All’inizio c’è l’innamoramento, e questo è spontaneo. Ma dopo, se deve diventare amore, deve diventare un lavoro. Deve diventare la decisione di riscegliere tutti i giorni proprio quella persona lì; deve diventare la fatica di far tacere tutte le lamentele piccine, che altrimenti diventano enormi, gonfie, pesanti, e alla fine soverchiano il bene che si era intravisto, e le “catene di fiori” diventano catene e basta.
Amare è un lavoro come l’agricoltura.
O come dare il bianco alle pareti.

Ma guarda te se mi tocca citare una suora.