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	<title>Comments on: Ancora Padre Pio</title>
	<link>http://minimokarma.blogsome.com/2007/10/24/ancora-padre-pio/</link>
	<description>sblecut mundi</description>
	<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 16:07:11 +0000</pubDate>
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		<title>by: Ernesto Solari</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2007/10/24/ancora-padre-pio/#comment-4430</link>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 22:26:40 +0000</pubDate>
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					<description>A PROPOSITO DEL LIBRO DI LUZZATTO...PADRE PIO E'UN VERO SANTO
Nel mio libro (che non ha certamente avuto il successo di quello di Luzzatto, forse perché diceva già una decina di anni fa la verità) “Padre Pio e i Suoi Papi” Ed.Aisthesis, pubblicato in occasione della santificazione di Padre Pio, a proposito delle dicerie che già allora giravano (e Luzzatto non ha detto nulla di nuovo) sulla contrarietà di Papa Giovanni XXIII all’opera di Padre Pio, si ritiene giusto considerare la regola francescana, come vera chiave di lettura della vicenda, per superare barriere, rancori e dicerie mantenendo Padre Pio nella giusta dimensione senza coinvolgerlo in esasperazioni,  fanatismi che certamente rischiano di adombrare ed offendere la Sua persona che non può essere paragonata a Vanna Marchi come ha fatto qualcuno recentemente a Porta a Porta. A sostegno di questa tesi il libro propone un’intervista a Mons. Loris Capovilla, segretario di Papa Giovanni XXIII che smentisce in maniera categorica l’ipotizzata persecuzione del Pontefice nei confronti del Santo nonostante la recente pubblicazione da parte del Sig.SergioLuzzatto dei quattro appunti scritti dal Papa: si tratta indubbiamente di parole durissime che però non si riferiscono alla complessa questione delle stigmate.
Nel libro sono citati alcuni scritti tratti dal volume “Giovanni XXIII, nel ricordo del segretario L.Capovilla, ed. San Paolo che vi propongo col consenso dell’autore:
Intervista: D: Durante il pontificato giovanneo c’è anche “il caso Padre Pio”. Quale fu la posizione di Roncalli nei suoi confronti?
R:Non se ne occupò direttamente durante tutta la sua vita. Non era compito suo. Da Parigi, dove operava un comitato d’appoggio alle iniziative assistenziali di San Giovanni Rotondo, il 6 febbraio 1947 scrisse a monsignor Andrea Cesarano arcivescovo di Manfredonia per averne lumi; e un mese dopo ricevette la risposta (due lettere). Questi due documenti fanno onore sia agli interlocutori sia al personaggio in oggetto e testimoniano l’interessamento prudente di Roncalli.
D: Quale fu il ruolo di Giovanni XXIII nella visita di Maccari?
R:Quella visita apostolica venne proosta al papa dalla Congregazione del Sant’Uffizio; la nomina del visitatore pure. Il Papa diede l’assenso e in quell’occasione si dimostrò sereno e obiettivo più di altri suoi collaboratori. Le visite apostoliche non sono intrusioni indebite e men che meno atti persecutori. A San Giovanni Rotondo ce n’erano state altre. E il Sant’Uffizio aveva iscritto nell’indice dei libri proibiti più d’una biografia del cappuccino. Durante il pontificato giovanneo nessuno di questi atti fu compiuto. Su questo tema, come su altri, non ebbi confidenze direte dal Papa.Tante cose le ho sapute di riflesso, nel corso degli anni, leggendo ricostruzioni più o meno documentate, chiarendo talora presso la Postulazione giudizi infondati e illazioni fantasiose. I competenti dicasteri hanno avuto il tempo per vagliare e giudicare. Adesso non si tratta dell’opinione dell’uno o dell’altro, bensì di verità oggettiva da esporre e del finale giudizio dell’Autorità Suprema.
D:Lei è stato interrogato dal Tribunale ecclesiastico di Manfredonia…
R:Non venni convocato ed interrogato. Posso immaginare che il tribunale abbia ritenuto esaustivi il colloquio che ebbi con Monsignor V.Vailati il 16 ottobre 1984 e la mia corrispondenza con la Postulazione della causa. 
Scrisse Papa Giovanni all’Arcivescovo:
…Sarei ben riconoscente a Lei, cara Eccellenza, se volesse a suo tempo e con sua comodità, scrivermi qualcosa circa padre Pio, suo diocesano,….: Qui c’è gente che lo ha in istima e venerazione. Io non ho preconcetti a suo riguardo, ma mi fa piacere sentire cosa ne pensi il suo Vescovo.
Rispose l’Arcivescovo:…Conosco benissimo Padre Pio, cappuccino, residente nel convento di San Giovanni Rotondo, di quest’Arcidiocesi. Prima che io venissi a Manfredonia, il fanatismo popolare s’era talmente esaltato da provocare severe misure da parte del S.Uffizio. Era necessario. Lo vidi per la prima volta nel 1933 e viveva nel suo convento da vero recluso. Gli era stato proibito ogni contatto, anche epistolare, con l’esterno. La mia impressione fu ottima: lo trovai calmo, sereno, giocondo, pienamente sottomesso agli ordini ricevuti; gli era stato proibito perfino di celebrare in chiesa, ma nel solo oratorio privato del convento. Dicono che abbia le stimmate, e difatti porta sempre i guanti. Non è a me giudicare sulla sua santità, miracoli, profezie, ecc.; però non si può escludere che è un uomo di preghiera, di profonda pietà e di sode virtù. Richiesto più volte nelle mie udienze dal Santo Padre Pio XI e da sua eminenza il card. Bisleri, allora segretario del S.Uffizio, sottomisi la mia convinzione, che dopo tanti anni in coscienza non ho che a riconfermare, come già ho avuto occasione di fare con Sua Santità Pio XII. Fin dalla mia prima relazione nel 1933, Padre Pio fu nuovamente autorizzato a confessare, prima gli uomini, poi, al solo mattino, anche le donne, e di celebrare in chiesa. Certo, anche ora, da tutti è ritenuto come un santo, ed il bene spirituale che se ne ricava è immenso. Ostinati peccatori si convertono, alti personaggi se ne ritornano edificati e commossi, tutti partono da lui confortati e riconciliati col Signore. Di ciò sono testimone oculare e per i continui contatti in quel convento posso attestare, mettendo da parte ogni virtù, e che il suo nascosto apostolato è una vera sorgente di feconda vita spirituale per le anime. Quello poi che più importa è che tutto, ora, colà proceda con ordine, regolarità ed edificazione di moltissimi fedeli senza fanatismo e senza esagerazioni.

P.s.: per ulteriori approfondimenti relativi alla questione delle stigmate, dell'acido fenico, dei profumi o dei miracoli, si rimanda al sito dell’autore dove vengono trattati questi temi con ipotesi e soluzioni in spazi e ambiti diversi http://www.museosolari.com/
agenda news omaggio a Padre Pio (in formato pdf)

 
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		<content:encoded><![CDATA[	<p>A PROPOSITO DEL LIBRO DI LUZZATTO&#8230;PADRE PIO E&#8217;UN VERO SANTO<br />
Nel mio libro (che non ha certamente avuto il successo di quello di Luzzatto, forse perché diceva già una decina di anni fa la verità) “Padre Pio e i Suoi Papi” Ed.Aisthesis, pubblicato in occasione della santificazione di Padre Pio, a proposito delle dicerie che già allora giravano (e Luzzatto non ha detto nulla di nuovo) sulla contrarietà di Papa Giovanni XXIII all’opera di Padre Pio, si ritiene giusto considerare la regola francescana, come vera chiave di lettura della vicenda, per superare barriere, rancori e dicerie mantenendo Padre Pio nella giusta dimensione senza coinvolgerlo in esasperazioni,  fanatismi che certamente rischiano di adombrare ed offendere la Sua persona che non può essere paragonata a Vanna Marchi come ha fatto qualcuno recentemente a Porta a Porta. A sostegno di questa tesi il libro propone un’intervista a Mons. Loris Capovilla, segretario di Papa Giovanni XXIII che smentisce in maniera categorica l’ipotizzata persecuzione del Pontefice nei confronti del Santo nonostante la recente pubblicazione da parte del Sig.SergioLuzzatto dei quattro appunti scritti dal Papa: si tratta indubbiamente di parole durissime che però non si riferiscono alla complessa questione delle stigmate.<br />
Nel libro sono citati alcuni scritti tratti dal volume “Giovanni XXIII, nel ricordo del segretario L.Capovilla, ed. San Paolo che vi propongo col consenso dell’autore:<br />
Intervista: D: Durante il pontificato giovanneo c’è anche “il caso Padre Pio”. Quale fu la posizione di Roncalli nei suoi confronti?<br />
R:Non se ne occupò direttamente durante tutta la sua vita. Non era compito suo. Da Parigi, dove operava un comitato d’appoggio alle iniziative assistenziali di San Giovanni Rotondo, il 6 febbraio 1947 scrisse a monsignor Andrea Cesarano arcivescovo di Manfredonia per averne lumi; e un mese dopo ricevette la risposta (due lettere). Questi due documenti fanno onore sia agli interlocutori sia al personaggio in oggetto e testimoniano l’interessamento prudente di Roncalli.<br />
D: Quale fu il ruolo di Giovanni XXIII nella visita di Maccari?<br />
R:Quella visita apostolica venne proosta al papa dalla Congregazione del Sant’Uffizio; la nomina del visitatore pure. Il Papa diede l’assenso e in quell’occasione si dimostrò sereno e obiettivo più di altri suoi collaboratori. Le visite apostoliche non sono intrusioni indebite e men che meno atti persecutori. A San Giovanni Rotondo ce n’erano state altre. E il Sant’Uffizio aveva iscritto nell’indice dei libri proibiti più d’una biografia del cappuccino. Durante il pontificato giovanneo nessuno di questi atti fu compiuto. Su questo tema, come su altri, non ebbi confidenze direte dal Papa.Tante cose le ho sapute di riflesso, nel corso degli anni, leggendo ricostruzioni più o meno documentate, chiarendo talora presso la Postulazione giudizi infondati e illazioni fantasiose. I competenti dicasteri hanno avuto il tempo per vagliare e giudicare. Adesso non si tratta dell’opinione dell’uno o dell’altro, bensì di verità oggettiva da esporre e del finale giudizio dell’Autorità Suprema.<br />
D:Lei è stato interrogato dal Tribunale ecclesiastico di Manfredonia…<br />
R:Non venni convocato ed interrogato. Posso immaginare che il tribunale abbia ritenuto esaustivi il colloquio che ebbi con Monsignor V.Vailati il 16 ottobre 1984 e la mia corrispondenza con la Postulazione della causa.<br />
Scrisse Papa Giovanni all’Arcivescovo:<br />
…Sarei ben riconoscente a Lei, cara Eccellenza, se volesse a suo tempo e con sua comodità, scrivermi qualcosa circa padre Pio, suo diocesano,….: Qui c’è gente che lo ha in istima e venerazione. Io non ho preconcetti a suo riguardo, ma mi fa piacere sentire cosa ne pensi il suo Vescovo.<br />
Rispose l’Arcivescovo:…Conosco benissimo Padre Pio, cappuccino, residente nel convento di San Giovanni Rotondo, di quest’Arcidiocesi. Prima che io venissi a Manfredonia, il fanatismo popolare s’era talmente esaltato da provocare severe misure da parte del S.Uffizio. Era necessario. Lo vidi per la prima volta nel 1933 e viveva nel suo convento da vero recluso. Gli era stato proibito ogni contatto, anche epistolare, con l’esterno. La mia impressione fu ottima: lo trovai calmo, sereno, giocondo, pienamente sottomesso agli ordini ricevuti; gli era stato proibito perfino di celebrare in chiesa, ma nel solo oratorio privato del convento. Dicono che abbia le stimmate, e difatti porta sempre i guanti. Non è a me giudicare sulla sua santità, miracoli, profezie, ecc.; però non si può escludere che è un uomo di preghiera, di profonda pietà e di sode virtù. Richiesto più volte nelle mie udienze dal Santo Padre Pio XI e da sua eminenza il card. Bisleri, allora segretario del S.Uffizio, sottomisi la mia convinzione, che dopo tanti anni in coscienza non ho che a riconfermare, come già ho avuto occasione di fare con Sua Santità Pio XII. Fin dalla mia prima relazione nel 1933, Padre Pio fu nuovamente autorizzato a confessare, prima gli uomini, poi, al solo mattino, anche le donne, e di celebrare in chiesa. Certo, anche ora, da tutti è ritenuto come un santo, ed il bene spirituale che se ne ricava è immenso. Ostinati peccatori si convertono, alti personaggi se ne ritornano edificati e commossi, tutti partono da lui confortati e riconciliati col Signore. Di ciò sono testimone oculare e per i continui contatti in quel convento posso attestare, mettendo da parte ogni virtù, e che il suo nascosto apostolato è una vera sorgente di feconda vita spirituale per le anime. Quello poi che più importa è che tutto, ora, colà proceda con ordine, regolarità ed edificazione di moltissimi fedeli senza fanatismo e senza esagerazioni.</p>
	<p>P.s.: per ulteriori approfondimenti relativi alla questione delle stigmate, dell&#8217;acido fenico, dei profumi o dei miracoli, si rimanda al sito dell’autore dove vengono trattati questi temi con ipotesi e soluzioni in spazi e ambiti diversi <a >http://www.museosolari.com/</a><br />
agenda news omaggio a Padre Pio (in formato pdf)
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		<title>by: Catalepton</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2007/10/24/ancora-padre-pio/#comment-4420</link>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 09:18:10 +0000</pubDate>
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					<description>Una noterella a margine: è segno dei tempi come &lt;i&gt;Enigma&lt;/i&gt; di Corrado Augias, su RaiTre, dedicato l'altra sera ai &quot;misteri della Grande guerra&quot;, mescolasse indiscriminatamente ai dati storici più o meno attendibili la notizia che Padre Pio, &quot;in uno dei suoi primi casi di bilocazione&quot;, fosse apparso nella tenda di Cadorna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Una noterella a margine: è segno dei tempi come <i>Enigma</i> di Corrado Augias, su RaiTre, dedicato l&#8217;altra sera ai &#8220;misteri della Grande guerra&#8221;, mescolasse indiscriminatamente ai dati storici più o meno attendibili la notizia che Padre Pio, &#8220;in uno dei suoi primi casi di bilocazione&#8221;, fosse apparso nella tenda di Cadorna.
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	<item>
		<title>by: a</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2007/10/24/ancora-padre-pio/#comment-4412</link>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 00:01:52 +0100</pubDate>
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					<description>a me padrepio mi fa paura... uno che fa miracoli se lo offendi ti può fare brutti scherzi...</description>
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