Poco più di dieci giorni fa è morto il criminale Augusto Pinochet. La Chiesa non gli ha negato i funerali cattolici; e non avrebbe potuto farlo, ché quel criminale disse di aver messo i suoi sgherri sotto la protezione della Madonna: e non lo disse tra sé e sé, o a qualcuno dei suoi complici, ma lo disse a papa Giovanni Paolo II, poco prima di affacciarsi entrambi, sorridenti di un sorriso infame, al balcone della storia. Non solo non gli ha negato i funerali religiosi, ma ha mandato un vescovo, Juan Barros Madrid, ad officiarli.
Piergiorgio Welby è morto due giorni fa, dopo quarant’anni di sofferenze e di torture. La Chiesa cattolica gli nega i funerali religiosi. La sua colpa è quella di aver chiesto di morire.
Molti, oggi, accostano il torturatore ed il torturato, e si chiedono che Chiesa è quella che sta con l’uno e sta contro l’altro. Non è molto difficile capire le ragioni tanto della prima cosa, quanto della seconda. La Chiesa manda un vescovo ad officiare i funerali di Pinochet - dopo averlo sostenuto e difeso per anni - perché la Chiesa come istituzione sostiene chi la sostiene: anche se chi la sostiene è un assassino. La Chiesa nega i funerali religiosi a Welby perché ha compiuto un atto che lo pone al di là della comunità dei credenti. Per la Chiesa, l’uomo appartiene totalmente a Dio; e poiché la Chiesa stessa rappresenta Dio sulla terra, l’uomo appartiene alla Chiesa stessa. Questa appartenenza comincia con il battesimo, anche se ultimamente la Chiesa avanza pretese sull’uomo fin dal concepimento. Chiedere di morire significa ribellarsi a Dio e alla Chiesa, affermare sé stessi oltre la comunità dei credenti, estirparsi dal terreno comune. E’ un atto più grave di qualsiasi crimine, più grave di migliaia di omicidi e di torture, più grave del martirio di un intero popolo. E’ un atto con il quale l’uomo si nega come persona e si afferma come individuo. La persona, quella buffonata con la quale i filosofi cattolici - e bisogna leggere qualcosa di un Buttiglione, di un Attilio Danese, di una Giulia Paola Di Nicola, per rendersi conto del miserabile livello di quella cosa che è oggi la filosofia cattolica - amano riempirsi la bocca, è l’uomo ben legato e imbavagliato, dichiarato sacro e divino a condizione che non si muova da dove è stato posto, che non faccia un solo passo verso sé stesso, che non dica parole diverse da quelle suggerite dal rituale, che non cerchi un nome e un volto diversi da quelli che la società e l’Istituzione sacra gli hanno dato. L’altro, l’individuo, l’uomo persuaso di Michelstaedter - suicida, maledetto anche lui - che attraversa il deserto e la negazione per giungere ad afferrarsi, è il diabolico - si mette di traverso.
Che ognuno impari dalla morte di Welby, e faccia la sua scelta - essere persona o individuo, stare con la comunità dei credenti o con sé stessi.







Ci vuole un pizzico di coraggio e bisogna con forza imparare a esistere INDIPENDENTEMENTE dall’esistenza di questa o quella chiesa, questa o quella religione, questa o quella ideologia. A costo di subìre l’ostracismo dei più.
Welby ha subìto un ostracismo pesante semplicemente perchè partiva da presupposti estranei a quelli cristiani (anche se assolutamente non in contrasto con essi, fra l’altro). Welby, dovunque sia, ora sta meglio. Mi preoccupa molto invece il destino del medico che ha somministrato i sedativi a Welby e lo ha staccato dal respiratore. Adesso rischia di diventare un capro espiatorio per la GRAVISSIMA colpa di aver agito sulla base di un’etica estranea al cristianesimo, sebbene, anche in questo caso, NON in contrasto son esso.
Non posso non ricordare ancora il caso della donna che ha rifiutato l’amputazione della gamba andata in cancrena, e che poi è morta. Nessuno ha avuto da ridire nel suo caso, per lei il diritto di scelta non è stato messo in discussione più di tanto.
Non posso non ricordare il caso di tutti i testimoni di Geova che rifiutano le trasfusioni di sangue per motivi religiosi, anch’essi rispettati nelle proprie decisioni.
Il concetto di bene e male nel cattolicesimo è quanto di più atroce abbia mai potuto constatare. Il concetto di giustizia - fatemelo dire fuori dai denti - è mafioso, esclusivamente legato all’appartenenza e totalmente svincolato da meriti ed etica, totalmente distaccato da responsabilità reali, anche pesanti e gravissime come il caso che hai citato, di Pinochet.
Ho solo voglia di vomitare…
Comment by Uyulala — 23-12- 2006 @ 9:12 pm
per inciso: ho pubblicato il tuo articolo anche su “Clerofobia”, con tutti i riferimenti e i link dovuti.
Comment by Uyulala — 23-12- 2006 @ 9:33 pm
“Io voglio scrivere su tutti i muri ovunque siano muri […] Io chiamo il cristianesimo unica grande maledizione, unica grande intima perversione, unico grande istinto di vendetta […] Io lo chiamo unico imperituro marchio d’abbominio dell’umanità…”.
(F.W. Nietzsche, L’Anticristo)
Comment by guerrilla radio — 24-12- 2006 @ 12:58 pm
La Chiesa non crede in Dio ma nell’uomo e nella “forza della medicina” se così non fosse avrebbe dovuto acconsentire a far staccare il respiratore a Welby tanto se Dio avesse voluto avrebbe potuto fare un miracolo e non farlo morire ma…LORO NON CREDONO IN DIO e coloro che si sottraggono ai dettami della chiesa meritano l’inferno.
Posso capire il ruolo della medicina che non può fare esperimenti senza le cavie, senza i corpi sofferenti dei malati terminali a cui devono strappare in più di sofferenza per realizzare percorsi di ricerca, ma lo dicano che serviamo da moribondi e non confondano le idee delle persone con una finta etica!
E la chiesa dica a chiare lettere che le nostre “anime ribelli” minacciano il loro potere e la loro sopravvivenza e che, quindi, la nostra sofferente sopravvivenza ha il significato di tenerci legati da un lato alla paura dell’inferno e dall’altra al lettino dello psichiatra.
Comment by Enza — 25-12- 2006 @ 10:40 am
Posso capire il ruolo della medicina che non può fare esperimenti senza le cavie, senza i corpi sofferenti dei malati terminali a cui devono strappare giorni in più di sofferenza per realizzare percorsi di ricerca, ma lo dicano che serviamo da moribondi e non confondano le idee delle persone con una finta etica!
Comment by Enza — 25-12- 2006 @ 10:41 am
Non ti funzionano più le trackback Antonio…
Comunque qui trovi una riflessione laica (pensa, quasi atea
) su Welby.
A presto!
Comment by Shamar — 27-12- 2006 @ 12:14 pm
Buon anno!
Comment by porucista — 31-12- 2006 @ 8:45 pm