minimo karma    retomar o pedaço que falta

Diario

Lo sentivi parlare, Stefano, e pensavi che questa città non è solo quel che sembra. Lo sentivi parlare col suo filo di voce, osservando le ombre, e ti dicevi che quell’uomo fragile non rappresentava solo sé stesso, che non parlava solo per sé stesso - che qualunque cosa dicesse, stava costruendo qualcosa per tutti. Qualcosa di non ben definito, forse. Qualcosa di fragile, quasi certamente. Ma qualcosa che era, per questa città di arroganti maneggioni, pioggia su campi arsi dalla sete. Basta forse poco, davvero poco, per sperare. Basta un uomo capace di parlare con un filo di voce mentre tutti urlano. Basta un intellettuale che fa la sua strada con umiltà e sacrificio mentre tutti sgomitano ed esigono poltrone.
Stefano Capone ->è morto questa notte, dopo aver festeggiato, ieri sera, i quarantotto anni. Gli devo la presentazione delle mie Quartine. E tante altre cose, che sarà il tempo a dirmi.

Pubblicato il 27-05- 2007 4:32 pm | Commenti (4) |
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Diario, Foto

Monte Sant’Angelo. Foto di Ludò.

Pubblicato il 25-05- 2007 4:45 pm | Commenta questo post (0) |
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Diario

Sono seduto a ridosso del castello. Vengo qui a leggere, quando non ho voglia di andare al mare. Leggo Thich Nhat Hanh. Alla mia sinistra c’è un piccolo parco giochi per i bambini. Sembrano divertirsi molto; anzi, pare che impazziscano letteralmente per la gioia. E’ bello leggere con il sottofondo della loro gioia. Dissonante, una voce di fronte a me. Non so bene, a dire il vero, se si tratta di voce o verso - se viene da un uomo o da un animale. Alzo lo sguardo. Il suono è uscito da un ragazzino sui tredici anni, con il corpo tozzo, i lineamenti grossolani, l’espressione cattiva. Sta cercando di acchiappare i colombi. Seduto alla panchina di fronte alla mia c’è il suo compare, un coetaneo smilzo che fuma quel che resta d’una sigaretta raccolta a terra. La butta via, poi mostra al porcello tozzo un modo più elegante di occuparsi dei colombi: sputa loro addosso. Il porcello non è soddisfatto, non è così che si dà la caccia al colombi. Ha una illuminazione. Raccoglie una bottiglia vuota di birra, prende la mira e la lancia contro un colombo. Lo manca. La riprende, si impettisce, ora più che un piccolo porco sembra un orso ubriaco, prende nuovamente la mira e lancia la bottiglia, questa volta contro un cerro, poi la raccoglie ancora e la lancia contro una palma. Impreca. Fottuti colombi.
Ho voglia di spiegargli che gli occorre qualcosa di più efficace di una bottiglia vuota di Peroni, se proprio vuole farsi fuori; ma il pomeriggio è aperto, il cielo sereno, il mare respira quieto, i bambini continuano a ridere felici, e le spore del possibile esigono rispettoso silenzio.

Pubblicato il 23-05- 2007 6:20 pm | Commenta questo post (0) |
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Scuola

Mi era sfuggito ->questo articolo di Paola Mastrocola su don Lorenzo Milani - che ha anche suscitato, credo, un certo dibattito su La Stampa. Articolo che, mi sembra, reca tracce piuttosto visibili di un pregiudizio che ormai da troppo tempo pesa sul priore di Barbiana: quello che fa di lui un profeta della scuola facile, che rende tutto semplice e non boccia nessuno. Pregiudizio che fa pensare che don Milani sia più citato che realmente letto. Era forse facile la scuola di Barbiana? Era permissiva, libertaria? Forse qualcuno confonde Barbiana con Summerhill. A Barbiana si studiava sodo, si obbediva ciecamente, si prendevano frustate sulla faccia se si disobbediva; si lavorava manualmente, anche. Non vedo in che modo Mastrocola possa affermare che la scuola di oggi è esattamente quella che voleva don Milani quarant’anni fa. Non vedo molte frustate nelle scuole di oggi, e per fortuna. Né vedo molti docenti-padreterni, convinti che lo studente non abbia il diritto di esprimere la propria opinione su cose troppo più grandi di lui - anche questa era una convinzione di don Milani, sulla quale gli agiografi glissano bellamente. Né vedo alcun lavoro manuale (quante professoresse griderebbero allo scandalo, se i motori o le seghe da falegname dovessero entrare nei licei?). Ma, si dirà, nelle scuole si boccia meno, e don Milani è noto per le sue polemiche contro le bocciature. Contesto in primo luogo il dato, che non può essere esclusivamente numerico. Può essere che il numero dei bocciati in assoluto sia diminuito. Ma io ho la fortuna di insegnare in una scuola proletaria. (more…)

Pubblicato il 20-05- 2007 5:06 pm | Commenti (6) |
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Segnalazioni

Quando una pubblicità rischia di far danni.
(Già che ci sono, segnalo anch’io ->il documentario della BBC sui preti pedofili.)

Pubblicato il 19-05- 2007 11:06 pm | Commenti (2) |
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Diario, Libri

Mongini, Il genio tra nevrosi e follia. Carlo Emilio Gadda e Dino Campana; Lowen, Il linguaggio del corpo; Citati, La primavera di Cosroe; Todorov, Lo spirito dell’Illuminismo; Russel (H. W.), Profilo dun umanesimo cristiano; Borges, Storia universale dell’infamia e Altre inquisizioni.

Pubblicato il 9:52 pm | Commenti (2) |
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Recensioni, Nonviolenze

Non sembra un gran colpo di genio, in tempi di pesante reazione clericale, uscirsene con la formula della “sinistra reazionaria”; e tuttavia l’immagine di copertina - sto parlando del libro di Bruno Arpaia Per una sinistra reazionaria (Guanda, Modena 2007) - è di quelle che colpiscono: una mano che stringe un grande punto interrogativo al posto della falce. Lo sfondo è rosso. Un bel simbolo, vien fatto di pensare, per la sinistra post-comunista; per quella sinistra che un po’ confusamente è alla ricerca di nuovi riferimenti ideologici, e li cerca magari in pensatori il cui socialismo è stato semplicemente rimosso. Così Veltroni cita Gandhi, mostrandolo alle folle nel travaglio per la nascita del Partito Democratico, come grand’uomo non socialista: eppure chiunque abbia una conoscenza poco meno che superficiale del pensiero e dell’azione di Gandhi non può che approvare la definizione di umanista socialista applicata al Mahatma anni fa da Nirmal Kurmar Bose - per quanto si tratti di un socialismo che più che da Marx discende da Ruskin. Arpaia va oltre. Non basta cercare nuovi maestri, esponendosi magari al rischio di scoprire poi che sono sostenitori di tesi imbarazzanti; occorre dare uno sguardo all’altra parte, vedere se v’è qualcosa di buono a destra, e al tempo stesso sottoporre a critica le idee fondanti della sinistra. (more…)

Pubblicato il 18-05- 2007 11:54 am | Commenti (1) |
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Diario

Da qualche tempo passo il pomeriggio a parlare con le signorine della Wind. Ormai mi sembra di conoscerle tutte: Alessia, Veronica, Giovanna, Anna, e così via. Qualcuna risponde tesa, stanca, ed io le dico “ollà Alessia, come va?”, qualche altra è allegra ed amichevole, ed allora posso mostrarmi stanco e seccato io - “Vero’, abbi pazienza, ma qua non se n’esce”. A volte risponde qualche maschio, e mi prende male, mi pare un intruso, uno elemento dissonante del mio idillio con le signorine della Wind. Poco male, comunque: so troppo bene che tra qualche minuto dovrò richiamare, e con ogni probabilità risponderà una Alessia o una Veronica.
Io e la Wind non siamo mai andati molto d’accordo. Mi collego ad internet usando un portatile, un cellulare e l’opzione Mega No Limits, che consente di collegarsi a internet con la modica spesa di venti euro mensili. I venti euro peggio spesi dopo quelli del condominio, ché la connessione Wind consisteva, quando andava bene, nell’aprire due o tre pagine, arrancando poi penosamente - “impossibile aprire la pagina”. Cosa che per mesi mi ha indotto a bestemmiare tutti i bodhisattva, con conseguenze facilmente immaginabili per il mio karma. Con ogni probabilità rinascerò centralinista o operatore della Wind. Da circa un mese nemmeno quelle due o tre pagine mi sono concesse. Zero, niente. Nemmeno la posta. Bestemmie raddoppiate, rischio concreto di rinascere come segretario della Lega Nord di Quinzano d’Oglio.
Questo pomeriggio mi sono messo lì determinato. La questione si deve risolvere una volta per tutte. Chiamo. Risponde una: non bado al nome, devo concentrarmi sul problema. Mi mette in attesa, tra un po’ parlerò con un tecnico, nel frattempo devo espiare un po’ di colpe pregresse ascoltando una musica insopportabile. Passano dieci minuti, una voce mi invita ad aspettare. Quindici minuti: clic. Niente, mi hanno chiuso la chiamata. Richiamo. Risponde una, non bado al nome, mi rimanda al tecnico, attesa, musica idiota, dieci, quindici minuti: clic. Avalokitesvara mio. Richiamo. Risponde uno questa volta, non bado al nome, mi rimanda al tecnico, attesa, musica idiota, dieci minuti: clic. Avalokitestramurt. Richiamo. Risponde un’ altra, mi dice di fare un altro numero. Emozione, qualcosa si muove, faccio un altro numero, risponde uno, mi chiede un po’ di dati e poi mi prega di attendere in linea, musichetta scema, dieci minuti, poi ricompare e mi dice che purtroppo non è possibile mettermi in collegamento con il tecnico. Posso provare più tardi, magari. Avalokitestramilamurt.
Maggio è per me mese di tagli netti, di amori finiti, di storie interrotte. E così finisce la mia relazione con la signora Wind e con le sue tante signorine. So che la signora sa essere seduttiva. Chi fosse tentato di cederle, sappia fin d’ora che è questo che lo attende: attese infinite, abbandoni, inganni, telefoni sbattuti. E senza quelle soddisfazioni intellettuali o carnali, anche solo fugaci, che normalmente ci inducono a tollerare queste cose.

Pubblicato il 10-05- 2007 6:15 pm | Commenti (6) |
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Tophet

Egregio direttore,

nel numero uscito in edicola a ridosso del 25 aprile, festa della Liberazione, “Il Provinciale” ha voluto commemorare con un articolo di Luigi Iacomino quello che definisce “un eroe scomodo”: il tenente colonnello Fernando Tanucci Nannini. Il quale, si apprende, “nel 1936 chiese e ottenne di partire per la Spagna dove, inquadrato nelle truppe dei volontari italiani dell’Esercito del Tercio posto agli ordini del Generale Francisco Franco, rimase fino al 1939 data in cui rientrò in Italia”. Bravo, bella impresa. La Spagna aveva un gran bisogno di uomini come lui. Tornato in Italia questo eroe scomodo si mise ad addestrare e comandare il Gruppo Battaglioni Giovani Fascisti, che poi diventò, grazie a lui, il Reggimento Giovani Fascisti. A capo di questi esaltati con il fez nero Tanucci “si coprì di gloria nella battaglia di Bir El Gobi”. Grandioso. La Libia aveva un gran bisogno di uomini come lui. (more…)

Pubblicato il 06-05- 2007 10:36 am | Commenti (9) |
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Diario

Farsi fuori. Un grande passato davanti, certo: e un grande futuro alle spalle - ma soprattutto un grande, sacro baratro di lato, tre passi oltre la frontiera della linea retta. Vivere come se non importasse nulla, come un cactus o un fungo o un fico maturo o una carta da gioco o un muro divisorio o una domanda in carta bollata o il greto d’un torrente.
Oggi è il compleanno di Lisi. Insperatamente è fiorito il caprifoglio. Erev shel shoshanim, nitzeh na el habustan…

Pubblicato il 05-05- 2007 9:50 pm | Commenti (4) |
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