A noi bambini, per ordine di apparizione prima io poi mia sorella, fu impartita una educazione che a me parve sempre adatta alla scarsezza di mezzi e di spazio: si parlava a bassa voce, si stava in tavola composti,cercando di non sporcare i pochi panni buoni. Ci si muoveva con disciplina nel piccolo alloggio. Ci fu meno attenzione per queste usanze nella casa nuova, ma a me restarono sempre nel cuore come segno di una misura mai più posseduta tra me e la porzione di mondo assegnatomi
Erri De Luca, Non ora, non qui (grazie a Ludò).







poveri bimbi quando li costringiamo ad essere l’espressione in miniatura dell’uomo adulto! Non ci accorgiamo, nel nostro perbenismo, di quanta violenza psicologica siamo capaci nei loro confonti. Ogni educazione dovrebbe conoscere un limite. Ed il limite giusto è nel rispetto della persona umana, del suo benessere e della sua felicità. Quanti genitori fanno male ai propri figli “per il loro bene”!
Comment by Antonietta Pistone — 10-07- 2007 @ 3:21 pm
Erri De Luca mi affascina quando scrive e quando parla. Ma ne ho letto solo stralci e articoli, cosa mi consigli?
Comment by ferrigno — 10-07- 2007 @ 6:57 pm
Io ho cominciato con “Il contrario di uno”. Credo che non ci sia un solo libro di De Luca che non sia consigliabile - comprese le traduzioni bibliche.
Comment by antonio vigilante — 11-07- 2007 @ 8:10 am
Il contrario di uno è due. Che bello quel libro. Da lì ho cominciato a leggere anche Mauro Corona e i suoi oceani verticali. Un saluto caro a te e ai tuoi lettori. elena
Comment by Anonymous — 12-07- 2007 @ 8:38 am