Comunicato
Un bastardo su è preso una piantina. Il rimorso lo deve accompagnare per tutti i suoi giorni.
Cartello sotto una statua della Madonna.
minimo karma retomar o pedaço que falta
Comunicato
Un bastardo su è preso una piantina. Il rimorso lo deve accompagnare per tutti i suoi giorni.
Cartello sotto una statua della Madonna.
Un manifesto per i Rom e le donne
Vi invito a sottoscrivere (->qui) Il triangolo nero. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne, promosso da Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Monica Mazzitelli, Marco Philopat, Marco Rovelli, Stefania Scateni, Antonio Scurati, Beppe Sebaste, Lello Voce, Wu Ming. Finalmente un segno di civiltà in questo periodo di isteria di massa.
“Ormai sembrava che tutto non avesse più un senso, che non potessero resistere un minuto di più, ma è proprio nei momenti di buio più profondo che per la famiglia Diurno il sole è tornato a scaldare i loro cuori.” Così la giornalista commossa annuncia dagli schermi di Teleradioerre il piccolo miracolo. Prima c’era il buio, ora c’è la luce. Prima il pianto, ora il sorriso. Il buio è quello del crollo di via delle Frasche, una delle tragedie recenti della nostra città. La luce è quella della televisione – della trasmissione Il treno dei desideri, per la precisione. Trasmissione che realizzerà il sogno di allargare la casa della famiglia Diurno, in modo da star comodi. Tutto gratis, gli operai della trasmissione finiscono i lavori in tempi rapidissimi, ed anche l’autorizzazione del Comune – che tardava, al punto da togliere speranza e sorriso alla famiglia Diurno – è concessa senza indugi. Alla televisione, si sa, non è possibile dire di no.

Completamente gratis, a dire il vero, non è, la casa allargata. In cambio la famiglia Diurno dovrà dare qualcosa. Dovrà dare spettacolo di sé.
Non dubito un solo istante che la realizzazione di un desiderio abbia donato alla famiglia autentica gioia ed autentica commozione. Ora, quella gioia e quella commozione dovranno essere comunicate a milioni di persone, dovranno essere una gioia ed una commozione convincenti, contagiosi. Spettacolari. La macchina dello spettacolo verrà incontro per rendere tutto più facile. Si realizzerà una ricostruzione della tragedia. Si insisterà sulla sofferenza, per preparare gli animi al lieto fine. (more…)
‘Ala Al-Aswani, Palazzo Yacoubian, Feltrinelli; Schreber, Memorie di un malato di nervi, Adelphi; Dick, La svastica sul sole, Fanucci; Asimov, Le grandi storie della fantascienza (grazie a Valeria); Agamben, Stato di eccezione, Bollati Boringhieri; Baudrillard, Il delitto perfetto, Raffaello Cortina; Imarisio, Mal di scuola, Rizzoli; Eisner, Lo schermo demoniaco, Editori Riuniti; Ajahn Chah, Bodhinyana e A taste of freedom (grazie a Maurizio).
La protagonista della storia che sto per raccontare non ha un nome. Di questi tempi, in questo paese, avere un nome è un privilegio che non a tutti è concesso. Come la cittadinanza, il nome è la pelle che fa di qualcuno un essere umano, da riconoscere e rispettare come tale, nei cui confronti è lecito esercitare violenza solo nei casi previsti dalla legge. Senza la pelle del nome e della cittadinanza, non si è nemmeno esseri umani. Si è insieme raccapricciante di muscoli e grasso, di nervi e tendini; si è pre-umani, pre-civili; si è qualcosa di intermedio tra l’animale e l’uomo.
Senzanome ha sedici anni. Forse è una bambina, forse è una donna. Non è dato saperlo. A sedici anni si può essere ancora bimbe o già donne. Senzanome aspetta un bambino, ma questo non vuol dire nulla. Si può essere mamme bambine, a sedici anni: mettere al mondo un figlio che è un po’ figlio e un po’ bambolotto con cui giocare.
Senzanome è romena, e questo in Italia, oggi, vuol dire molto. Senzanome è povera, e questo oggi, in Italia, vuol dire ancora più che essere romena. Senzanome è senza nome perché romena e povera.
Senzanome ha accanto un uomo, presumibilmente il padre del bambino che sta aspettando. Con lui, arriva in un piccolo centro agricolo della Capitanata. Si chiama Orta Nova, il posto. Chissà come suona pronunciato da un romeno. Sbagliano sempre i nomi dei nostri luoghi, questi extracomunitari, ed è forse anche per questo che ci stanno poco simpatici. Con il suo uomo Senzanome cerca lavoro nelle campagne di Orta Nova. Cerca lavoro come bracciante. Sa bene cosa l’aspetta. Sa che il lavoro è duro, sa che la paga è misera. Sa di non avere diritti, di dover lavorare a testa bassa, in silenzio. Ma quello che accade è al di là delle sue peggiori previsioni. (more…)
Maya Deren, Meshes Of The Afternoon (1943)
Prima parte
Seconda parte
Brooke è tornata da Nick. Era prevedibile, dirai. Sì, lo era. Ma la prevedibilità del comportamento di Brooke non è segno di qualche limite degli sceneggiatori di Beautiful: al contrario, mi sembra un indice della loro profondità psicologica. Per quegli sprovveduti che non seguono Beautiful - ignorando che è nelle telenovelas che lo Zeitgeist si rivela - riassumo gli ultimi eventi. Dopo aver giurato amore a Nick, Brooke ha ripreso ad amoreggiare con Ridge; dopo un bacio tra Ridge e Brooke, Nick l’ha tradita con sua figlia (di Brooke, cioè, non di Nick); quindi Brooke, su tutte le furie, ha lasciato Nick per tornare da Ridge, giurandogli amore eterno e promettendo di sposarlo. Purtroppo è successa una cosa terribile: Ridge ha picchiato suo figlio (di Brooke, non di Ridge), accusandolo di amoreggiare con sua figlia (di Ridge, non di Brooke). Per questo Brooke l’ha lasciato - e la cosa è comprensibile. In men che non si dica, è volata da Nick - il quale nel frattempo si è sistemato con Taylor - gli ha riferito del mutamento e gli ha detto che intende tornare con lui. Quando lui le ha spiegato che ora ama un’altra, lei gli ha messo le mani addosso - per sedurlo, non per picchiarlo. “Ma guarda te che zoccola”, ho commentato. E tuttavia è un commento riduttivo ed assolutamente inadeguato. La categoria della zoccola non è applicabile ad una donna come Brooke. Una zoccola - o puttana - è una donna che ama diversi uomini, o che ha una forte sensualità, che la spinge a cercare diversi corpi maschili. Brooke non ha né l’una né l’altra cosa. Non ama né Nick né Ridge, evidentemente. E non è nemmeno una donna particolarmente sensuale. Appare piuttosto glaciale, fredda, calcolatrice. Soprattutto, è assolutamente incapace di provare sentimenti o di comprendere i sentimenti altrui. Quando Nick le dice che ama un’altra, non fa una piega e prova a sedurlo. Quello che prova Nick non le interessa. (more…)
I libri che preferisco sono quelli in cui l’autore pare dire: “io che scrivo e tu che leggi - noi siamo degli imbecilli: facciamo qualcosa”. Così Tolstoj nei saggi. Dai quali si apprende l’universalità della noia e l’indispensabilità della metanoia.
Cercare una metanoia che non venga a noia.
(c) 2003-2009 antonio vigilante
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