La casa di campagna abbandonata
La casa di campagna abbandonata
affossata nel grano di febbraio
ha stanze vuote che ospitano il vento
e la cicoria, e la lumaca, e il cardo.
Persa nel grande deserto del mondo
con castità di pietra testimonia
la gioia di restare nudi esposti
alla vita che accade ai giorni al tempo.
La casa di campagna abbandonata
ferita nella terra di febbraio
non ha consolazioni non un tetto
che offra riparo dall’odio di dio.







Ah, la gioia di esporsi la conosco anch’io!E’ l’ebbrezza che sta in ogni gesto di coraggio, anche solo dell’intelletto.La felicità del deliberato e cosciente non volersi riparare, ed il senso di libertà da brivido che si prova e ripaga di tutto.
Ma la cosa più bella è la scelta del verbo “restare”.Non si tratta semplicemente di “essere” nudi, ma di “restare”, che è più bello, perché testimonia che la nudità perdura nell’accadere del tempo, ed in un certo senso lo supera, proprio come ha fatto la vecchia casa di pietra; e testimonia la scelta di una resistenza passiva, che è forte ma ha un’anima tenera ancora una volta come le pietre vecchie ed abbandonate della casa di campagna, che resiste nel grande deserto del mondo. Versi bellissimi.
Comment by ludò — 24-03- 2007 @ 6:08 pm
Mica lo immaginavo che ci fossero tante cose in quegli endecasillabi.
Comment by antonio vigilante — 24-03- 2007 @ 6:19 pm
Sembra una canzone di Battiato, molto evocativa
Comment by ferrigno — 27-03- 2007 @ 3:07 pm
Ne ho viste tante,di case così.Molto evocativi,i versi.Complimenti!
Comment by Raffaella — 02-04- 2007 @ 11:03 pm