Stringe il pugno trattiene l’urgenza
la strada marmo nero non è vulva
accarezza il pianeta con i suoi passi
di capraio muto che piscia e si masturba
e lancia pietre al sole che tramonta.

Trattiene l’urgenza stringe il pugno
la notte fredda si stende su lui nudo
e si muove la notte e ansima e gioisce
trattiene e soccorre il serpente spirante
al centro della terra seppellito
sotto i nomi degli esseri e le cose.

Trattiene, stringe, non parla
con la notte disdegna la strada
passa leggero come una carezza
depone le sue ossa e la sua pelle
capraio serpente cielo assente
dove il mondo si snuda senzanome.

Riposa nell’origine scomposto
il suo nome sventrato suoni sillabe
silenzio e rantolo il suo corpo sciolto
atomi vuoto fuga arrampicata
la corda s’è spezzata l’arco pure
le fondamenta fragili del mondo
rose dai topi rose dal silenzio.