Alemanno ha annunciato che tra i primi atti come sindaco di Roma ci sarà la visita al marito di Giovanna Reggiani. Fa bene. Farebbe bene anche a far visita a Mailat, il romeno che l’ha uccisa. Perché senza quell’omicidio, e senza la canea mediatica che ne è seguita, Alemanno non sarebbe diventato sindaco di Roma e la destra, probabilmente, non avrebbe vinto le elezioni. Farebbe bene a ringraziare anche il suo predecessore, quel Walter Veltroni che, all’indomani dell’omicidio, ha invocato leggi straordinarie sulla sicurezza, prontamente accontentato dall’osceno”pacchetto sicurezza”. Accade un fatto di cronaca come tanti. Le televisioni montano il caso, creano il mostro, indirizzano l’indignazione popolare contro un’etnia. Meccanismo collaudato, va avanti così da anni. La destra gongola: tutto lo spettacolo è a suo uso e beneficio. E la sinistra che fa? Invita a calmare i toni? A ragionare? Ricorda che la responsabilità morale e penale resta ancora individuale, e non etnica? (more…)
Sono fermamente persuaso che le nostre più profonde convinzioni religiose, politiche, estetiche risentano, molto più che delle letture che abbiamo fatto nell’età della ragione, degli spettacoli cui abbiamo assistito da piccoli - film, telefilm, cartoni animati, rappesentazioni teatrali. Solo un esempio: Gandhi legge la Bhagavad-Gita a vent’anni, ma è da bambino che assiste a spettacoli popolari sulla drammatica e avvincente storia di Harischandra, che affronta ogni sacrificio pur di restare fedele alla verità. Gandhi non sarebbe diventato il Mahatma, né Bapu, senza Harischandra. La Gita è arrivata dopo, quando l’essenziale era già stabilito.
San Giorgio era uno tosto, uno che ti smuoveva cielo e terra, che ti resuscitava morti fischiettando, che resuscitò lui stesso come niente fosse dopo che lo avevano squartato, e che rinunciò alla sua santissima testa non prima di aver ottenuto dal misericordioso Nostro Signore la morte di tutti quelli che gli volevano male. Soprattutto San Giorgio è famoso per aver soppresso il Drago. Sono belle queste immagini del Bene che vince il Male - queste Madonne che calpestano il Serpente, questi San Michele che pungolano il Diavolo, questi San Giorgio che abbattono il Drago: e non state a sentire quelli che dicono che sono anch’esse immagini violente, che il vincitore finisce per assomigliare allo sconfitto. Il bene che vince il Male ha una sua durezza, certo, ma è una durezza santa e buona. Non si pretenderà mica che il Bene sia disarmato? Qualcuno confonde il Bene con il buonismo.








