minimo karma    retomar o pedaço que falta

Recensioni

Frugando in una borsa da professore che non uso più da qualche anno ho ritrovato qualche vecchia carta. Soprattutto, un numero abbondante di copie del primo numero di Tophet. Visioni dal fondo, foglio di umori e malumori, critica e poesia, eccetera che scrivevo insieme a gente che mi assomigliava fin troppo. E’ datato 19 agosto 2003. Nella presentazione scrivevo: “Voi che leggete e noi che scriviamo siamo dei privilegiati. Viviamo in un posto che ha qualcosa di straordinario. Viviamo in uno dei paesi ricchi , e tuttavia la nostra è una città povera. Non solo povera. E’ una città incolta, selvatica, anche piuttosto mafiosa. E’ una città del terzo mondo che tuttavia appartiene all’Occidente ricco e civile. Capite l’importanza della cosa. Noi siamo a terra. Noi siamo con le spalle a terra, gente. E quando si è stesi a terra si gode di una visione non comune. Puoi osservare il culo della gente, o guardare il cielo. Vedere il mondo dal di sotto, o contemplare ciò che è al di sopra di ogni miseria. Puoi essere al tempo stesso cinico e poetico.” (more…)

Pubblicato il 30-11- 2006 10:54 pm | Commenti (32) |
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Mercanzia

E’ un idealista, questo insegnante, perciò va al fondo delle cose, non si ferma alle apparenze. Non invita i ragazzi a godersi la loro adolescenza, critica il concetto stesso di adolescenza come mostruosa creazione sociale che ha come obiettivo di impedire una partecipazione alla vita degli adulti, una partecipazione alla gestione del potere e della politica intesa nel senso più nobile del termine.
E si fa la domanda delle domande, quella che ogni insegnante prima o poi deve porsi, se è onesto: bisogna educare secondo ciò che è bene e vero o preparare a stare in questo mondo?

Rosanna Rota recensisce la mia Barchetta di Virginia. Grazie di cuore a lei ed a tutte le persone che in questi mesi hanno mostrato di apprezzare quel libretto.

Pubblicato il 29-11- 2006 11:39 pm | Commenta questo post (0) |
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Testi

Come già fecero tanti prima di lui, e come tanti altri faranno dopo, nel 1674 S. van Doelvelt si mette in viaggio per terre sconosciute, alla ricerca di fama ed avventura. Dopo l’immancabile provvidenziale naufragio, approda in una delle terre del mondo d’Utopia: si tratta, questa volta, dell’isola di Ajao, ovvero la Repubblica dei Filosofi. L’abitano degli uomini saggi, adoratori della ragione e della Natura: e per giunta materialisti, atei e comunisti. Noi adoreremmo loro, se non fosse per una certa crudeltà verso i loro schiavi - i quali sono i vecchi abitanti dell’isola di Ajao, gente indolente e superstiziosa, che certo merita di essere schiacciata così come l’errore dev’essere distrutto dalla ragione.
L’avventura di van Doelvelt è raccontata da Fontenelle nella sua
Repubblica dei Filosofi, uscita a Ginevra nel 1768: uno dei tanti romanzi utopistici della Francia moderna, dalla Histoire de Calejava (o meglio, dalla utopia proto-femminista di Christine Pizan) a quella Icaria di Etienne Cabet in cui qualcuno vedrà una precisa anticipazione e prefigurazione onirica dell’Unione Sovietica.
In appendice al romanzo utopistico c’è una divertente lettera sulla nudità dei selvaggi, scritta in risposta ad alcuni quesiti di una ignota Madame. Il suo ignoto autore tocca temi di non poca importanza, con una licenziosità così garbata che, quando giunge ad affermare che il coso che noialtri abbiamo tra le gambe è un Dio, e la cosa che quelle lì hanno tra le loro gambe è il suo tempio, a nessuno, sono certo, vien voglia di protestare.
Traduco da: Bernard Le Bouyer de Fontenelle,
La République des philosophes, ou Histoire des Ajaoiens, Genève, s.n., 1768, pp. 164-199. (more…)

Pubblicato il 26-11- 2006 4:30 pm | Commenti (4) |
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Un umile operaio nella vignetta del Signore

Pubblicato il 24-11- 2006 9:23 pm | Commenti (9) |
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Diario

Mi chiede di parlare con me, sono giorni che le ho promesso che troverò del tempo per lei e certo è arrivato il momento, chiudo la porta e mi metto spalle al muro, lei dice che è infelice, che lui l’ama - sì, sente che le vuole bene - ma la tratta male, non respira più, è davvero una brutta situazione, la sorella le consiglia di lasciarlo ché non si può infelicitare i suoi diciassette anni e da me vorrebbe una conferma, io sto sul vago, dico che è giusto ciò che la fa stare bene, ma non posso sapere cosa la fa stare bene, lei piange, io dico che ha diritto ad essere felice, in fondo ha solo diciassette anni - e mento, ché nessuno ha diritto a nulla, se non a ciò che riesce a strappare con le unghie e con i denti. (more…)

Pubblicato il 23-11- 2006 4:58 pm | Commenti (4) |
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Recensioni, Diario, Cinema

Me ne sono andato tomo tomo a vedermi ’sto filmetto d’animazione alle quattro e mezza: il che la dice lunga sul mio stato psico-fisico attuale. La vecchina del Falso Movimento ha tenuto a precisarmi che era un film d’animazione. “Ce lo so, ce lo so”, ho detto annuendo, come chi la sa lunga. (more…)

Pubblicato il 19-11- 2006 8:23 pm | Commenti (1) |
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Alterius spectare laborem

Chiedo ai lettori di minimo karma di diffondere il seguente comunicato (se lo condividono, ovviamente) attraverso i loro blog ed i loro contatti di posta elettronica. Grazie. (more…)

Pubblicato il 18-11- 2006 4:18 pm | Commenti (2) |
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Oware

Ho voglia di tenerti i seni
il mio petto sulla tua schiena il mio respiro
sulla tua schiena la mia guancia
sulla tua schiena ho voglia
di raccontarti del mondo di dentro (more…)

Pubblicato il 15-11- 2006 8:26 pm | Commenti (2) |
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Un umile operaio nella vignetta del Signore

Repubblica

Pubblicato il 14-11- 2006 5:54 pm | Commenti (9) |
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Scuola

Una mia alunna di prima s’è affacciata alla finestra, durante l’ora di matematica. Ha contemplato la piazza, gli alberi, gli anziani seduti sulle panchine a parlare male del governo. Quindi il suo sguardo si è soffermato su una vecchietta che era sulla soglia del suo pianterreno. (more…)

Pubblicato il 2:39 pm | Commenti (2) |
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Diario

Saramago, Il Vangelo secondo Gesù Cristo; Hafez, Il libro del coppiere; Rumi, Fihi-ma-fihi; La parola fa eguali. Il segreto della scuola di Barbiana; Thompson, Blankets; Kumar, Le nuove teorie del mondo contemporaneo; Pietro Citati, L’armonia del mondo; Alessandro Aruffo, Breve storia degli anarchici italiani; Toland, Lettere a Serena; Auster-Mazzucchelli-Karasik, Città di vetro.

Pubblicato il 1:06 pm | Commenti (2) |
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Taccuino

“Il tuo dolore ha un motivo”, disse il Profeta all’uomo. “Soffrire è come vomitare i piaceri del passato”. Finché qualcosa rimane nel tuo stomaco, non ti viene dato niente da mangiare: chi sta vomitando non può mangiare niente, e lo farà quando avrà cessato. Per questo sii paziente, accetta il dolore: il dolore è un modo di vomitare. Quando sarà cessato giungerà la gioia, una gioia completa, una rosa senza spine, un vino che non dà alla testa”.

Jalal ad Din Rumi, Fihi-ma-fihi, 26 (trad. it., Psiche, Torino 1995, pp. 143-144).

Pubblicato il 08-11- 2006 3:53 pm | Commenti (3) |
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Diario

Ho passato il pomeriggio ad assistere alla messa in scena della miseria umana dei miei colleghi: e non si può dire che non abbiano dato fondo al loro repertorio. Dopo circa due ore di spettacolo ho deciso che ne avevo abbastanza. Ho chiuso gli occhi e schiacciato il tasto play. Ho chiamato a coprire la miseria mia d’oggi una delle cose che con più gioia ascoltavo quando ero bimbo: qualcosa di altro, di più della gioia, anzi; qualcosa come un respiro, una dichiarazione programmatica, un pietra lanciata dall’altra parte del muro. Nulla di particolarmente raffinato (e del resto non ero, io, un bambino raffinato). La banalissima sigla d’un telefilm che amavo molto. Diceva: (more…)

Pubblicato il 06-11- 2006 9:01 pm | Commenti (15) |
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Diario antitaliano

Cinque minuti fa alla radio (radio Kiss Kiss) l’assessore all’educazione del Comune di Napoli, Giuseppe Gambale, ha detto che contro la criminalità non serve l’esercito; bisogna piuttosto tenere aperte le scuole anche il pomeriggio, poiché le scuole “insieme alle parrocchie in certi quartieri sono l’unico segno della presenza dello Stato”. (more…)

Pubblicato il 02-11- 2006 11:29 am | Commenti (16) |
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Mercanzia

“Quello che qui si presenta al lettore è un manoscritto che ricostruisce con dovizia di particolari, se non con imparzialità, il più grande scandalo della Napoli del primo Seicento, che coinvolge parte considerevole della buona società partenopea, fino ai più illustri rappresentanti della nobiltà: la scabrosa vicenda di Suor Giulia di Marco, del suo confessore Aniello Arciero e di Giuseppe de Vicarijs. È la storia di una santità spezzata che si converte in vergogna ed in condanna, degenera secondo il cliché boccaccesco degli amori illeciti e sfrenati di monache e preti o secondo quello, ben più inquietante, della perversione satanica, del morbo dell’eresia e del peccato che, sotto la guida di quello che il nostro manoscritto chiama infernale Saggittario, infetta la società reclamando l’azione purificatrice della Chiesa.
Vorrei che il lettore allontanasse fin d’ora la tentazione di leggere la storia di Suor Giulia e dei suoi seguaci come una banale faccenda di scostumatezza e si disponesse piuttosto ad ascoltare una storia religiosa. E se l’autore anonimo del nostro manoscritto fa precedere la storia di Suor Giulia da una ricostruzione dell’eresia in Italia nel Cinquecento, i cui eroi negativi sono uomini come Juan de Valdes, Pietro Martire Vermigli, Bernardo Ochino e Pietro Carnesecchi, (more…)

Pubblicato il 01-11- 2006 11:58 am | Commenti (1) |
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