minimo karma    retomar o pedaço que falta

Diario

Mi sono vegliato con un terribile mal di testa il solito senso di sconfitta ho provato ad alzare la tapparella in cucina ma quella s’è bloccata, prendo la scala armeggio ecco che si alza ecco la luce in cucina, in sala c’è già, sembra una gran bella giornata nonostante il mio mal di testa e il mio senso di sconfitta, la sala è piena di luce, mi abbandono sul divano e prendo la chitarra, scordata, troppo scordata, ho voglia di piangere, nel riquadro della finestra della sala compare una farfalla, una farfalla nella luce che mostra un segmento di danza, un secondo appena, chiunque sia il regista di tutto quanto è un gran figlio di puttana, prendo la mia chitarra scordata e suono una canzone brasiliana che fa

quem me ensinou a nadar
quem me ensinou a nadar
foi foi marinheiro
foi os peixinhos do mar.

Pubblicato il 31-10- 2006 10:17 am | Commenti (1) |
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Scuola

M’invitano a discutere d’un progetto che vorrebbero fare, i colleghi: si chiama “Le ragazze sono come fiori”, ed ha tra gli obiettivi quello di far maturare una identità femminile sana. Io non ho la minima idea di cosa sia una identità femminile sana. (more…)

Pubblicato il 30-10- 2006 3:12 am | Commenti (4) |
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Diario

Stanza di meditazione

Pubblicato il 25-10- 2006 11:19 am | Commenti (13) |
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Diario antitaliano

Gentile dottor Rossella,

questa mattina circa diecimila persone hanno manifestato a Vicenza contro la finanziaria ed il governo Prodi. A Foggia invece questa mattina oltre trentamila persone (dati Ansa) hanno manifestato contro la schiavitù, lo sfruttamento ed il lavoro nero. (more…)

Pubblicato il 21-10- 2006 9:16 pm | Commenti (11) |
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Diario

Lo striscione di Mani Sporche

Lo striscione del Comitato Permanente Mani Sporche alla manifestazione contro lo sfruttamento e il lavoro nero.

Pubblicato il 3:27 pm | Commenta questo post (0) |
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Un umile operaio nella vignetta del Signore

Papa Ratzinger a Verona.

Pubblicato il 20-10- 2006 1:54 pm | Commenti (26) |
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Diario

Oggi è la giornata del perdono per gli amici musulmani. Penso al numero immenso di esseri cui dovrei chiedere perdono: dal ragno che dieci minuti fa ho accompagnato sul balcone, senza riuscire ad evitare di pestargli una zampetta, alle tante persone cui ho portato sofferenza; da chi mi ha amato, ed a cui non ho saputo dare alcuna felicità, a chi ha creduto in me - ed ho deluso. (more…)

Pubblicato il 10:20 am | Commenti (1) |
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Note di apprendistato

Rispondo ancora a Giacomo Tesio, partendo dalla fine. Dice Giacomo che il cristianesimo che io conosco non è il cristianesimo di Gesù Cristo e della Sua Chiesa, e cita Luca 9, 23-24: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”, eccetera. Mi chiedo se Giacomo legga realmente quello che scrivo: poiché avevo pur detto che i cristiani, a mio avviso, venerano il Dio crocifisso e non capiscono “che si tratta di imitare quel Dio: di crocifiggere loro stessi ed il loro Dio”. (more…)

Pubblicato il 15-10- 2006 2:14 pm | Commenti (24) |
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Diario

Centro Nuovo Modello di Siluppo, Guida al vestire critico; P. Auster, Mr. Vertigo, Einaudi; J. Ballard, La mostra delle atrocità, Feltrinelli; A. Perissinotto, Al mio giudice, Rizzoli; Le apocalissi gnostiche, Adelphi; Accorsi-Centini, I grandi delitti italiani risolti o irrisolti, Newton Compton; Kerouac, I vagabondi del dharma. Altri tre o quattro libri si sono magicamente convertiti in scatole di medicinali, peraltro perfettamente inutili.

Pubblicato il 13-10- 2006 11:17 am | Commenta questo post (0) |
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Note di apprendistato

Nel suo blog Giacomo Tesio (mi scuserà se lo chiamo con nome e cognome, ma amo poco i nickname) risponde ad alcune mie considerazioni fatte a conclusione della lunga discussione su I buoni e i cattivi. Io avevo scritto:

Il tuo dire “io credo in Dio” è soltanto un atto linguistico con il quale esprimi il fatto psicologico di aderire ad una serie di affermazioni culturali, provandone alcune emozioni anch’esse culturalmente codificate. Il legame con Dio è ontologico. Il dirsi credenti o meno non ha nulla a che fare con Dio.

Giacomo, che considera serissima la mia obiezione, osserva però due cose. La prima è che una professione di fede non è solo un atto linguistico, ma è una preghiera; chi professa una fede lo fa essendo già in Dio. Il credere in Dio è uno stare in Dio, e quindi ha una valenza non solo psicologica, ma ontologica:

Non credo “solo” a Dio, alla Sua esistenza ed al Suo amore, credo proprio in Lui.
Proprio dentro! Ontologicamente, appunto. Senza di Lui neanche la mia Fede esisterebbe.
E’ Lui che me la dona, la rinforza e la protegge.

La seconda obiezione è che la professione di fede procura una gioia particolare, che è la stessa gioia che prova l’amante che è nell’amata. (more…)

Pubblicato il 08-10- 2006 10:41 am | Commenti (6) |
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Taccuino

La vera carezza io credo sia questa:quest’eco che resta,questo contatto che si avverte ancora quando non c’è più nulla, a cui nemmeno la leggendaria delicatezza dei persiani ha dato un nome.

Nel nostro Taccuino farsi Ludò ragiona di carezze. Di quelle che ci sono e di quella che non c’è.

Pubblicato il 2:28 am | Commenta questo post (0) |
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Diario

Questo pomeriggio è morto Franco Alasia. Nessuno troverà la notizia sui giornali. Non era famoso come Oriana Fallaci, non ha espresso la rabbia dell’Occidente. Ha lavorato e lottato con Danilo Dolci contro la povertà, la mafia, il virus del dominio. Semplicemente.

Pubblicato il 05-10- 2006 10:09 pm | Commenti (1) |
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Scuola

Il governo dice che bisogna bocciare meno per far risparmiare soldi allo stato. Per bocciare meno occorrono, precisa, “idonei interventi finalizzati al contrasto degli insuccessi scolastici” con “attività di accoglienza, rimotivazione e riorientamento, nonché l’individualizzazione della didattica in modo da tener conto delle diverse forme di intelligenza e dei diversi stili di apprendimento”. (more…)

Pubblicato il 2:55 pm | Commenti (10) |
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Diario

Mi è arrivata una lettera senza mittente. L’ho sistemata nella scatola delle cose che fanno male. Chiusa. La aprirò quando mi deciderò a fare i conti con le cose che fanno male. Con ogni probabilità, mai.
Questa mattina a scuola avrei voluto vedere con i miei studenti “Il racconto dei racconti” di Yuri Norstein. Un’alunna mi ha chiesto che senso ha vedere un film in russo con sottotitoli in francese. “Nessuno”, ho pensato. Ho tolto il dvd ed ho dettato trenta domande su Freud.
Sono imbottito di acidi, e questo non fa bene al mio umore.

Pubblicato il 03-10- 2006 3:45 pm | Commenti (5) |
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Note di apprendistato, Buddhadhamma

Quella di Siddhatta non dev’essere stata un’infanzia felice. Secondo la tradizione, colui che sarebbe diventato il Buddha visse la prima parte della propria vita immerso nella gioia. Asvagosha, che racconta la vita del Buddha nel Buddhacarita, stordisce il lettore con suoni, colori, fragranze sensuali ed esotiche nei primi canti della sua opera. Attorno al giovane Siddhatta c’è un mondo anch’esso giovane, sano, pieno di vita, di bellezza, di felicità: donne, soprattutto; affascinanti, curiose, civettuole, aggraziate o poppute, leggere o maestose – tutto lo spettro delle delizie femminili circonda il giovane principe. (more…)

Pubblicato il 02-10- 2006 6:58 pm | Commenti (1) |
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