Gentile dottor Rossella,
questa mattina circa diecimila persone hanno manifestato a Vicenza contro la finanziaria ed il governo Prodi. A Foggia invece questa mattina oltre trentamila persone (dati Ansa) hanno manifestato contro la schiavitù, lo sfruttamento ed il lavoro nero. Il Tg5, telegiornale che Lei dirige, ha dato ampio risalto alla prima notizia, che è stata la notizia di apertura dei notiziari della giornata. Una scelta comprensibile, considerando chi le paga lo stipendio. Un po’ meno comprensibile è che il suo telegiornale non abbia dato la notizia della manifestazione di Foggia. Per lei, per i suoi giornalisti e per gli spettatori del suo telegiornale trentamila e più persone che scendono in piazza per chiedere la fine di una vergogna nazionale semplicemente non esistono. Non esistono i miei alunni di quindici anni, emozionati e confusi alla loro prima manifestazione, ma pienamente consapevoli dell’importanza della loro presenza lì, dietro uno striscione, sotto ad un palco. Non esistono gli uomini e le donne che da anni inghiottono veleno, invischiati in un sistema di violenza strutturale che uccide speranze e dignità. Non esiste una intera comunità che per una volta trova la forza di alzare la testa e dire di no.
Lei ha fatto la sua scelta. Lei sta con quelli che hanno i soldi e che piagnucolano per la finanziaria che tassa i Suv. Lei se ne fotte dei miei studenti, dei clandestini e degli italiani sfruttati a sangue, dei giovani stritolati dal lavoro nero, della disperazione dei precari.
Io spero che lei possa continuare a lungo il suo sporco lavoro. Spero per lei che per molto tempo ancora possa far credere agli italiani che l’Italia ha il problema della tassa sui Suv, e non quello del lavoro nero. Spero per lei che per molto tempo ancora possa raccontare la favola bella e stronza dell’Italia dei divi e delle starlette, dei miliardari e del jet-set, delle amenità (oggi il suo telegiornale mi ha fatto sapere che è stato creato il primo abito di mais: non ci dormirò questa notte) e delle curiosità da buongustaio. Glielo auguro, ma ci credo poco. Perché ho visto un’altra Italia, questa mattina, in piazza. Ed era un’Italia di gente in cammino.
Buon lavoro.


Ben detto. Ma dubito che Rossella ti risponderà….
Comment by Eliolibre — 21-10- 2006 @ 10:44 pm
Rossella è uno che fa bene il suo sporco lavoro.
Comment by nick nolte — 21-10- 2006 @ 11:45 pm
non sono in italia e quindi non ho il piacere (?) di guardare il tg5. però immagino. che dire? viva l’italia che non ha paura.
Comment by kamau — 22-10- 2006 @ 1:45 am
Ho riportato questo post su Pressante qui:
http://www.pressante.com/content/view/223/39/
Naturalmente ho messo il link a questa pagina.
Se ci sono problemi fammi sapere che rimuovo!
Comment by Marco M — 22-10- 2006 @ 2:34 am
Ciao, mi sono permesso di inviare la tua lettera a Rossella (sperando che l’email che ho trovato fosse giusta), sarebbe bello ne ricevesse tantissime di questo tono..
Magari riuscirà a provare un po’ di vergogna..
Comment by red — 22-10- 2006 @ 11:21 am
Un bellissimo post, complimenti. Hai detto tutto ciò che c’era da dire.
ciao
Comment by Lameduck — 22-10- 2006 @ 6:41 pm
Sai l’altro giorno ho cercato di svelare questo mistero ai ragazzi che seguo nel gruppo giovanissimi della mia parrocchia.
La verità non si trova in tv.
Ho provato, con un esempio a spiegargli che nella comunicazione di massa, l’offerta forgia la domanda e non viceversa.
Ce l’ho messa tutta, ma mi sono solo preso del comunista.
Hai qualche suggerimento?
Comment by Shamar — 22-10- 2006 @ 7:06 pm
sottoscriviamo in pieno la vostra missiva,
dai contenuti forti di chi è forte dei suoi valori.
sottoscriviamo e qui ricolleghiamo:
http://guerrillaradio.iobloggo.com/
Comment by guerrilla radio — 22-10- 2006 @ 7:27 pm
Ho sottoscritto anch’io…
Giacomo
Comment by Shamar — 23-10- 2006 @ 10:51 am
La disinformazione è uno strumento di prevaricazione classista attraverso la quale la classe che detiene il controllo dei media rappresenta un mondo epurato dalla lotta di classe.
Comment by geghegè — 23-10- 2006 @ 11:14 am
Caro Antonio, la lettera, che s/mostra l’ordinario, e il disgustoso “quotidiano”, ha quel tono mediano tra la civile protesta e l’invettiva, peccato che ci sia abbastanza invettiva per renderla irricevibile dal rossella…
State facendo un grande lavoro, con Mani Sporche, grazie. E’ una vera gioia che il libro abbia fecondato e contribuito a dar vita a questo. Ci vediamo da voi.
Comment by marco rovelli — 24-10- 2006 @ 12:32 pm
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Comment by KatinaPacheco18 — 24-08- 2010 @ 3:15 pm