O voi ch’attendete un nuovo post e restate da giorni un po’ delusi: eccovi un po’ di cose e di ragioni.
Sto dando il mio minimo contributo alla nascita di una casa editrice.
Sto dando il mio minimo contributo alla nascita di una rivista bimestrale.
Sto dando il mio minimo contributo alla nascita di un gruppo di lettura.
Sono alle prese con lo studio dei novantotto volumi delle opere complete di Gandhi, da cui traduco i testi che riguardano il vegetarianesimo. Dal momento che non conosco assolutamente l’inglese, l’impresa è eroica, oltre che meritoria.
Sto preparando lo stage della mia quarta. Li porterò in una casa di riposo: grande entusiasmo.
Quod superest:
Sono piuttosto felice, la primavera viene su bene, il mare è fresco, i volti della gente meno feroci, i ricordi labili.
Il fatto che ora stia piangendo non è assolutamente in contrasto con l’affermazione precedente, perché ho appena cucinato tofu con le cipolle. Il tofu con le cipolle ed il tamari non è male, anche se forse per cena non è una grane idea.
Il mio preside mi ha detto: “Il nostro rapporto non è più quello di una volta”. Poi ci ha pensato un po’ ed ha aggiunto: “Ammesso che abbiamo mai avuto un rapporto”. Al mio preside non piace che un professore scriva certe cose nel forum della scuola. Né che vanifichi la fatica con la quale ha tappezzato la scuola di manifesti con l’appello “Se ci fosse una educazione del popolo tutti starebbero meglio” aggiungendo a penna: “Se non ci fosse il popolo sarebbe ancora meglio”.
Ho letto un libro sulla cucina macrobiotica di Mario Pianesi, ed ho realizzato in un attimo che si tratta del peggior libro mai letto.
Ho visto Il Caimano di Moretti, ed ho realizzato in un attimo che si tratta del peggior film mai visto, e che potrebbe averlo scritto Mario Pianesi.
Ho imparato a fare il gomasio. Che si fa così: prendi una busta di semi di sesamo, apri la busta dicendo “apriti, sesamo”, butti i semi di sesamo nella padella e li fai scoppiettare. Non t’aspettare chissà che scoppiettio: il sesamo è discreto. Quand’è scoppiettato, ci aggiungi un cucchiaio di sale grosso e poi pesti tutto. Pestare il gomasio (o meglio, la cosa che sta per diventare gomasio) è un’attività che dà le sue soddisfazioni. La cosa ottenuta puoi usarla al posto del sale, anche se io non resisto e la mangio, come si dice da noi, “a uso di pane”.
Non ho ancora deciso per chi votare. Cioè, non ho ancora deciso se votare.