
Questa mattina l’autista dell’autobus era nervoso. Prima della partenza si alza di scatto e va verso il fondo dell’autobus, che è occupato da una famiglia rom. Quasi sempre il fondo degli autobus è occupato da persone rom o extracomunitarie. E’ una sorta di segregazione spontanea, pacifica. Urla loro addosso che se vogliono viaggiare devono pagare il biglietto. Regolare. Una donna protesta, lui insiste, poi torna al suo posto e parte. Dopo due minuti la discussione riprende. Ferma l’autobus, torna a urlare, minaccia di chiamare i carabinieri. Quando la donna gli dice che è un bastardo minaccia di picchiarla.
Nella parte anteriore dell’autobus i passeggeri commentano. Non se ne può più di questi zingari, è sempre la stessa storia… Nessuno nota che è insolito che sia l’autista, e non il controllore, a verificare il possesso del biglietto. E nessuno nota l’indebita generalizzazione, per cui il comportamento di una sola famiglia diventa cifra di una intera etnia. Eppure l’autobus a quell’ora è occupato quasi interamente da docenti.
Walter Veltroni, l’uomo che si candida a guidare questo paese nei prossimi anni, ha fatto di meglio. Commentando un episodio di cronaca, -> ha detto: “Prima dell’ingresso della Romania nell’Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo”. Singolare dichiarazione. Non è frequente che un uomo politico importante di un paese sostenga che gli uomini di un altro paese sono dei delinquenti. In Italia ci sono 556 mila romeni. I casi di cronaca che riguardano i romeni, e che finiscono sempre in prima pagina, sono poche decine. Anche qui abbiamo una indebita generalizzazione . Chi compie un reato non è più portatore di una colpa individuale. Getta un’ombra su tutta la sua etnia, autorizza a insultare pubblicamente un intero paese. Nel caso specifico, a denunciare il crimine ed a consentire l’arresto del colpevole è stata una donna nomade rumena, vale a dire una donna della stessa etnia del colpevole. Ma questo è un particolare di poco conto. Quel che conta è che un nomade rumeno ha fatto una brutta cosa. Preso dall’indignazione del giusto, Veltroni giunge a minacciare la Romania. Se vogliono stare in Europa, devono smetterla di mandarci i romeni. Di mandarci i delinquenti, cioè.
A volte sembra esserci quasi un disegno nell’azione dei criminali. Il crimine efferato, frutto di disperzione individuale, accade nel momento opportuno e si carica di significati, diviene gravido di conseguenze. O forse il disegno non è nel crimine, ma nel rilievo che i gironalisti danno al crimine.
Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il “pacchetto sicurezza”. Il primo di questi disegni di legge all’articolo 13 attribuisce ai prefetti il potere di espellere dal nostro Paese anche i cittadini comunitari, in base a vaghi motivi di sicurezza pubblica. Il disegno di legge è pensato appositamente per i cittadini rumeni. La deportazione, che prima richiedeva un intervento apposito del Ministro dell’interno, adesso si potrà fare con grande facilità. Ed a farlo sarà il prefetto, una figura cioè non eletta dal popolo.
Tutti gli anni nelle scuole si celebra la giornata della memoria. Si ricorda il massacro degli ebrei ad opera dei nazisti. La Shoa è uno dei pezzi forti della scuola italiana. Quelli che peridicamente valutano il livello di preparazione dei nostri studenti, il più delle volte bocciandoli, dovrebbero interrogarli sulla Shoa. Non c’è studente italiano, per quanto distratto, che non sappia raccontarti per filo e per segno la Shoa. Condendo il racconto con la debita commozione. Tutto ciò, sia chiaro, è un bene. E’ un peccato, però, che nessuno di quegli studenti sappia che la persecuzione dei nazisti ha colpito gli zingari non meno degli ebrei. E che, come gli ebrei, gli zingari sono stati perseguitati anche prima. E che, a differenza degli ebrei, sono stati perseguitati anche dopo. Sono perseguitati anche ora.
Negli ultimi giorni ho seguito una dolorosa polemica tra due amici che stimo molto, che appartengono a quella corrente politica che con un termine non del tutto appropriato si definisce nonviolenza. Motivo della polemica è la missione italiana in Afghanistan. Peppe Sini scrive che le “persone buone e garbate” - quelle che chiedono comprensione per i politici che in Parlamento hanno votato la guerra in Afghanistan, ossia per coloro che “si sono resi assassini e complici di assassini” - sono “accecate e corrotte” e suscitano vergogna e disgusto. Enrico Peyretti protesta per i toni, chiede rispetto, e ripropone l’argomento del male minore: se non si appoggia questa sinistra avremo una destra che è molto peggio. “Per condannare l’insufficienza vogliamo favorire l’abbondanza del peggio?”, chiede.
Posta così, la questione sembra potersi ricondurre alla opposizione tra etica dei principi ed etica della responsabilità. Peppe afferma il principio della impossibilità di farsi complici dei carnefici, e per questo principio è disposto anche a dare addosso a un governo “amico”. Enrico invece sostiene che le scelte vanno fatte calcolando le conseguenze concrete, anche se questo vuol dire fare un passo indietro nel campo dei princìpi.
Ma è davvero il male minore, sostenere questa sinistra, anche a costo di inghiottire ogni giorno bocconi amari?
Leggendo e studiando Gandhi (e prima di lui Capitini) ho appreso un certo modo di considerare le faccende politiche: partendo dagli ultimi. Giudico un governo o una amministrazione locale chiedendomi cosa ne è degli ultimi. Se stanno meglio o peggio.
La mia città è amministrata da qualche tempo da una giunta di sinistra. Gli ultimi nella mia città sono i disoccupati, i poveri che vivono nei bassi o nella abitazioni al di sotto del livello stradale, gli sfrattati, gli extracomunitari. Che ne è di loro, al tempo della sinistra al governo? Gli sfrattati sono stati sistemati: in un delizioso quartiere di containers (caso più unico che raro nelle città dei paesi civili, credo). Chi viveva nei bassi continua a vivere nei bassi. I disoccupati continuano ad essere disoccupati. I rom sono stati ogggetto di una attenzione aprticolare. La sinistra al governo ha mandato le ruspe nel luogo dove si erano accampati. Ha “bonificato” l’area per impedire che tornassero. Quanto agli extracomunitari, accogliendo il profondo grido di dolore dei commercianti del centro, infastiditi dalla loro presenza, la sinistra manda i vigili urbani ad impedire che vendano la loro roba - mentre a pochi metri i venditori abusivi autorizzati italiani continuano a vendere alla luce del sole.
Gli ultimi della mia città non stanno meglio. Forse stanno peggio. Anzi: stanno peggio senz’altro, e non solo per le condizioni oggettive di vita. Stanno peggio perché hanno perso o stanno perdendo una cosa che un tempo rendeva più sopportabile la vita.
Ciò che avviene nella mia città è un rappresentazione in miniatura di ciò che sta avvendendo nel paese.
Quando si considera la conseguenza di una nostra azione, di una nostra scelta, bisogna fare molta attenzione: bisogna avere la vista lunga. Certo, se si fa cadere il governo Prodi si favorisce il ritorno della destra al governo. Un disastro. Ma che succede, se si appoggia un governo di sinistra che finanzia missioni militari, che mostra il pugno ai deboli, che, incapace di dare risposte alle necessità reali della gente, prende la comoda scorciatoia della “sicurezza”, avvantaggiandosi del terrorismo mediatico? Che succede, se si appoggia una sinistra con la quale i poveri non stanno meglio, sotto la quale gli ultimi finiscono per essere ulteriormente schiacciati, discriminati, perseguitati? Succede una cosa terribile.
Io sono creciuto in una famiglia operaia, ai tempi della DC. Per anni, per lunghi anni ho stretto i denti. Ho bestemmiato ed ho stretto i denti. Ho anche sorriso, quando leggendo “Cuore” trovavo “La fine di Andreotti” come seconda ragione per la quale valeva la pena di vivere (la prima ragione era una certa parte del corpo femminile). Ho sorriso e sperato. Poi la fine di Andreotti è arrivata, ma nulla è cambiato. E’ morta la speranza. Ho smesso di credere nella cosiddetta classe politica. Sono diventato anarchico. Ho imparato a sperare diversamente.
Ecco la cosa terribile che succede, se si appoggia il fascismo di sinistra (questa espressione mi si è presentata più volte alla mente, negli ultimi mesi, ed ogni volta l’ho scacciata come eccessiva; adesso mi pare che abbia una sua legittimità). Succede che si toglie ai poveri anche l’ultima speranza.
A conti fatti, è la più irresponsabile delle scelte.
Nella immagine la prima pagina di Repubblica.it qualche minuto fa.







Scrivi: “Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il “pacchetto sicurezza”. Il primo di questi disegni di legge all’articolo 13 attribuisce ai prefetti il potere di espellere dal nostro Paese anche i cittadini comunitari, in base a vaghi motivi di sicurezza pubblica”. Non mi trovo d’accordo sul “in base a vaghi motivi di sicurezza”. Ti invito a riflettere se una donna in fin di vita sia un “vago motivo di sicurezza”. Il pacchetto vuole espellere dal nostro
territorio gli extracomunitari pericolosi per la collettività, perché violenti. Non vedo fascismo in questa decisione legittima di proteggere l’incolumità del cittadino italiano, nel fermo rispetto dei poteri che uno stato ha e che deve esercitare per la salvaguardia della vita umana. Sono anche convinta che la misura di civiltà di ogni stato si debba misurare a partire dal problema degli “ultimi”, per i quali una scelta politica intesa in senso proprio dovrebbe prevedere una programmazione accurata e degli interventi precisi a loro sostegno e favore. Ma anche in questa carenza, purtroppo reale, delle attuali politiche di sinistra, scorgo piuttosto omissioni al loro mandato, fortunatamente in nulla paragonabili al manganello e all’olio di ricino, al partito unico e alla persecuzione dei dissidenti. L’olocausto è una triste piaga della storia. Ma proprio perché si trae da quel crimine contro l’umanità la lezione della nonviolenza, sociale e politica, si deve avere il coraggio di denunciare anche l’abuso subito, non solo quello perpetrato. Ed il governo, nel prendere posizione contro la sopraffazione violenta (da qualunque parte essa provenga), svolge solo ed esclusivamente le sue funzioni di istituzione politica in senso pieno, preposta alla tutela del bene pubblico.
Comment by antonietta pistone — 01-11- 2007 @ 11:19 am
La pratica dell’espulsione non è una novità: sappiamo bene a quali derive è esposta. Non è un caso che Padova e Verona - le città più razzista d’Italia - si contentano -> oggi il primato della prima espulsione di un romeno. Con questa legge tutti gli zingari romeni presenti in Italia potranno essere allontanati dal territorio nazionale, perché pericolosi o perché privi di mezzi di sostentamento. Di fatto, un giro di vite contro una etnia già duramente provata dalla storia. Si tratta di una vera e propria legge razziale perché, se recepisce una direttiva comunitaria, lo fa all’indomani dell’ingresso della Romania nella UE; lo fa, cioè, come antidoto dichiarato alla presenza di cittadini provenienti da quel paese. Non trovo altro termine per indicare una legge fatta ad hoc per colpire una etnia. Né riesco a non definire fascista un governo che fa leggi razziali.
Comment by antonio vigilante — 01-11- 2007 @ 11:41 am
Io credo che questa italia abbia bisogno di criminali. L’efferatezza dei delitti che i giornali ci descrivono è un buon antidoto per alleviare noi tutti dalla bruciante sofferenza di un futuro che non ci appare più radioso, ma mefitico, inospitale. La paura della violenza del singolo ci rende meno grave l’angoscia della deprivazione della convivenza civile e fraterna, che una società fondata sulla sopravvivenza e sull’aggressività ci somministra ogni giorno. Il crimine vero si chiamerebbe riduzione del costo del lavoro, scomunica, lobby, sfruttamento, censura, concentrazione di potere. Ma fortunatamente esistono i mostri venuti dall’altro mondo. La loro brutalità nasconde la ben peggiore brutalità delle macchine/organizzazioni da soldi - intelligenti e disumane -, e dei loro servi eccitati.
Questa sinistra mi pare morta. E’ morta perchè non ha alcuna idea di uomo nuovo, di umanità nuova. Ha delle idee che sono una pessima ricopiatura di idee altrui. Copie tristi di copie malcopiate.
Comment by a — 03-11- 2007 @ 1:43 am
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/tor-di-quinto-uno/clima-pericoloso/clima-pericoloso.html
Comment by a — 03-11- 2007 @ 10:58 am
Tutto molto vero. Purtroppo.
La sinistra fascista al governo è il mandante morale del raid di ieri.
Comment by antonio vigilante — 03-11- 2007 @ 1:27 pm
può più di questi zingari, è sempre la stessa storia… Nessuno nota che è insolito che sia l’autista, e non il controllore, a verificare il possesso del biglietto. E nessuno nota l’indebita generalizzazione,
ecco il solito doppiopesismo buonista - e talora disinformato e disinformante:
1) da noi e’ una vita che gli autisti - *per contratto* - sono delegati a verificare il possesso del biglietto
2) quella famiglia dovrebbe essere contenta che non sia stata loro comminata alcuna multa, altro che dare del bastardo all’autista!
3) proprio il direttore generale dell’azienda di trasporti (un politico) oltre quindici anni fa in assemblea disse papale papale di non fare assolutamente nulla agli extracomunitari, per carita’, per non rischiare di finire sui giornali con l’accusa di razzismo. Da notare che, a chi si dimentica l’*abbonamento personale* per una volta a casa, viene fatta una multa da pelo e contropelo anche dimostrandone a posteriori il regolare possesso (sempre che non abbia il “privilegio” di essere extracomunitario)
Quanto agli extracomunitari, accogliendo il profondo grido di dolore dei commercianti del centro, infastiditi dalla loro presenza, la sinistra manda i vigili urbani ad impedire che vendano la loro roba - mentre a pochi metri i venditori abusivi autorizzati italiani continuano a vendere alla luce del sole
I commercianti sono giustamente esasperati dalla concorrenza sleale, proprio mentre a loro vengono contestati anche gli scontrini da un centesimo di euro. Quelli che vengono chiamati non a caso “venditori abusivi autorizzati italiani” (con ovvia e ridicola contraddizione) sono ambulanti che pagano le
tasse.
Io ti invito a fare una cosa: prova a vendere senza licenza in giacca e cravatta, o prova a dare del bastardo al controllore mentre sei senza biglietto (o anche se lo hai) e vedi un po’ cosa ti capita.
Quando sarai uscito dalla questura, con un procedimento penale a tuo carico (e non potrai contare sul gratuito patrocinio), vai poi a fare la stessa cosa in Romania, ma portati dietro i vestiti invernali: non tornerai a casa troppo presto.
Comment by Nicola — 04-11- 2007 @ 11:37 am
1. Non mi piace che qualcuno dia del bastardo ad un autista, e mi piace ancor meno che l’autista risponda minacciando un pestaggio. Può essere che gli autisti siano abilitati a controllare il possesso del biglietto: ma, ripeto, a me non è mai successo. Del resto, a nessuno degli altri passeggeri è stato chiesto il biglietto. Ma il punto non è questo. Io non ho denunciato nessun episodio di razzismo: altrimenti sarei intervenuto, invece di limitarmi ad assistere alla cosa. Le mie osservazioni riguardano invece l’indebita generalizzazione dei miei colleghi, che sono giunti a conclusioni generali sui Rom commentando il comportamento (certo discutibile) di una sola famiglia rom.
Tra parentesi: in quel caso c’è stato uno scontro paritario, per così dire. Ma episodi di razzismo sugli autobus ne ho visti tanti. Si comincia con il controllore che dà del tu e si finisce con insulti pensantissimi in dialetto. Tanto loro non capiscono.
2. E’ difficile che i venditori abusivi possano essere davvero autorizzati, dal momento che vendono cd contraffatti prodotti dalla camorra. Lo fanno alla luce del sole, spesso amabilmente conversando con i vigili urbani. Lo fanno non in qualche viuzza della periferia, ma in due zone centralissime: all’isola pedonale e vicino alla cattedrale. Gli stessi vigili urbani che li lasciano fare, danno la caccia senza sosta ai senegalesi che vendono gli stessi prodotti. In qualche caso prendendoli anche a pugni.
Sui commercianti il discorso sarebbe lungo. Qualche settimana fa i commercianti di piazza Giordano hanno scritto una lettera di protesta al sindaco contro la presenza di senegalesi di fronte alle loro vetrine. Hanno detto che fanno una concorrenza sleale, che impediscono il passaggio e che compromettono il decoro del luogo. I senegalesi in realtà non fanno alcuna concorrenza, perché vendono cose assolutamente diverse dai negozi: lì ci sono negozi di abbigliamento, mentre i senegalesi vendono cd. Anche nel caso in cui vendessero capi di abbigliamento, non vi sarebbe alcuna reale concorrenza, perché nessuno dei clienti dei costosissimi negozi di quella piazza si ridurrebbe a comprare una cravatta da un extracomunitario. Non impediscono il passaggio, perché si fermano al margine del marciapiede, dove sono gli alberi. La terza accusa è palesemente razzistica. E tuttavia da allora i vigili urbani hanno intensificato la loro presenza nella zona: perché la voce dei negozianti è la voce del padrone.
Non credo che i commercianti possano lamentarsi più di tanto, visto che viene lasciata loro tutta la libertà di assumere in nero alle condizioni più comode, con la piena complicità di chi dovrebbe garantire la cosiddetta legalità.
Comment by antonio vigilante — 04-11- 2007 @ 12:16 pm
Non mi piace che qualcuno dia del bastardo ad un autista,
a me, ancor prima, non piace che qualcuno viaggi senza biglietto “per diritto ricevuto”
Può essere che gli autisti siano abilitati a controllare il possesso del biglietto:
non solo abilitati ma, in alcuni casi, obbligati per contratto
Del resto, a nessuno degli altri passeggeri è stato chiesto il biglietto.
perche’ vedono che l’avete in mano e lo obliterate
Si comincia con il controllore che dà del tu
ma, dimmi: in quegli episodi ai quali hai assistito quanti extracomunitari avevano regolare biglietto?
Tanto loro non capiscono.
tanto loro se ne sbattono e viaggiano gratis a spese della collettivita’
E’ difficile che i venditori abusivi possano essere davvero autorizzati,
sei tu che lo hai scritto
cattedrale. Gli stessi vigili urbani che li lasciano fare, danno la caccia senza sosta ai senegalesi che vendono gli stessi prodotti.
questa e’ una situazione che andrebbe denunciata. L’hai fatto?
I senegalesi in realtà non fanno alcuna concorrenza, perché vendono cose assolutamente diverse dai negozi: lì ci sono negozi di abbigliamento, mentre i senegalesi vendono cd.
a parte che la fattispecie di vendere CD contraffatti e’ piu’ grave (a meno che anche i capi di abbigliamento non siano contraffatti), sei mai stato in una localita’ marittima? Hai visto quanti capi di abbigliamento sono venduti da senegalesi e marocchini (a prezzi non di rado *superiori* a quelli delle
regolari bancarelle o - addirittura - a negozi stile Piazza Italia)? O, anche, nella meravigliosa Venezia dove i senegalesi afferrano il braccio delle donne per tentare di vendere loro borsette contraffatte?
Non credo che i commercianti possano lamentarsi più di tanto, visto che viene lasciata loro tutta la libertà di assumere in nero alle
non credo proprio che siano cosi’ poco furbi da tenere qualcuno non regolarizzato al bancone. Il nero e’ altrove, non certo a contatto con i clienti
Comment by Nicola — 04-11- 2007 @ 12:31 pm
a me, ancor prima, non piace che qualcuno viaggi senza biglietto “per diritto ricevuto”
Ti sembra che in qualche modo io abbia difeso chi viaggia senza biglietto? Ti pare che sia questo il tema del post?
Per la cronaca: solo due dei cinque rom non avevano il biglietto. Ed i rom che prendono quell’autobus il biglietto lo pagano regolarmente.
ma, dimmi: in quegli episodi ai quali hai assistito quanti extracomunitari avevano regolare biglietto?
I senegalesi - quelli che vengono insultati più spesso - il biglietto lo hanno sempre. Se non hanno il biglietto, non viaggiano in bus. I romeni ed i polacchi lo hanno quasi sempre. Quando non lo hanno, è perché proprio non hanno i soldi, e tuttavia devono prendere l’autobus per lavoro. Per capire cosa c’è dietro un biglietto non pagato devi considerare l’incredibile stato di sfruttamento che esiste nei confronti dei romeni e dei polacchi nelle campagne del foggiano. O dare uno sguardo all’elenco dei romeni investiti ed uccisi in Capitanata (trovi l’elenco nel mio blog). Probabilmente gente che non aveva soldi per pagarsi l’autobus.
Quanti ai rom, come ho detto il più delle volte pagano il biglietto.
sei tu che lo hai scritto
Credevo che si capisse l’ironia. I venditori abusivi foggiani sono di fatto autorizzati perché nessuno dice loro niente.
questa e’ una situazione che andrebbe denunciata. L’hai fatto?
E chi ti ascolta?
a parte che la fattispecie di vendere CD contraffatti e’ piu’ grave (a meno che anche i capi di abbigliamento non siano contraffatti), sei mai stato in una localita’ marittima? Hai visto quanti capi di abbigliamento sono venduti da senegalesi e marocchini (a prezzi non di rado *superiori* a quelli delle regolari bancarelle o - addirittura - a negozi stile Piazza Italia)? O, anche, nella meravigliosa Venezia dove i senegalesi afferrano il braccio delle donne per tentare di vendere loro borsette contraffatte?
Io parlo di ciò che vedo e conosco. Se stessi a Venezia, ti parlerei della meravigliosa Venezia. Purtroppo sto a Foggia, e parlo della meravigliosa Foggia.
Ma, ripeto: di cosa vogliamo parlare? Il mio post riguarda una precisa disposizione di legge. Vorrei discutere quella disposizione di legge. Non ho molto tempo per discutere uberhaupt di italiani ed extracomunitari, di “casa nostra” eccetera.
non credo proprio che siano cosi’ poco furbi da tenere qualcuno non regolarizzato al bancone. Il nero e’ altrove, non certo a contatto con i clienti
Si vede che non conosci Foggia. Nelle campagne di Foggia si è realizzato un sistema di sfruttamento e di riduzione in schiavitù dei braccianti che ha scandalizzato tutta l’Europa. Quando è sceso il ministro, in seguito alla denuncia dell’Espresso, le autorità si sono giustificate dicendo che mancava la benzina per andare a fare i controlli.
Qui c’è un sistema diffuso di illegalità. Il lavoro nero è la norma, così come è normale l’indifferenza, anzi la compiacenza delle istituzioni. E’ per questo che noi foggiani veniamo a disturbarvi al nord.
Comment by antonio vigilante — 04-11- 2007 @ 2:14 pm
Per la cronaca: solo due dei cinque rom non avevano il biglietto.
sono scesi? O sono quelli che hanno insultato l’autista?
I senegalesi - quelli che vengono insultati più spesso - il biglietto lo hanno sempre.
da noi mai. E prendono pure a male parole (e qualche volta a pugni) chi tenta almeno di farli scendere
Quando non lo hanno, è perché proprio non hanno i soldi, e tuttavia devono prendere l’autobus per lavoro.
e se non ce li hanno per l’autobus ce li avranno per il posto letto? E per mangiare? E’ forse segno di civilita’ chiudere gli occhi evitando il rimpatrio coatto? A parte il fatto che andare a lavorare alle 10 del mattino (quando capita spesso di vederli, magari ubriachi), non e’ usuale…
di sfruttamento che esiste nei confronti dei romeni e dei polacchi nelle campagne del foggiano.
se ci fosse un minimo di controllo alle frontiere e sul territorio questo non accadrebbe. Se si fosse saggiamente optato per la moratoria questo non accadrebbe
— questa e’ una situazione che andrebbe denunciata. L’hai fatto?
- E chi ti ascolta?
due righe protocollate rimangono. Ma se non si inizia almeno da quelle finisce come a scuola, dove tutti si lamentano ma hanno difficolta’ financo a comminare una nota disciplinare…
Ma, ripeto: di cosa vogliamo parlare? Il mio post riguarda una precisa disposizione di legge. Vorrei discutere quella disposizione di legge.
bene. La disposizione di legge dice che viaggiare senza biglietto e’ perseguibile, cosi’ come insultare l’autista
Nelle campagne di Foggia si è realizzato un sistema di sfruttamento e di riduzione in schiavitù dei braccianti che ha
stavi parlando di commercianti, non di proprietari terrieri
Comment by Nicola — 04-11- 2007 @ 2:44 pm
sono scesi? O sono quelli che hanno insultato l’autista?
Erano i bambini.
da noi mai. E prendono pure a male parole (e qualche volta a pugni) chi tenta almeno di farli scendere
Mi sembra strano, ma se lo dici tu mi fido.
e se non ce li hanno per l’autobus ce li avranno per il posto letto? E per mangiare? E’ forse segno di civilita’ chiudere gli occhi evitando il rimpatrio coatto? A parte il fatto che andare a lavorare alle 10 del mattino (quando capita spesso di vederli, magari ubriachi), non e’ usuale…
I romeni ed i polacchi vivono qui in masserie abbandonate, spesso prive di acqua e di luce. Li si può rimpatriare tutti, certo. Poi però non so chi raccoglierà i pomodori nel Tavoliere. O chi farà il muratore in Veneto.
se ci fosse un minimo di controllo alle frontiere e sul territorio questo non accadrebbe. Se si fosse saggiamente optato per la moratoria questo non accadrebbe
Il problema è molto più complesso. In realtà la nostra economia ha bisogno di clandestini, vale a dire di forza lavoro a costo bassissimo e non sindacalizzabile. Solo così si spiega il lasciar fare di chi dovrebbe garantire la legalità. La criminalizzazione del clandestino fa parte dello stesso piano: enfatizzare i loro crimini è un modo per non vedere i nostri, di gran lunga maggiori. Il governo sbandiera i dati sulla criminalità romena. Dimentica le trentamila ragazze romene che ogni giorno vengono stuprate sulle strade italiane. Ed il numero altissimo di rom che muoiono in circostanze tragiche o misteriose nel nostro paese.
due righe protocollate rimangono. Ma se non si inizia almeno da quelle finisce come a scuola, dove tutti si lamentano ma hanno difficolta’ financo a comminare una nota disciplinare…
Scendi dal pero.
bene. La disposizione di legge dice che viaggiare senza biglietto e’ perseguibile, cosi’ come insultare l’autista
Vedo che sei distratto. L’argomento del mio post è la disposizione di legge che riguarda l’espulsione di cittadini comunitari anche incensurati, senza che sia necessario un provvedimento del giudice. Lo so che il mio post è lungo, ma io non commenterei un post senza averlo letto tutto con attenzione.
stavi parlando di commercianti, non di proprietari terrieri
Stavo parlando di sfruttamento e di indiffenenza delle istituzioni.
Comment by antonio vigilante — 04-11- 2007 @ 3:30 pm
In tempi di pogrom, mi togli le parole di bocca. Non posso fare altro che citarti (mi pareva giusto fartelo sapere).
Comment by Catalepton — 29-11- 2007 @ 8:57 pm
Grazie. Ci conosciamo?
Comment by antonio vigilante — 29-11- 2007 @ 11:17 pm