minimo karma    retomar o pedaço que falta

Api

Pubblicato il 30-04- 2007 1:27 pm | Commenti (1) |
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Oware

Un tempo questa era terra di schiavi.
Ogni domenica il prete annunciava
la liberazione, ma nei campi non c’erano
che braccia, braccia senza speranza
che crepavano prima dei trent’anni
dopo molto lavoro e qualche gioia
di uomo minimo, che beve vino guasto
gettato sulla paglia accanto all’asino.
Poi vennero gli anarchici e parlarono
a quelle braccia: “Tu sei un uomo”, dissero.
E le braccia lottarono, la storia
si mise in moto un poco, una breve stagione
di libertà di passione di gioia.
Presto arrivarono i fascisti
e ricondussero l’uomo alle sue braccia
mentre il prete tirava un sospiro di sollievo
e continuava a predicare la sua liberazione
l’inutile promessa del Dio in croce.
Un giro della ruota, ed il fascismo
si fa parvenza di democrazia
il prete va al potere, la sua liberazione
è adesso offerta concreta di beni,
la Seicento, il pan carrè, il frigorifero
bevete più latte bevete più latte
braccianti di Capitanata siate uomini
bevete più latte il latte fa bene
a tutte le età. Ed il bracciante
beve il latte e va in città
diventa uomo o qualcosa del genere
acquista il frigorifero per bere
il latte anche dopo giorni e giorni
si chiama lunga conservazione
ed è una gran cosa, roba che un tempo
nemmeno si sognavano.
Mi chiederai che ne è della terra
se adesso è diventata terra d’uomini.
Non è questo il destino della terra
di Capitanata: altre braccia senz’anima
sono giunte da lontano, non bevono latte
ma vino guasto gettati sulla paglia
in qualche casolare abbandonato
quando giunge il momento della gioia.
Nessuno ha voglia di dire “Tu sei un uomo”
sono frasi romantiche, si sa
parole d’altri tempi, e poi gli anarchici
sono impegnati nei centri sociali
ad annunciare la liberazione.

Pubblicato il 10:45 am | Commenta questo post (0) |
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Tophet

Feodor: Rumeno di 39 anni morto per il ribaltamento di un trattore nelle campagne di Cerignola, il 16 aprile 2007. Lavorava in nero.
Senza nome: Rumeno di 37 anni investito e ucciso da un pirata della strada a Stornarella l’11 marzo 2007.
Senza nome: Rumeno di 44 anni investito a bordo della sua bicicletta nei pressi di Carapelle il 15 aprile 2007.
Senza nome: Due extracomunitari investiti e uccisi da un pirata della strada nei pressi di Lesina, il 25 gennaio 2007.
Senza nome: Bimbo polacco schiacciato da un cancello tra Stornara e Stornarella, il 25 novembre 2006.
Senza nome: Immigrato (di dove?) investito e ucciso sulla sua bicicletta da un’auto pirata alla periferia di Foggia il 10 settembre 2006.
Senza nome: Rumeno morto presso l’abbazia di Pulsano per cause sconosciute. Si ipotizza che lo abbiano ucciso i farmaci che gli sono stati prescritti. Il cadavere è stato ritrovato il 26 agosto 2006.
Senza nome: Polacca di 48 anni investita e uccisa presso Orta Nova il 26 luglio 2006.
Senza nome: Immigrato dell’Est (di dove?) ucciso da un Tir sulla tangenziale di Foggia, il 9 marzo 2006
Senza nome: Polacco di 44 anni, trovato cadavere alla periferia di Foggia il 2 febbraio 2006. Morto di freddo.
Senza nome: Immigrato dell’Est (rumeno?) investito e ucciso sul suo motorino presso Borgo Mezzanone il 10 dicembre 2005.
Senza nome: Uomo di 40-45 anni, non si sa se italiano o straniero, morto di freddo nella villa comunale di Foggia il 7 novembre 2005.
Dariusz Olszewski: Cittadino polacco di 23 anni morto a Cerignola per cause ignote, il 19 aprile del 2005. Il 19 aprile 2007, due anni dopo, la sua salma è stata riesumata su richiesta del pm della DDA di Bari, Lorenzo Lerario. Si sospetta che la morte rientri nel quadro di riduzione in schiavitù di extracomunitari, soprattutto polacchi, scoperta nell’estate del 2006.
Senza nome: Immigrato dell’Est (di dove?) di circa cinquant’anni, ucciso da qualcosa che sporgeva da un treno in corsa mentre camminava lungo i binari della stazione di Candida, presso Cerignola, la notte del 3 febbraio 2005.
Vitali Golenko: Cittadino ucraino di 37 anni, morto bruciato a Cerignola mentre cercava di riscaldarsi dando fuoco a delle carte, il 15 dicembre 2004.
Domra Rustan: Lituano di 22 anni, morto in un incidente stradale alla periferia di Foggia, il 26 settembre 2004.
Senza nome: Extracomunitario dell’età apparente di 50-60 anni. Il suo cadavere in avanzato stato di decomposizione viene ritrovato in mare, al largo della costa di Sannicandro Garganico, l’11 settembre 2004.
Slavchev Slavchopakov e Todorov Krasimir Borisov: Cittadini bulgari di 37 e 28 anni, morti in un incidente sulla strada Lucera-San Severo il 20 settembre 2005.
Daniel Valescu: Cittadino rumeno di 31 anni morto in un incidente stradale presso Lucera la notte del 9 settembre 2005.
Senza nome: Cittadino slovacco di 35 anni, annegato in un vascone a Borgo San Giusto, nelle campagne di Lucera, la notte del 18 agosto 2005.
Senza nome: Rumeno di 33 anni, ritrovato cadavere alla periferia di Cerignola il 18 luglio 2005. Ignote le cause del decesso.
Pewel Piasecki: Polacco di 42 anni investito e ucciso da un camion tra Cerignola e Candela, il 1 marzo 2004.
Roland Helilaj: Cittadino albasene di 23 anni, morto in un incidente stradale a pochi chilometri da Cerignola, il 26 agosto 2003.
Eccetera.

Pubblicato il 28-04- 2007 4:00 pm | Commenti (3) |
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Diario, Libri

Wu Ming, Manituana; Giorello-Veronesi, La libertà della vita; Aa.Vv., Maschio e femmina li creò. L’elaborazione religiosa delle differenze di genere; Arpaia, Per una sinistra reazionaria; Andreoli, Principia; Bukowski, Il Grande; Veiras, Histoire des Sevarambes; Baima Bollone, La psicologia di Mussolini.

Pubblicato il 22-04- 2007 8:49 am | Commenti (2) |
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Nonviolenze

“Non era socialista Gandhi”, dice Walter Veltroni al Mandela Forum. Vediamo un po’. Uno che dice: “Sarei davvero molto felice se le persone ricche si comportassero da amministratori di fiducia (1). Ma se non ci riusciranno, credo che dovremo privarli dei loro beni attraverso lo Stato con il minimo di violenza” (2) - come lo definite?

(1) Gandhi riteneva che i ricchi dovessero diventare semplici amministratori delle loro ricchezze per il bene comune.
(2) M. K. Gandhi, Villaggio e autonomia, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1981, p. 49.

Pubblicato il 21-04- 2007 2:57 pm | Commenti (2) |
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Diario

Pareva minacciare sfracelli - è grandine, hanno detto le alunne - e invece era una pioggia buona, gentile, di quelle che rinfrescano l’aria, accarezzano le cose, domano delicatamente l’inquietudine della sabbia, pacificandola. Questo pomeriggio sono andato a guardarla, la spiaggia odorosa di pioggia: accovacciato sul marmo del lungomare riordinavo i pensieri per la lezione di domani su Nietzsche. Come presentarlo ai barbari? Da dove cominciare? Io ho cominciato con L’Anticristo. La prima filosofia che ho incontrato è stata quella di Protagora, il suo homo mensura compresso in quattro o cinque righe dell’enciclopedia Curcio. Poi è venuto Nietzsche. La mia copia dell’Anticristo ha all’interno una cartolina per partecipare al “Premio Atlante Fotografa le Stagioni”. L’aspirante fotografo dichiara di avere quindici anni. Atlante era una rivista molto bella che leggevo avidamente a quell’età: c’erano articoli e soprattutto fotografie di paesi lontani. Probabilmente immaginavo un futuro da viaggiatore; certo non ero fotografo - credo di aver compilato quella cartolina per una tendenza, che ancora ho, a compilare tutto ciò che è compilabile. Ero però nietzscheano, a quindici anni, benché un nietzscheano assolutamente ingenuo (non avevo la minima idea di come si pronunciasse il nome, e me ne andavo in giro esaltando le belle teorie di un certo Niesche). Anticristiano, per la precisione. Non mi è facile ricostruire le letture di quel periodo. Solo saggi, perché dai quindici anni in poi, e per molti anni, non sono riuscito più a leggere romanzi. Letture di filosofia indiana, soprattutto (un pericolosissimo Evola de L’uomo come potenza, a sedici anni, insieme a un più mite Aurobindo); poi cose più temerarie.
Sto ripensando alle mie letture, quando un vecchio mi rivolge la parola. Non capisco. Ripete. Riesco a tradurre dal dialetto stretto. Mi ha chiesto se non mi si gela il culo a star seduto sul marmo. Sorrido. Mi chiedo in quante città, mentre ci si sta oziosamente perdendo nei propri pensieri, è possibile incontrare un vecchio saggio che ti fa notare che hai il culo su un gelido marmo.

Pubblicato il 18-04- 2007 10:23 am | Commenti (5) |
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Mercanzia

E’ pietà o violenza sopprimere un vitello gravemente ferito? E’ lecito allontanare con la violenza dalle proprie colture delle scimmie che le stanno devastando? In che modo una comunità può difendersi dai cani randagi ed idrofobi? E’ possibile difendere realmente la mucca, considerata sacra, senza utilizzarne la carcassa? Quale è il valore del vegetarianesimo? Questo volume documenta un aspetto poco noto dell’opera di Gandhi: la sua riflessione su temi che oggi possiamo definire di bioetica e di etica ambientale (con, tra le altre cose, una interessante presa di posizione sull’eutanasia). Suscitando le reazioni indignate di non pochi dei suoi lettori, che lo impegnano in una polemica dai toni spesso molto aspri, Gandhi afferma la necessità di far spazio all’ahimsa - il fondamentale principio dell’etica indiana che vieta ogni violenza nei confronti di qualsiasi essere vivente - accettando qualche inevitabile compromesso e facendo scelte a volte dolorose. Ne emerge un Gandhi concreto, dalle posizioni discutibili, in qualche caso contestabili, ma sempre oneste: non l’infallibile Mahatma, ma un uomo che, con gli strumenti della ragione e del dialogo, cerca insieme agli altri uomini di fare la cosa giusta.

M. K. Gandhi, La prova del fuoco. Nonviolenza e vita animale, a cura di Antonio Vigilante, Edizioni del Rosone, Foggia 2007, pp. 142, euro 13,00. E’ possibile acquistare il volume nel ->sito della casa editrice.

Pubblicato il 14-04- 2007 2:56 pm | Commenti (1) |
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Recensioni

La copertina del mattoneTanto il titolo quanto la mole dell’ultimo libro di Vittorino Andreoli (Principia. La caduta delle certezze, Rizzoli, Milano 2007, pp. 665) fanno pensare a qualcosa come un trattato di Kulturphilosophie alla Albert Schweitzer. Ahimé, ci troviamo di fronte a qualcosa di ben più modesto, anche se non di più modeste ambizioni. Se il titolo fosse La crisi dei valori sarebbe più facile per il lettore farsi un’idea del contenuto e del tenore del libro. Perché di questo si tratta: una riflessione - vedremo quanto profonda - sulla crisi attuale dei valori, cui Andreoli ha voluto premettere una lunga analisi della scienza, del diritto e della politica occidentali, al fine di mostrare la nascita ed il progressivo crollo dei princìpi che hanno sostenuto l’Occidente. Purtroppo Andreoli non è né filosofo della scienza né filosofo del diritto: le prime quattrocento pagine del libro non sono che la sintesi un po’ frettolosa di quel che si può trovare in un qualsiasi manuale di storia della scienza o di storia del diritto. Frettoloso, ho detto. Si può avere la prova di questa frettolosità prendendo una nota a caso ed inserendo parte del testo in un motore di ricerca. A pagina 262 si parla di Epifanio. Andreoli scrive: (more…)

Pubblicato il 13-04- 2007 7:57 am | Commenti (6) |
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Diario antitaliano

Pubblicato il 11-04- 2007 3:05 pm | Commenti (3) |
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Diario

Ah, Pasqua. Di buono c’è che Dio muore. Purtroppo l’Uomo prende il suo posto.

Pubblicato il 08-04- 2007 10:42 am | Commenti (4) |
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Diario antitaliano

Insomma, il clamore sollevato vorrà ben dire qualcosa. Sul dire che tocca il vivo delle contraddizioni che si trovano nel vivo dello scontro di classe.
Pure da qui dentro, in isolamento, si riesce a cogliere come si stia dando un riflesso di simpatia e di fierezza proletaria attorno a noi. Vedere in TV delle anonime operaie, di fronte alle “domande” terroristico-intimidatorie del Goebbels di turno, rispondere “No, non li denuncerei”. Vedere le scritte di solidarietà apparse sui muri di molte città; vedere la coraggiosa difesa politica dentro le manifestazioni, dà la misura di come in seno al proletariato siano vivi dei margini di autonomia, di come si riconoscono esperienze che si sentono proprie. Esperienze che meritano valutazione politica ed autocritica, certo.
Ma autocritica, cioè analisi da svolgere in seno alle forze di classe, per capire e correggere gli errori; per mettersi a livello dei compiti necessari e saper fronteggiare i mezzi della controrivoluzione. Il loro dispiegamento di mezzi, la loro innovazione tecnologica (e, di conseguenza certi nostri ritardi), la tendenza ad agire preventivamente – nel solco di “guerra preventiva ed infinita” – dimostrano anche quanto lo stato teme l’insorgenza proletaria, la tendenza rivoluzionaria.

Lettera del Br Alfredo Davanzo nel sito della Commissione per un Soccorso Rosso Internazionale di Zurigo (qui, almeno fino a quando non rimuovono la pagina.)

Mio marito, fin da quando eravamo fidanzati e ancor prima di conoscermi, non riusciva a trovare un posto di lavoro definitivo e ogni volta che si apriva uno spiraglio definitivo, si presentava un ostacolo. Dopo un anno e mezzo di fidanzamento fu assunto presso un’azienda e così decidemmo di sposarci. Al ritorno dal viaggio di nozze fu licenziato per esubero di8 personale e cominciarono ben nove anni assai difficili, in cui non mancarono momenti di depressione, scoraggiamento e a volte di disperazione. L’unica gioia era la nostra unica figlia e la speranza che scaturiva dalla preghiera incessante alla mia Santa protettrice. Oggi, dopo anni e anni di sofferenza, mio marito ha trovato un lavoro con contratto a tempo indeterminato e al nostro orizzonte si apre finalmente uno spiraglio di luce. Desidero rendere nota la mia riconoscenza a Dio che ha esaudito i nostri desideri e le nostre suppliche.

Lettera di Anna Maria Brancaccio di Giuliano a Dalle api alle rose, Bollettino del monastero di S. Rita da Cascia.

Pubblicato il 06-04- 2007 10:24 am | Commenti (2) |
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Diario

Alla presentazione del libro di Rensi ieri sera c’erano otto persone, parenti compresi. Ho paura che tutto questo successo finisca per darmi alla testa.

Pubblicato il 01-04- 2007 8:03 am | Commenta questo post (0) |
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