sentirei solo, in fondo alla salita. A metà strada, invece, c’è gente che mi aspetta. A metà strada c’è il lavoro, c’è il parlare e l’ascoltare, c’è Antonio Vigilante con la sua sacralità da tre soldi.

Pubblicato il 28-10- 2005 3:58 pm | Commenta questo post (0) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Televisione

Avevo detto Porfirio, non Socrate!

Pubblicato il 3:35 pm | Commenta questo post (0) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Vegetarianesimo e diritti degli animali, Bioetica

“Una sera mi trovavo a casa di un amico molto morale, ecologico, vegetariano e nonviolento: mi stava preparando una cena tutta a base di vegetali. Sul tavolo si allineavano i corpicini gialli, rossi e verdi: carote, pomodori e lattughe. Con le faccine tonde ornate da una lieve barbetta, braccia alzate, fibre vive e gonfie d’acqua, un mazzo di ravanelli agonizzava in un canto: il mio amico ne prese una per le verdi braccine e con un morso ne addentò la rossa testolina. […] Se non bisogna mai uccidere, perché i ravanelli sì?”
Questo interrogativo venne posto una decina d’anni fa da Sandro Gindro in un articolo pubblicato su Studi cattolici (389-390, 1993) (e viene citato ora nel bel saggio di Adriano Mariani, Do per cibo il verde dell’erba. Il cristianesimo alla prova della condizione animale, “Quaderni Satyagraha” n. 8, Pisa 2005). Naturalmente la descrizione dei corpicini che agonizzano fa sorridere, ma la domanda non è affatto oziosa. Perché mangiare i vegetali invece degli animali? (more…)

Pubblicato il 26-10- 2005 9:27 pm | Commenti (5) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano, Televisione

Un uomo che per la propria condizione personale può permettersi ciò che ad altri è vietato parla alle masse, mostra cosa è bene e cosa è male - separando accuratamente, fenomenologicamente le due cose -, ride e fa ridere, strizza l’occhio e imbonisce, canta e sta zitto, sempre senza perdere di vista il pubblico e l’audience. Berlusconi? No, Celentano. Anzi: Adrio Berluntano.
Non c’è più nessuno, qui, che non sia in qualche modo, in qualche misura anche Silvio Berlusconi. Non ci sono più i nomi e i cognomi di una volta. Io, ad esempio, sono Silvonio Berluscante. Me ne accorgo da certe rotondità che percepisco da qualche parte in me, da un progressivo infiacchirsi di quel certo gigantismo post-romantico che rese così poetica la mia adolescenza, da una generale nanizzazione della persona: da una palude morale in cui progressivamente affondo le gambe. (more…)

Pubblicato il 21-10- 2005 7:31 pm | Commenti (4) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Cose così

A Claudia Ronchi
PR Manager di Yahoo! Italia
claudia.ronchi@kelkoo.it

Con la presente comunico la decisione di cancellarmi da tutte le liste di discussione cui sono iscritto su Yahoo! e di non adoperare più il mio indirizzo e-mail atabulus@yahoo.it. Ciò come gesto di protesta e non collaborazione per il deplorevole comportamento di Yahoo! in merito alla vicenda del giornalista cinese Shi Tao.
Le sarà grato se vorrà comunicare la mia protesta all’ufficio centrale europeo di Yahoo!

Cordiali saluti,
Antonio Vigilante

Pubblicato il 20-10- 2005 2:49 pm | Commenti (1) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Un umile operaio nella vignetta del Signore

Il rotweiler invignettato

Pubblicato il 19-10- 2005 3:47 pm | Commenta questo post (0) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Recensioni, Cinema

Sentimentalismo, concezione della poesia da baci Perugina, Bagdad di cartapesta. Ma la scena iniziale - con Tom Waits al piano - vale da sola il costo del biglietto.

Pubblicato il 17-10- 2005 10:44 am | Commenti (2) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Chiesa

Quasi le stesse parole si leggono già nel Catechismo della Chiesa cattolica: “Il rispetto della persona umana implica il rispetto dei diritti che scaturiscono dalla sua dignità di creatura. Questi diritti sono anteriori alla società e ad essa si impongono. Essi sono il fondamento della legittimità morale di ogni autorità: una società che li irrida o rifiuti di riconoscerli nella propria legislazione positiva, mina la propria legittimità morale. Se manca tale rispetto, un’autorità non può che appoggiarsi sulla forza o sulla violenza per ottenere l’obbedienza dei propri sudditi. È compito della Chiesa richiamare alla memoria degli uomini di buona volontà questi diritti e distinguerli dalle rivendicazioni abusive o false. ” (par. 1930). Insegnava Giovanni Paolo II: “Il suo [della democrazia] carattere ‘morale’ non è automatico, ma dipende dalla conformità alla legge morale a cui, come ogni altro comportamento umano, deve sottostare: dipende cioè dalla moralità dei fini che persegue e dei mezzi di cui si serve. ” (Evangelium Vitae, par. 70). Il che, come ragionamento, potrebbe anche andare, se non fosse poi accompagnato dalla precisazione che la Chiesa sola possiede la certezza della legge morale e della verità; per cui l’assunto si traduce così: la democrazia è vera solo quando è conforme all’insegnamento della Chiesa cattolica. (more…)

Pubblicato il 10:40 am | Commenti (2) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Un umile operaio nella vignetta del Signore

Ratzinger, sempre lui

Pubblicato il 15-10- 2005 4:29 pm | Commenti (2) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario

Ho preso l’abitudine di sedermi di fronte al mare, prima che faccia sera. Alla stessa ora un ragazzo porta a correre il suo cane lungo la battigia. Ma il cane non c’è. C’era, immagino. Ma ora non è tra le cose visibili di questo mondo. E quindi il ragazzo insegue, aspetta, gioca con un cane invisibile. E poi, forse improvvisamente consapevole dell’assenza del suo cane, si ferma e si porta le mani alla testa, con un gesto la cui teatralità è esaltata dalla luna, dalla luce del faro che carezza paziente la sabbia: e dalla linea dell’orizzonte. Segue quella che pare essere una elaborazione del lutto. Il ragazzo passeggia nervosamente da una parte all’altra, si ferma, grida, fa il verso dei gabbiani, poi marcia facendo il passo dell’oca.
Ho preso l’abitudine di sedermi di fronte al mare, prima che faccia sera. Alla stessa ora il corso è pieno di gente, un uomo suona la fisarmonica dalle parti del Centro Giovanile, c’è un capannello di gente davanti al chiosco dei gelati di Tommasino, e in quella stradina che si stacca dal corso e si avventura verso le prime asperità della parte alta del paese un negozietto gestito da qualcuno cui si sono fermati gli orologi da circa quarant’anni ha la gentilezza di accarezzarti con un profumo di caffé e di cioccolata, e tu ti senti bambino, tu ti vuoi bambino, tu ti vedi bambino nella mano della mamma, con il naso in su a scegliere la cosa più buona, da non mangiare subito, da mettere in tasca, affinché la sera, quel che resta del giorno, abbia il sapore buono dell’attesa.
Ho preso l’abitudine di sedermi di fronte al mare, prima che faccia sera. Tornato a casa bevo un bicchiere di vino del Salento.
La sera, quel che resta del giorno, ha il sapore amaro dell’attesa.

Pubblicato il 13-10- 2005 8:59 pm | Commenti (2) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Un umile operaio nella vignetta del Signore

Papa

Pubblicato il 10-10- 2005 3:15 pm | Commenti (1) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Kulturmarket

Ho comprato Il senso della lotta di Michel Houellebecq (Bompiani): poesie accompagnate da un Cd con la voce di Houellebecq che le legge. Aldo Nove nella quarta di copertina dice che “la voce di Michel Houellebecq è musica”. Sul Cd trovo la scritta: “Realizzato con il contributo di Hogan”. Non so cosa sia Hogan, credo qualcosa di culturale, spero qualcosa di poetico, magari una nuova Società internazionale di liberi poeti. L’enigma si chiarisce nel retro della copertina, dove mi sorprende la pubblicità delle scarpe Hogan. Pare che siano scarpe molto costose, di lusso. Mai sentite. Immagino che siano le scarpe che calzano Houellebecq ed Aldo Nove.
“Quando mi vedrai mangiare merda, allora troverai che mantenermi non costa troppo”, scriveva Rimbaud a Verlaine. Houellebecq ha decisamente superato Rimbaud.

Pubblicato il 09-10- 2005 10:36 am | Commenti (4) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Foto

18.49

Pubblicato il 05-10- 2005 9:21 pm | Commenti (3) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Chiesa

Da questa mattina mi perseguitano botti improvvisi, che non più tardi di mezz’ora fa si son concentrati in un fiorire di fuochi d’artificio. Io odio i fuochi d’artificio, odio chi fa i fuochi d’artificio, odio chi si diverte con i fuochi d’artificio. Poiché il motivo dell’importuno e rumoroso fiorire è la ricorrenza di San Francesco, mi vendico ricordando dalle Fonti Francescane il seguente episodio edificante - che dimostra, se ve ne fosse il bisogno, che quel tale che si festeggia con tanta cafonaggine a volte ammansiva lupi, a volte tramortiva passerotti; a volte si vestiva d’umiltà, altre volte s’esaltava malevolo; a volte si macerava nell’astinenza, altre volte auspicava che si spalmassero di carne anche i muri e si faceva portare i dolci da donna Giacomina de’ Settesogli: insomma, folleggiava come tutti.

Così [i passerotti] avendo preso dimistichezza coi frati, prendevano tutti insieme il cibo. Ma l’ingordigia ruppe la concordia, perché il maggiore cominciò con superbia a perseguitare i più piccoli. Si saziava egli a volontà e poi scacciava gli altri dal cibo. “Guardate - disse il Padre - questo ingordo: pieno e sazio lui, è invidioso degli altri fratelli affamati. Avrà di certo una brutta morte”. La sua parola fu seguita ben presto dalla punizione: salì quel perturbatore della pace fraterna su un vaso d’acqua per bere, e subito vi morì annegato. Non si trovò gatto o bestia, che osasse toccare il volatile maledetto dal Santo.

Celano, Vita Seconda, 47, in Fonti Francescane, 633.

Pubblicato il 04-10- 2005 9:09 pm | Commenti (2) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Foto

Un lieve arcobaleno

Pubblicato il 8:53 pm | Commenta questo post (0) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita

Next Page »

(c) 2003-2009 antonio vigilante
Blog ospitato da Blogsome
Se trovi chiuso, non disperare: prima o poi riapre.

Creative Commons License
Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons