minimo karma    retomar o pedaço que falta

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La pallotta

Pubblicato il 29-06- 2007 9:20 am | Commenti (2) |
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Note di apprendistato, Chiesa

Una cosa vecchia (era ancora papa Giovanni Paolo II), che ripropongo per un’amica cattolica, con infondate speranze di penitenza e conversione. Naturalmente non sono cattolico perché non sono cristiano; diciamo che queste sono ragioni per le quali non sarei cattolico nemmeno se credessi nel Cristo.

1. Perché la Chiesa cattolica ha ostacolato in ogni epoca la libertà, soprattutto di pensiero, mandando al rogo Giordano Bruno, Giulio Cesare Vanini, Aonio Paleario e qualche altro centinaio di persone; perché ha combattuto la scienza in tutti i modi, da Galilei a Darwin ed oltre.

2. Perché la Chiesa ha perseguitato e massacrato tutti coloro che avevano differenti vedute in fatto di religione: si pensi ai massacri di albigesi e valdesi.

3. Perché la Chiesa non ha quasi mai denunciato le situazioni di violenza e di ingiustizia; anzi, il più delle volte le ha favorite e giustificate. (more…)

Pubblicato il 25-06- 2007 6:48 pm | Commenti (37) |
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Diario

Wie ein erstorbener Wind (Cand kilumetr be Esfahan mandè ast?).

Pubblicato il 20-06- 2007 10:05 am | Commenti (1) |
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Note di apprendistato

In una libreria antiquaria ho ritrovato una copia d’un libro dimenticato - a dire il vero ignoravo la sua esistenza - di Lin Yutang, il filosofo cinese di Importanza di capire (attualmente nel catalogo Tea): L’isola inaspettata, una sorta di utopia che è occasione per una critica della società europea contemporanea, con qualche sarcasmo nei confronti del cristianesimo. Dopo la Terza Guerra Mondiale la protagonista si ritrova su un’isola del Pacifico, nella quale hanno cercato rifugio alcuni raffinati europei, guidati da Laos, padre fondatore ispirato dalla serenità della cultura greca per creare una società senza ansia di perfezione, governata dalla semplicità e dal buon senso.
Non priva di saggezza mi sembra questa pagina, che salvo ricopiandola:

Filemone le tradusse alcuni dei motti scolpiti in pannelli di pietra. Euridice riteneva che dovessero contenere qualche tetro precetto filosofico; trovò, invece, che erano, in sostanza, familiarmente umani, riposanti. Erano intelligentemente etici, certo, ma più epigrammatici che moralistici, di saggezza casalinga, con un aroma uso Montaigne. “Non esser perfetto, sii ragionevole”, così suonava uno. “Commetti degli errori, ma confessali e correggili“. Euridice si sentì molto a posto.
“Son scelti accuratamente da Laos”, commentò Filemone. “In certo qual modo riassumono tutta la sua filosofia della vita. E’ contrario allo sforzo dell’uomo verso la divinità, per imitare la perfezione di Dio. Non ha nessun significato, come se un rospo aspirasse ad essere pavone. Impresa impossibile. A nessun uomo si potrebbe onestamente chiedere di imitare gli dei”. Siate perfetti… Noi non siamo dei. Ammettiamo che non siate un Galli-Curci** o un Paderewski*, e che vi sforziate di emularli, vi uccidereste, no, in un simile tentativo? Odiereste voi stessa, il vostro uditorio, i vostri critici e la società in generale. Vi creereste una tensione psichica, un senso di inadeguatezza e di colpa, perché non siete quel che dovreste essere. Diventereste nevrastenico, finché il conflitto, la disparità tra ideale e reale non potesse esser risolta, e generereste certe tendenze distruttive come l’amore a guerreggiare e il desiderio di annientare qualcuno. Dovreste trasferire la vergogna da qualche parte.” (Lin Yutang, L’isola inaspettata, Bompiani, Milano 1957, p. 154.)

* Amelita Galli-Curci, grande cantante soprano.
** Ian Paderewski, pianista e uomo politico polacco.

Pubblicato il 19-06- 2007 8:11 pm | Commenti (1) |
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Altri mondi

Il paradiso esiste, ed è terribile. Così si può sintetizzare il messaggio enigmatico e sconcertante di quella che Andreas H. Voigt ha definito la prima utopia anarchica della storia: La Terre Australe connue che Gabriel de Foigny pubblicò a Ginevra nel 1676. L’autore è l’incarnazione del perfetto libertino, blasfemo e donnaiolo, dalla vita travagliata e maledetta. Finito in un convento francescano, ne viene rigettato perché umano, troppo umano – gli piacciono le donne, per farla breve. A Ginevra cerca protezione convertendosi al cristianesimo, ma il problema sessuale continua a travagliarlo, insieme ad una qualche tendenza all’ubriachezza: seduce cameriere e vomita durante i sacri riti. Dopo il carcere, l’inevitabile penitenza in un convento della Savoia, dove muore nel 1692 (era nato nel 1630).
Come lui, il protagonista del suo romanzo utopistico, Jacques Sadeur, è un diverso: un ermafrodito, per la precisione. Questa singolarità fisica, insieme alla circostanza della morte dei suoi genitori nel tentativo di salvarlo durante un naufragio, fanno di lui un essere maledetto, destinato a cercare la sua terra altrove, attraverso una serie impressionante di nuovi naufragi, fino all’approdo – dopo l’ennesimo naufragio – alla Terra Australe. Che sia una terra diversa dalle altre, Sadeur lo capisce piuttosto presto. Si tratta di una terra abitata da ermafroditi, infatti: la terra nella quale la sua mostruosità è normale, ed i cui abitanti considerano anzi mostruosa la divisione dei sessi. L’ermafrodito è l’uomo completo, perfetto. (more…)

Pubblicato il 17-06- 2007 10:33 am | Commenta questo post (0) |
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Note di apprendistato


Questa intervista è del ‘71, anno della mia nascita. La ascoltai da ragazzino, in non so quale trasmissione. Mi colpì profondamente. Mi colpì quell’uomo - non sapevo chi fosse - che si vergognava quasi di parlare alla televisione, perché troppo potere dava anche a lui, che quel potere non lo voleva. Una delle lezioni meglio apprese della mia vita.

Pubblicato il 16-06- 2007 9:38 pm | Commenti (3) |
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Note di apprendistato

gioia, colori, pace e amore amore amore (l.)

Pubblicato il 2:36 pm | Commenti (3) |
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Note di apprendistato

פישכו לי שרי צדק
אבו בם

Pubblicato il 15-06- 2007 3:30 pm | Commenta questo post (0) |
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Cose così


Per le alunne che sbirciano il blog.

Pubblicato il 08-06- 2007 10:03 am | Commenta questo post (0) |
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Mercanzia

Tophet

E’ in vendita nelle edicole e (credo) nelle librerie di Foggia (compresa la Libreria della Plebe, via Mario Pagano 38) il foglio libertario Tophet. Visioni dal fondo. Il primo numero è venduto al prezzo promozionale di un euro. Dal secondo in poi, costerà cinquanta centesimi.

Pubblicato il 8:16 am | Commenta questo post (0) |
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Tophet

-> Questa lista è già vecchia e bisogna aggiornarla. In mattinata è stato ritrovato in un vascone per irrigazione nella campagna di Cerignola il cadavere di una ragazza rumena di ventisette anni, Claudia Ioana Pop. Mi chiederai che ci faceva in quel vascone, questa benedetta ragazza. O che ci faceva lo slovacco annegato due anni fa. Semplice: si lavavano. Perché nelle masserie diroccate nelle quali vivono non c’è acqua. (Al bar Chianghet: “Peppì, hai sentito, anche i rumeni si lavano”. “Sì, ma solo quando piscia la gallina”. Risate, eccetera.) Il sindaco di Cerignola, Matteo Valentino, s’è detto dispiaciuto. Ha aggiunto che presto gliela porteranno, un po’ d’acqua agli immigrati. Ci avesse pensato prima, Claudia sarebbe forse ancora viva. Ma è bello comunque che ci abbia pensato.

Pubblicato il 07-06- 2007 8:52 pm | Commenta questo post (0) |
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Tophet

V’è, dice Heidegger, una domanda delle domande, una domanda grande quanto una casa, che quando ci pensi ti gira la testa. Lui la chiama “domanda metafisica fondamentale”, e la formula così: perché, in generale, esiste l’essere e non piuttosto il nulla? Formulata con il linguaggio di quel profondo metafisico che è mio zio Turill, la domanda suona così: che cazzo stiamo a fare sulla faccia della terra? La domanda, l’ho detto, non è di quelle che consentano risposte risolutive. Heidegger non se la cava granché bene, e nemmeno mio zio Turill. Eppure c’è chi ha la risposta pronta. “Dio ha fatto il mondo, e perciò stiamo qui”, ti dice con un sorriso di soddisfazione una Concettina qualsiasi. Tu resti un po’ interdetto, ti senti fesso per non averci pensato prima, ma presto ti insospettisci: può mai essere che siano fessi anche Heidegger e zio Turill? E allora ci pensi un po’, e dopo qualche minuto l’hai tu, il sorriso di soddisfazione. “E chi ha creato Dio?”, chiedi a Concettina. Concettina tace. Le fa male la testa. (more…)

Pubblicato il 03-06- 2007 9:07 am | Commenti (13) |
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Diario, Scuola

Alla cena di fine anno una studentessa di quinta parla con la compagna: “Domani mi faccio B. (il docente di diritto), venerdì mi faccio Vigilante”. Parla delle interrogazioni di fine anno. Le faccio notare il doppio senso. Ride.
Il giorno dopo osservo, in terza, una delle mie migliori studentesse - l’unica cui abbia messo dieci, da quando insegno. Sta ripetendo non so quale materia, prima della interrogazione. E’ completamente isolata dal resto della classe, in un modo che mi impressiona. Peggio che se avesse gli auricolari ed ascoltasse musica a tutto volume. Parla da sola, ripete il discorso preconfezionato, con l’ansia e la precipitazione con cui si sputano addosso alla persona che ami i peggiori insulti. Ha lo sguardo assente, i lineamenti contratti. Mi sembra perfino brutta, lei che ha vinto un concorso di bellezza. Un’ora ancora, ed anche lei si farà un docente. Qualche anno ancora, e sarà all’Università a ripetere i suoi discorsi preconfezionati per racimolare - per lucrare - crediti. A farsi un futuro. O qualcosa del genere.
Io assisto, collaboro, sono connivente. Mi adatto, mi lascio fare. Una collega mi rimprovera la rabbia, quella rabbia che mi impedisce, a suo dire, di ricoprire fino in fondo il mio ruolo, di far progetti, di lavorare insieme ai colleghi - a quelli che “la scuola non sa più essere autorevole”, a quelli che “il materiale umano è ogni anno più scadente”… Io la cerco, quella sana rabbia che sempre mi ha impedito di precipitare nella miseria vera: e non la trovo. Non la trovo.

Pubblicato il 01-06- 2007 4:08 pm | Commenti (4) |
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