“L’Uomo di Dio è per Realtà sapiente
l’Uomo di Dio non ha dottrina di libro.
L’Uomo di Dio è oltre fede e non-fede
l’Uomo di Dio è oltre il male ed il bene.”
(Rumi, Poesie mistiche, Rizzoli, Milano 1980, p. 53.)

“Perciò prego Dio che mi liberi di Dio, perché il mio essere essenziale è al di sopra di Dio, in quanto noi concepiamo Dio come inizio delle creature. In quell’essere di Dio, però, in cui Egli è al di sopra di ogni essere e di ogni differenza, là ero io stesso, volevo me stesso e conosco me stesso, per creare questo uomo che io sono.” (Eckhart, Beati paupares spiritu, in Sermoni Tedeschi, Adelphi, Milano 1985, pp. 136-7.)

“Sì, in una vita di preghiera, di servizio del Signore, di lotta anti-idolatrica attraverso la povertà, l’obbedienza, il celibato, è possibile essere tentati dall’ateismo, dalla nientità… Non credere più a niente e a nessuno, non aderire più a nessuno e sentire, esperire, affermare la nientità delle cose. Sì, nella vita monastica si può andare a fondo, anzi prima o poi si va a fondo e si può affondare nell’oceano della nientità: niente, niente, neppure Dio… E’ un caso che il buddismo, religione o via essenzialmente monastica, sia teso ad affermare il nulla: “neti, neti, né questo né quello?” (Enzo Bianchi, L’incredulità del credente, in Cattedra dei non credenti, Chi è come te fra i muti?, Garzanti, Milano 1993, p. 103).