Non ho letto Caos calmo di Veronesi, e perciò non sono in grado di dire se il film di Grimaldi (e Moretti) sia migliore o peggiore del libro. Come che sia, quello di Grimaldi è un film che vale il prezzo del biglietto. Non è, come qualcuno si è affrettato a dire, un film sull’Italia di oggi ed i suoi problemi. Se basta qualche cenno alle fusioni tra holding ed ai loro costi umani per fare un film impegnato, allora anche Centovetrine è una soap-opera impegnata. In realtà la vicenda della fusione fra holding televisive resta sullo sfondo. In primo piano è la storia privata di una persona alle prese con una perdita. Cosa vuol dire elaborare un lutto? Riprendere la propria vita, acquistare nuovamente quella capacità di “amare e lavorare” in cui per Freud consiste la salute psichica? Oppure è possibile un’altra via? Il dolore - il dolore profondo, improvviso, non razionalizzabile - non porta oltre, molto al di la del positivo stare in società? Non c’è una relazione tra il dolore e la libertà? Mi sembra che il film di Grimaldi esplori (almeno parzialmente) questa seconda possibilità: il dolore che libera. La libertà è quella di Pietro, un alto dirigente che, dopo la morte improvvisa della moglie, per mesi passa le proprie giornate nel parco antistante la scuola di sua figlia, indifferente al lavoro. Un operaio verrebbe licenziato in breve tempo, ma il protagonista del film è uno che gira in BMW e che ha una lussuosa villa al mare, uno che può permettersi di passare le mattine su una panchina, con i colleghi che vanno a trovarlo e gli dicono che fa bene - che si prenda pure tutto il tempo che occorre. Non susciterebbe alcuna simpatia, se non si scorgesse nella sua scelta una possibilità che va al di là delle classi, e riguarda anche l’operaio. La possibilità di una autenticità che consuma, spezza le esigenze di un sistema nel quale lo spettacolo, costi quel che costi, deve andare avanti. Autenticità che è anche di Samuele, il direttore del personale interpretato da Silvio Orlando, che per protestare contro una fusione che costerà molti posti di lavoro decide di dare le dimissioni e partire per l’Africa, dove affiancherà il fratello missionario; autenticità che è ancora, in modo paradossalmente nevrotico, della giovane moglie di Jean Claude, che in modo inconsapevole dice cose che mettono in terribile imbarazzo (”ecco le pennette, puoi ficcartele su per il culo”, dice al marito, invitandolo a servire a tavola).
Pietro alla fine accoglie l’invito della figlioletta e torna al lavoro. Si può prevedere per lui il ritorno alla normalità, all’amore ed al lavoro. La libertà totale è stata una parentesi. Il lutto è stato elaborato nel migliore dei modi, la vita continua, lo spettacolo pure (anche se il film finisce). Non è un gran finale, per un film tutt’altro che banale, il cui unico cedimento sembra essere proprio la scena di sesso che ha fatto parlare i cattolici e che, messa lì, senza alcun reale legame con quel che viene prima e quel che viene dopo, sembra motivata da discutibili esigenze di cassetta.


ciao Antonio, come te ho visto il film ma avendo letto anche il libro ti assicuro che quella scena di sesso che nel film sembra non c’entrare nulla se non per provocare proteste varie, nel libro ha un senso…come sempre un film non riesce a rendere completamente le emozioni, le sensazioni, i pensieri del protagonista come invece riesce ad esprimerli un libro, e se leggi capirai che c’è qualcosa di impercettibile ma evidente nella psiche di Pietro che poi sfocia nell’atto sessuale ( e nel libro questo occupa non meno di 2 pagine se nn erro)!
Comment by Sabrina — 25-02- 2008 @ 12:07 pm
Sì, devo dire che il film mi ha fatto venire voglia di leggere il libro. Nel film non si capisce bene cosa ha portato a quel rapporto sessuale: dopo la scena nel parco, in cui lei lo ringrazia d’averla salvata, non si dà notizia di altre relazioni tra Pietro e la donna, fino a quando lui le manda un messaggi e le dice che l’aspetta.
La scena tra l’altro non mi è sembrata brutta, né volgare, ma semplicemente fuori contesto.
Comment by antonio vigilante — 25-02- 2008 @ 12:38 pm
Antò, che bello tornare qui. Vedo che parli di Caos Calmo, ho iniziato stamattina a leggerlo. Sul senso della scena “clou” sì, ha ragione Sabrina e lo si intuisce fin dall’inizio. Il film non mi è proprio piaciuto, proprio scarso, teorico, antipatico, ma onesto, forse questo sì. Sono tornata al cinema però! E’ il secondo film che vedo, ho visto Into the wild e ho pensato che era il più bel film che avessi mai visto, nessuno si alzava più alla fine,perché non si volevano far vedere le lacrime. Un bacio. e.
Comment by elena — 27-02- 2008 @ 11:23 am
Into the Wild era il film che avrei dovuto vedere domenica; poi all’ultimo momento ho optato per quello di Grimaldi. Spero di fare ancora in tempo a vederlo.
Fammi sapere com’è il libro di Veronesi.
Un abbraccio.
Comment by antoniovigilante — 27-02- 2008 @ 7:10 pm
Into the wilde me lo sono perso e non vedo l’ora che esca in dvd, e sono sicura che mi piacerà in quanto ho capito il genere e il significato che vuole trasmettere…elena ti consiglio ” i diari della motocicletta”, che può essere il linea con questo dato che ti è piaciuto…a me ha completamente cambiato la vita
Comment by Sabrina — 27-02- 2008 @ 9:43 pm
Forse Into the wild è meglio, se non riesci scaricalo… vale la pena compiere quest’atto di illegalità.
Comment by futurbaggio — 28-02- 2008 @ 1:32 am
A me sembra uno di quei film che vale la pena di vedere al cinema. Spero che Mauro non lo tolga in settimana.
Comment by antonio vigilante — 28-02- 2008 @ 1:39 am
Il libro è orribile… per questo ho accuratamente evitato il film
Sara_1971
Comment by Anonymous — 28-02- 2008 @ 9:50 pm
Che io sappia (fonti foggiane affidabili) al Falso Movimento c’è ancora…
Comment by futurbaggio — 29-02- 2008 @ 1:28 am
no ho controllato proprio oggi, ora c’è “fine pena mai” con claudio santamaria…che pure penso meriti attenzione
Comment by Sabrina — 29-02- 2008 @ 7:21 pm
Che disdetta (ma tu non sei di Manfredonia?).
Comment by antonio vigilante — 29-02- 2008 @ 7:24 pm
si, la stessa del Gdl, dell’Arci ecc ecc
Comment by Sabrina — 01-03- 2008 @ 3:54 pm