Lavora dalla 4,40 del mattino fino alla sette di sera, con una pausa per il pranzo alle due, dice. Raccoglie i pomodori. Lavoro faticosissimo, perché si tratta di stare chinati per tutto il giorno sotto il sole implacabile del Tavoliere. La pagano sette euro per ogni cassone riempito. Per riempire un cassone occorrono dodici cassette. Dei sette euro, tre vanno al caporale, il mafioso che organizza il mercato delle braccia. Poi c’è da pagare l’alloggio: qualche casa di campagna abbandonata, trasformata in dormitorio. A dei suoi amici, dice, il caporale ha chiesto dei soldi in prestito, e si è rifiutato di restituirli. Altri polacchi hanno lavorato e poi, semplicemente, non sono stati pagati.
Scrissi questo post l’estate di tre anni fa, su Vollkommenheit. Hanno proprio ragione i nostri politici locali, le sapevano proprio tutti, e da tempo, le cose che ha denunciato Gatti nel suo reportage: e perfino io. Ma, ahimé, a chi avrebbe potuto fare qualcosa mancava, pare, la benzina. Non mancava, ipotizzo, l’olio.