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	<title>Comments on: Davide e la biopolitica</title>
	<link>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/</link>
	<description>sblecut mundi</description>
	<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:26:31 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>by: antonio vigilante</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4718</link>
		<pubDate>Sat, 31 May 2008 15:53:03 +0100</pubDate>
		<guid>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4718</guid>
					<description>Grazie, care. Un abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Grazie, care. Un abbraccio.
</p>
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				</item>
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		<title>by: sara e dina</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4716</link>
		<pubDate>Sat, 31 May 2008 14:13:35 +0100</pubDate>
		<guid>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4716</guid>
					<description>ciao proffi.Siamo Sara Guerra e Dina Totaro della vecchia quinta E.Abbiamo appreso la notizia che riguarda il suo nipotino dai  giornali.Ci teniamo a dirle che siamo vicino a lei e il suo nipotino Davide.Speriamo che, dopo tutte queste discussioni e terapie atroci che il bimbo sta subendo, andrà tutto a buon fine. E' bruttissimo non poter fare niente per il nostro prof, che ci ha sempre aiutato con i suoi consigli stupendi.   </description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>ciao proffi.Siamo Sara Guerra e Dina Totaro della vecchia quinta E.Abbiamo appreso la notizia che riguarda il suo nipotino dai  giornali.Ci teniamo a dirle che siamo vicino a lei e il suo nipotino Davide.Speriamo che, dopo tutte queste discussioni e terapie atroci che il bimbo sta subendo, andrà tutto a buon fine. E&#8217; bruttissimo non poter fare niente per il nostro prof, che ci ha sempre aiutato con i suoi consigli stupendi.
</p>
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		<title>by: Enrico Ciccarelli</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4715</link>
		<pubDate>Sat, 31 May 2008 01:47:54 +0100</pubDate>
		<guid>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4715</guid>
					<description>Condivido lo spirito e la lettera della petizione, così come li riassumi anche in questo post. Non condivido l'equiparazione tra aborto e morte procurata o eutanasia. Il discrimine vita-non vita è certamente sfuggente e complesso, ma non credo che un feto o un embrione siano la stessa cosa di una persona vivente. La docimasia polmonare mi pare una convenzione abbastanza ragionevole. </description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Condivido lo spirito e la lettera della petizione, così come li riassumi anche in questo post. Non condivido l&#8217;equiparazione tra aborto e morte procurata o eutanasia. Il discrimine vita-non vita è certamente sfuggente e complesso, ma non credo che un feto o un embrione siano la stessa cosa di una persona vivente. La docimasia polmonare mi pare una convenzione abbastanza ragionevole.
</p>
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	<item>
		<title>by: antonio vigilante</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4714</link>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 23:49:53 +0100</pubDate>
		<guid>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4714</guid>
					<description>I genitori di Davide hanno detto molto chiaramente - l'ultima volta ieri sera a RaiTre - che, una volta riottenuta la potestà genitoriale, non si opporranno assolutamente alle cure, dal momento che il bambino reagisce bene. Ed io sono pienamente d'accordo. E' chiaro che Davide si trova a dipendere dalla decisione di qualcuno. Dipende cioè da un potere. Ora, questo potere può essere un potere impersonale nella sua razionalità tecnocratica, che persegue suoi princìpi indiffente alle situazioni e alle persone, o può essere qualcosa d'altro. Per la prima soluzione mi sembra che si possa legittimamente parlare di biopolitica (tu preferisci parlare di &quot;disumanità dei pubblici poteri&quot;: il concetto non è troppo diverso). La seconda via è quella di una discussione aperta e onesta, nella quale i diritti dei genitori (perché i genitori hanno diritti) si incontrano con le conoscenze dei tecnici. E' questo che si rivendica. Non un diritto dei genitori a dire sì o no, ma il loro diritto ad essere ascoltati e partecipare alle decisioni che riguardano la sorte di loro figlio. Non penso che i figli appartengano ai genitori. Ma non appartengono nemmeno ai medici. Il problema di &quot;decidere la morte di un'altra persona&quot; è molto complesso. I medici normalemente consigliano alle donne di abortire, quando la gravidanza incontra problemi come l'oligoidramnios.  Anche in questo caso si tratta di decidere la morte di un'altra persona. Quel feto potrebbe nascere. Potrebbe avere proprio la sindrome di Potter - e morire entro due ore, o sopravvivere come Davide. Se, come dici tu, non è mai lecito prendere decisioni che comportino la morte di un'altra persona, allora non bisognerebbe mai ricorrere all'aborto terapeutico. Eppure lo si fa senza grossi problemi etici. Lo si fa per impedire di mettere al mondo una persona la cui vita sarebbe assolutamente infelice. Che cambia quando il bambino è nato? Le cose, anzi, sarebbero ancora più gravi, nel caso dell'aborto. Perché nel secondo caso si tratta solo di non mettere in atto cure che con ogni probabilità non possono avere alcun successo terapeutico; nel primo caso, si tratta di un intervento attivo: si tratta di uccidere.
Su &lt;i&gt;Micromega&lt;/i&gt; la neonatologa Maria Serenella Pignotti nota che la sindrome di Potter è tra le malformazioni che l'OMS considera&quot;incompatibili con la vita per le quali la rianimazione non deve essere intrapresa o le cure intensive devono essere interrotte perché configurerebbero solo un atto di accanimento terapeutico&quot;. Scrive ancora: &quot;A mia conoscenza, non vi sono casi di sindromi di Potter rianimate, dializzate, trapiantate e quindi sopravvissute. Per questo motivo, l’OMS suggerisce la non rianimazione alla nascita. Questo non significa che i neonati non debbano esser curati, ma che per loro sono indicate le cure palliative, scelta terapeutica con la stessa dignità delle cure intensive. Parte integrante del trattamento diventa anche la cura della famiglia prestando ascolto e dando assoluta priorità ai desideri dei genitori. Tali concetti fanno parte del patrimonio culturale dei neonatologi di tutto il mondo e sono espressi nelle linee guida per la rianimazione neonatale (ILCOR) che sono la base del nostro comportamento assistenziale, sono ribadite da insigni studiosi (Leuthner S 2004, Avery 2004, per citarne due). Il parere dei genitori, se palesemente in contrasto con i diritti del figlio, può esser saltato solo di fronte a terapie salva-vita, non certo a tentativi sperimentali.&quot; (http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-morte-della-compassione/).</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>I genitori di Davide hanno detto molto chiaramente - l&#8217;ultima volta ieri sera a RaiTre - che, una volta riottenuta la potestà genitoriale, non si opporranno assolutamente alle cure, dal momento che il bambino reagisce bene. Ed io sono pienamente d&#8217;accordo. E&#8217; chiaro che Davide si trova a dipendere dalla decisione di qualcuno. Dipende cioè da un potere. Ora, questo potere può essere un potere impersonale nella sua razionalità tecnocratica, che persegue suoi princìpi indiffente alle situazioni e alle persone, o può essere qualcosa d&#8217;altro. Per la prima soluzione mi sembra che si possa legittimamente parlare di biopolitica (tu preferisci parlare di &#8220;disumanità dei pubblici poteri&#8221;: il concetto non è troppo diverso). La seconda via è quella di una discussione aperta e onesta, nella quale i diritti dei genitori (perché i genitori hanno diritti) si incontrano con le conoscenze dei tecnici. E&#8217; questo che si rivendica. Non un diritto dei genitori a dire sì o no, ma il loro diritto ad essere ascoltati e partecipare alle decisioni che riguardano la sorte di loro figlio. Non penso che i figli appartengano ai genitori. Ma non appartengono nemmeno ai medici. Il problema di &#8220;decidere la morte di un&#8217;altra persona&#8221; è molto complesso. I medici normalemente consigliano alle donne di abortire, quando la gravidanza incontra problemi come l&#8217;oligoidramnios.  Anche in questo caso si tratta di decidere la morte di un&#8217;altra persona. Quel feto potrebbe nascere. Potrebbe avere proprio la sindrome di Potter - e morire entro due ore, o sopravvivere come Davide. Se, come dici tu, non è mai lecito prendere decisioni che comportino la morte di un&#8217;altra persona, allora non bisognerebbe mai ricorrere all&#8217;aborto terapeutico. Eppure lo si fa senza grossi problemi etici. Lo si fa per impedire di mettere al mondo una persona la cui vita sarebbe assolutamente infelice. Che cambia quando il bambino è nato? Le cose, anzi, sarebbero ancora più gravi, nel caso dell&#8217;aborto. Perché nel secondo caso si tratta solo di non mettere in atto cure che con ogni probabilità non possono avere alcun successo terapeutico; nel primo caso, si tratta di un intervento attivo: si tratta di uccidere.<br />
Su <i>Micromega</i> la neonatologa Maria Serenella Pignotti nota che la sindrome di Potter è tra le malformazioni che l&#8217;OMS considera&#8221;incompatibili con la vita per le quali la rianimazione non deve essere intrapresa o le cure intensive devono essere interrotte perché configurerebbero solo un atto di accanimento terapeutico&#8221;. Scrive ancora: &#8220;A mia conoscenza, non vi sono casi di sindromi di Potter rianimate, dializzate, trapiantate e quindi sopravvissute. Per questo motivo, l’OMS suggerisce la non rianimazione alla nascita. Questo non significa che i neonati non debbano esser curati, ma che per loro sono indicate le cure palliative, scelta terapeutica con la stessa dignità delle cure intensive. Parte integrante del trattamento diventa anche la cura della famiglia prestando ascolto e dando assoluta priorità ai desideri dei genitori. Tali concetti fanno parte del patrimonio culturale dei neonatologi di tutto il mondo e sono espressi nelle linee guida per la rianimazione neonatale (ILCOR) che sono la base del nostro comportamento assistenziale, sono ribadite da insigni studiosi (Leuthner S 2004, Avery 2004, per citarne due). Il parere dei genitori, se palesemente in contrasto con i diritti del figlio, può esser saltato solo di fronte a terapie salva-vita, non certo a tentativi sperimentali.&#8221; (http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-morte-della-compassione/).
</p>
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	<item>
		<title>by: Ortica</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4713</link>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 21:39:11 +0100</pubDate>
		<guid>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4713</guid>
					<description>&lt;strong&gt;Davide e la biopolitica&lt;/strong&gt;

Continua purtroppo l'odissea del piccolo Davide... Dal blog di Antonio Vigilante  Il dottor Depalo, direttore dell&amp;rsquo;unit&amp;agrave; che ha in cura Davide, sprizza ottimismo. Intervistato da , dice che si tratta solo di attendere che il bimbo cresca, </description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>Davide e la biopolitica</strong></p>
	<p>Continua purtroppo l&#8217;odissea del piccolo Davide&#8230; Dal blog di Antonio Vigilante  Il dottor Depalo, direttore dell&rsquo;unit&agrave; che ha in cura Davide, sprizza ottimismo. Intervistato da , dice che si tratta solo di attendere che il bimbo cresca,
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: Enrico Ciccarelli</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4712</link>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 17:57:32 +0100</pubDate>
		<guid>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4712</guid>
					<description>Chiedo scusa se intervengo in questo sito. Mi trovo d'accordo con la petizione e con l'ultimo commento di Antonio, e trovo anche interessanti le osservazioni di Foucault. Continuo a pensare, tuttavia, che ci sono forti elementi di rischio in questa discussione. A cominciare da quello che la discussione si trasformi, da quella sul sopruso compiuto in danno di genitori doppiamente vittime (della crudeltà del caso e della disumanità dei pubblici poteri) a quella su un ipotetico diritto dei genitori a decidere che Davide può &quot;crepare in pace&quot;. Stiamo parlando di un bambino vivo, capace di respirazione autonoma (nella quasi totalità degli ordinamenti giuridici è con questo requisito che si definisce la venuta ad esistenza). E' vero che le sue possibilità di sopravvivenza sono minime, ed è altrettanto vero che le terapie che affronta sono dolorose; ma non mi pare che nei fatti esistano alternative ragionevoli e praticabili. Non è nelle mie possibilità vivere davvero lo strazio di quei due genitori, che però non faccio fatica ad immaginare. Solo che non credo che questo ci autorizzi a non fare tutto il possibile per ritardare il più possibile una morte atroce. Con tutto l'orrore per la biopolitica, penso che il potere di decidere la morte di un'altra persona non possa essere conferito a nessun essere umano.  </description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Chiedo scusa se intervengo in questo sito. Mi trovo d&#8217;accordo con la petizione e con l&#8217;ultimo commento di Antonio, e trovo anche interessanti le osservazioni di Foucault. Continuo a pensare, tuttavia, che ci sono forti elementi di rischio in questa discussione. A cominciare da quello che la discussione si trasformi, da quella sul sopruso compiuto in danno di genitori doppiamente vittime (della crudeltà del caso e della disumanità dei pubblici poteri) a quella su un ipotetico diritto dei genitori a decidere che Davide può &#8220;crepare in pace&#8221;. Stiamo parlando di un bambino vivo, capace di respirazione autonoma (nella quasi totalità degli ordinamenti giuridici è con questo requisito che si definisce la venuta ad esistenza). E&#8217; vero che le sue possibilità di sopravvivenza sono minime, ed è altrettanto vero che le terapie che affronta sono dolorose; ma non mi pare che nei fatti esistano alternative ragionevoli e praticabili. Non è nelle mie possibilità vivere davvero lo strazio di quei due genitori, che però non faccio fatica ad immaginare. Solo che non credo che questo ci autorizzi a non fare tutto il possibile per ritardare il più possibile una morte atroce. Con tutto l&#8217;orrore per la biopolitica, penso che il potere di decidere la morte di un&#8217;altra persona non possa essere conferito a nessun essere umano.
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: antonio vigilante</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4711</link>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 16:01:01 +0100</pubDate>
		<guid>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4711</guid>
					<description>macs, i problemi decisionali sono complessi, &quot;mal definiti&quot;, come si dice, perché non sono presenti tutti gli elementi necessari per risolverli. Una persona responsabile prima di prendere una decisione dalla quale dipende il futuro di un'altra persona - anzi, la vita stessa di quella persona - si premura di acquisire la maggior quantità di informazioni possibili. Questo non vuol dire non decidere. Vuol dire decidere responsabilmente, a ragion veduta. Qualche ora di tempo non avrebbe cambiato nulla: il coinvolgimento del Tribunale per i Minori, per quanto avvenuto con la massima urgenza, ha fatto comunque perdere più tempo di quanto non ne avrebbe fatto perdere il coinvolgimento dei genitori. Sarebbe stato sufficiente convocare per il giorno dopo il Comitato etico dell'ospedale e discutere della cosa insieme ai genitori.
 </description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>macs, i problemi decisionali sono complessi, &#8220;mal definiti&#8221;, come si dice, perché non sono presenti tutti gli elementi necessari per risolverli. Una persona responsabile prima di prendere una decisione dalla quale dipende il futuro di un&#8217;altra persona - anzi, la vita stessa di quella persona - si premura di acquisire la maggior quantità di informazioni possibili. Questo non vuol dire non decidere. Vuol dire decidere responsabilmente, a ragion veduta. Qualche ora di tempo non avrebbe cambiato nulla: il coinvolgimento del Tribunale per i Minori, per quanto avvenuto con la massima urgenza, ha fatto comunque perdere più tempo di quanto non ne avrebbe fatto perdere il coinvolgimento dei genitori. Sarebbe stato sufficiente convocare per il giorno dopo il Comitato etico dell&#8217;ospedale e discutere della cosa insieme ai genitori.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Gianni Franchini</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4709</link>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 12:40:30 +0100</pubDate>
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					<description>&quot;Quello che non capisci è che se i genitori si sono rifiutati di prendere una decisione in presenza di un’emergenza, qualcuno ha dovuto farlo per loro&quot;. 
Ed è esattamente questa la biopolitica. Che a me fa orrore. Punto. </description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>&#8220;Quello che non capisci è che se i genitori si sono rifiutati di prendere una decisione in presenza di un’emergenza, qualcuno ha dovuto farlo per loro&#8221;.<br />
Ed è esattamente questa la biopolitica. Che a me fa orrore. Punto.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: macs</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4708</link>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 10:37:08 +0100</pubDate>
		<guid>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4708</guid>
					<description>Quello che non capisci è che se i genitori si sono rifiutati di prendere una decisione in presenza di un'emergenza, qualcuno ha dovuto farlo per loro. I medici non si sono sostituiti ai genitori nella scelta semplicemente perchè i genitori NON hanno scelto. O meglio, hanno scelto di non scegliere. Per il resto, considero il tuo post una farneticazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Quello che non capisci è che se i genitori si sono rifiutati di prendere una decisione in presenza di un&#8217;emergenza, qualcuno ha dovuto farlo per loro. I medici non si sono sostituiti ai genitori nella scelta semplicemente perchè i genitori NON hanno scelto. O meglio, hanno scelto di non scegliere. Per il resto, considero il tuo post una farneticazione.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: maurizio</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4703</link>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 18:18:58 +0100</pubDate>
		<guid>http://minimokarma.blogsome.com/2008/05/29/davide-e-la-biopolitica/#comment-4703</guid>
					<description>Caro Antonio, vorrei segnalarti che sul sito dell'Ansa ho trovato la notizia che riguarda il piccolo Davide: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_77061811.html
Sono sempre solidale con voi. 
Un abbraccio
</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Caro Antonio, vorrei segnalarti che sul sito dell&#8217;Ansa ho trovato la notizia che riguarda il piccolo Davide: <a >http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_77061811.html</a><br />
Sono sempre solidale con voi.<br />
Un abbraccio
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
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