Charles-François Tiphaigne de La Roche, La Zazirocrazia (3)
L’impero degli Zaziri sugli uomini
[Gli Zaziri]
Prima dell’anno uno, che comincia la genealogia del tempo, l’Essere Sovrano creò una moltitudine innumerevole di Spiriti, da lui fino all’insetto, diversi tra loro quanto le nostre facce. Egli volle che ci fossero, di classe in classe, dei Genii che dominassero gli uni sugli altri; e che quelli che vivono uniti alla natura degli elementi si servissero di noi per il loro piacere e la loro utilità, come noi ci serviamo degli animali. Così l’uomo si prende gioco della scimmia, e gli Zaziri si divertono con l’uomo.
Questo sistema, per quanto ridicolo possa sembrare a prima vista, soddisfa tutte le difficoltà; e d’altra parte, se si passa a Descartes la sua materia sottile, a Newton la sua attrazione, a Leibnitz le sue monadi, mi sembra che anche a me si possa permettere un’ipotesi con la quale spiego tutti i casi, , tutte le contraddizioni della vita, e faccio girare, con la migliore grazia del mondo, la terra ed i cielo.
Sono spiacente di togliere agli astri un potere di cui sono stati in possesso per molto tempo, e ne chiedo perdono ai nostri astrologi: ma poiché in fatto di fisica non c’è prescrizione, mi oppongo senza scuopolo ai loro sentimenti. Se mi si dimostra che ho torto, taccio, mentre ho diritti di contraddire, se non mi si offrono che ipotesi.
Continuo, e dico che è solo l’azione dei Genii Elementari che produce la maggior parte dei fenomeni che non riusciamo a spiegare. I Genii sono delle cause seconde di cui l’Essere assoluto si serve per eseguire le sue volontà.
Se non si vedono gli Spiriti di cui parliamo, benché spirino nell’aria e nel fuoco, noi domanderemo come mai, allora, non vediamo la nostra anima, perché non si scopre il minimo segno di vita nella chiocciola che vegeta nella sua conchiglia, nell’ostrica che sembra priva di ogni senso, nel baco sa seta che sembra annientato, nell’uomo abbattuto da una orribile letargia? Tanto l’aria quanto il fuoco, i cui movimenti non si interrompono mai e la cui circolazione è regolare quanto quella del nostro sangue, non hanno nulla che impedisca loro di servire come organi per i Genii, come i nostri corpi servono al nostro spirito. Ma è difficile far adottare un sistema dopo seimila anni di idee contrarie.
Il caso e la natura non sono che parole prive di senso; e malgrado la convinzione che ne abbiamo, osiamo definirli agenti di tutto ciò che accade. Quelli che ricorrono alla luna ed agli astri non sono più saggi, mentre il sistema che si fonda sui Genii e che li fa intervenire nei mille eventi di cui non si può rendere ragione non ha né l’inconveniente del fatalismo né il pericolo del materialismo. Qui tutto è libero e tutto è conseguente: sono degli Spiriti che, rivestiti della sostanza degli elementi, hanno corpi come i nostri, ma ben più sottili e più adatti ad operare delle cose sorprendenti. Tutte le sette hanno riconosciuto degli Spiriti sparsi nell’aria; ma nessuno fino ad ora aveva intravisto le loro operazioni, quali noi stiamo per spiegarle. Si vedrò che la nostra opinione differisce interamente dai sogni del Conte di Gabalis, e che i Genii che noi ammettiamo, essendo delle sostanze puramente spirituali, così come le nostre anime, non ci fanno del bene o del male che secondo delle Leggi generali, che così hanno ordinato.
Questi Genii hanno non so quanti sensi che noi non abbiamo, e quelli che influiscono sui nostri piaceri, i nostri guai ed anche sulla nostra salute si chiamano Zaziri, che in cinese vuol dire Agenti. Alcuni sono provvisti di infiniti piedi e mani, altri hanno delle ali di ogni specie, di modo che procedono, si attaccano e volano con una agilità sorprendente.
Se ci sono mille insetti la cui figura informe non consente di percepire né l’occhio, né la bocca, né le orecchie, e che tuttavia vedono, gustano ed intendono, non c’è motivo di escludere i sensi dall’aria e dal fuoco, dal momento che non si riesce a scoprirne l’energia o il gioco. La diversità fa la bellezza dell’universo, e questa scala di spiriti, che dalle viscere della terra si innalza fino al di là dei cieli, è degna di un Operaio immenso e magnifico nelle sue produzioni. Se il nostro corpo non è che una scintilla, una goccia d’acqua, una particella d’aria, perché non crediamo che ogni elemento, preso separatamente, possa servire da involucro a delle sostanze spirituali? I Genii, di conseguenza, hanno dei corpi meno composti dei nostri, e quindi più sottili e più agili, perché tutto ciò che è più semplice è più perfetto.
Ora è più facile vedere come gli Zaziri influiscano sui nostri comportamenti, sul nostro umore ed infine sulle nostre persone. C’è tanta analogia tra i loro corpi ed i nostri, che dobbiamo necessariamente soffrire quando essi si agitano con troppa violenza; poiché è allora che l’aria o il fuoco sono in movimento. Ecco così spiegata la fatalità degli antichi. Noi siamo più flemmatici o più collerici, più felici o più infelici, a seconda che i Genii stiano tranquilli o si agitino al momento della nostra nascita: e la ragione è assolutamente semplice; dal momento che i nostro corpi sono composti dei quattro elementi, e le nostre anime assoggettate al corpo, dobbiamo necessariamente dipendere dal movimento più o meno rapido dell’aria o del fuoco. È un termometro che dirige le nostre operazioni a seconda che si alzi o si abbassi.
Io sono spiacente di sottrarre agli astri un potere di cui sono in possesso da gran tempo, e ne chiedo perdono ai nostri astrologi: ma, dal momento che in fatto di fisica non c’è prescrizione, mi oppongo senza scrupolo ai loro sentimenti. Se mi si dimostra che ho torto, taccio, mentre ho il diritto di contraddire, se non mi si offrono che ipotesi.
Continuo, e dico che solo l’azione dei Genii Elementari produce la maggior parte dei fenomeni che non riusciamo a spiegare. I Genii sono delle cause seconde, di cui l’Essere assoluto si serve per eseguire le sue volontà; e dal momento che sono composti di particelle che vediamo, che tocchiamo, che respiriamo, ed anche che assaporiamo, la loro influenza deve toccarci in modo prodigioso.
Secondo queste osservazioni, l’uomo che si trova maggiormente vicino a degli Spiriti uniti alla sostanza del fuoco è poeta o folle; e colui che comunica maggiormente con i Genii terrestri è necessariamente farmacista o dottore in diritto. Sicuramente la nostra anima non ha bisogno, né per esistere né per sentire, dell’operazione degli Zaziri; ma essa diviene più tranquilla, o più attiva, secondo che essi si muovano, così come i nostri pensieri si elevano e si moltiplicano, a misura che delle nostre conversazioni, delle letture o degli oggetti vi eccitano e colpiscono: così si può dire che i Genii che vivono nelle fiamme plasmano il bello spirito e gli danno quel sale volatile per il quale si esalta ed evapora.
Oltre alle Leggi generali che lasciano ai Genii la facoltà di agire sulle nostre persone, e di trascinarci a loro piacimento, anche se in modo libero, è incontestabile che gli Zaziri abbiano i loro gusti particolari, che bisogna necessariamente esporre nei dettagli, se si vuol seguire il nostro sistema. Ogni intelligenza limitata, e che viva in dipendenza dalla materia, deve essere affetta da sentimenti e da fantasie. Ora, gli Spiriti Elementari sono in questa situazione; e noi possiamo assicurarcene tanto meglio, poiché la nostra umanità ci espone ad essere oggetto perpetuo del loro amore o della loro antipatia. Essi prendono piacere a servirsi di noi, come noi ci serviamo degli animali; essi ci perseguitano, ci molestano, ci tormentano; e se non possono ucciderci, è per rispetto delle nostre anime immortali: invece noi facciamo morire le bestie tutte le volte che vogliamo, perché la semplice materia non merita alcun riguardo.
L’Empire des Zaziris sur les humains, ou la Zazirocrathie, Dsmgtlfpqxz, Pekin 1761.


Bella cosmogonia
Comment by AT — 08-01- 2006 @ 3:19 pm
A dire il vero trattasi di operetta satirica e polemica, ma forse non è ancora così evidente.
Comment by antonio vigilante — 08-01- 2006 @ 3:59 pm
ma gli Zaziri sono come i folletti? forse no .. anche perchè “…a me i folletti qualche volta mi aiutano….” ..scusa ma è una vecchia frase che mi porto appresso negli anni e non ho ancora capito perchè (ma veramente non mi sono mai impegnato molto a capire perchè)
Comment by francesco — 08-01- 2006 @ 4:42 pm
Vorrei dire che ho sempre odiato l’astrologia, in quanto la ritengo un enorme baggianata, e penso che, chi usa la mediaticità per inculcare gli astri come forma e addirittura forzatura di un comportamento giornaliero, dovrebbe essere fermato e censurato da questo lavaggio di cervello che conduce al malcapitato e credente di turno azioni non degne di nota.
Allacciandomi a questi agenti, vorrei dire che, quando d’estate si stà ad abrustolirsi al sole e trovare in quell’acqua cristallina un pò di rillassamento e scioltezza dei sensi, sono d’accordo che i vari elementi sono molto influenti con il nostro corpo e stato d’animo, così quando c’è molto buio e piove d’inverso, si passa dalla gioia e spensieratezza dei giorni estivi alla magonaggine di questi giorni invernali.
La cosa che non mi è chiara, chiedo venia, se questi agenti oltre ad influire sono autonomi e seguono vari percossi e movimenti scelti da loro ,oppure è tutto nella causualità?
Comment by greenway — 08-01- 2006 @ 8:21 pm
Green, non prendere troppo sul serio la teoria di Tiphaigne. In realtà, come si vedrà nel seguito, vuol presentare una tesi evidentemente assurda con un duplice scopo: prendere in giro alcune dottrine filosofiche diffuse al suo tempo, come quella di Helvetius (come dire: se passano le assurdità di Helvetius, allora vanno bene anche queste) e prendere in giro la buona società del suo tempo, considerando letterati e prelati alla stregua di burattini o cagnolini buoni solo per far divertire questi Zaziri.
Comment by antonio vigilante — 08-01- 2006 @ 8:46 pm