Ai genitori di Davide è stata restituità la potestà genitoriale. Con qualche limitazione. Il Tribunale, leggo, “ha prescritto ai genitori di Davide di ‘continuare a prestare la massima collaborazione nei confronti dei sanitari aderendo a tutte le indicazioni che saranno loro impartite, con l´avvertenza che in caso di inottemperanza potranno essere adottati nuovamente nei loro confronti provvedimenti limitativi della potestà genitoriale”. All’avvocato Vaira, legale dei genitori, queste sembrano “formule di stile che non aggiungono nulla”. A me sembra che invece aggiungano, anzi tolgano molto. Secondo il provvedimento, spetta ai medici impartire indicazioni. Espressione ossimorica: si impartiscono degli ordini, non delle indicazioni. E che si tratti di ordini, lo si capisce dal resto. I genitori non possono che adeguarsi alle indicazioni. In caso contrario, verrà di nuovo tolta loro la potestà genitoriale. Tradotto, tutto ciò vuol dire: obbedite ai medici, altrimenti quello che vi abbiamo fatto ve lo facciamo di nuovo. Non so come si possa parlare di giustizia fatta, quando un tribunale che ha preso un provvedimento che molti - almeno le quasi duemila persone che hanno firmato la petizione - ritengono ingiusto minaccia di reiterarlo al verificarsi delle stesse condizioni. Non so come si possa essere soddisfatti di fronte ad un provvedimento che contiene una evidente infantilizzazione dei genitori di Davide. Né comprendo in cosa consista, esattamente, la potestà genitoriale, se ai genitori non resta che adeguarsi passivamente agli ordini dei medici.
Nella mia petizione chiedevo che venisse riconosciuto ai genitori di Davide “il diritto di dire la loro sul futuro di loro figlio e sui trattamenti medici cui sottoporlo”. La mia idea è che decisioni gravi come quelle riguardanti le terapie di un bimbo in condizioni critiche non possano che nascere dalla discussione e dal confronto tra tre parti: i genitori del bambino, il Comitato etico e i medici. Il provvedimento del Tribunale per i Minori esclude espressamente i genitori da qualsiasi ruolo nella decisione sulle cure e sulla loro eventuale sospensione, in caso di peggioramento del quadro clinico. Nessun diritto di dire la loro. Nessuna discussione. La salute e il futuro di Davide sono affare esclusivo dei tecnici.
Scrivo queste righe a titolo strettamente personale, per chiarire la mia posizione di autore della petizione, e senza alcun intento di avviare polemiche. Di Davide si è parlato anche troppo: è giunto il momento che la sua torni ad essere una dolorosissima storia privata. Una storia con una sua morale. Ognuno giudichi da sé se si tratta di una morale rassicurante o inquietante.
Aggiornamento
Ho letto il provvedimento, che è disponibile nel sito dell’ADUC. C’è un curioso lapsus. Dice: “prescrive ai genitori di continuare a prestare la massima collaborazione nei confronti dei sanitari aderendo a tutele indicazioni che saranno loro impartite…”


L’importante è che mamma Rita e papà Massimo siano stati giustamente riaffidati al loro ruolo di genitori. Credo che polemiche ulteriori sarebbero sterili e dannose per la loro serenità, indispensabile a poter dignitosamente affrontare tutti i doveri concernenti la cura responsabile del loro bimbo. Auguro perciò loro tanta forza e coraggio!
Comment by antonietta pistone — 02-06- 2008 @ 9:58 am
Antonietta, per come la itnerpreto io il problema è proprio che ai genitori di Davide è stata restituita la potestà a pattio che aderiscano alle decisioni dei medici, ovverosia hanno la potestà di NON decidere.
Comment by Typesetter — 02-06- 2008 @ 7:00 pm
Una patria potestà “svuotata”, direbbe il Calibano, Piergiorgio. L’unica cosa che spero che ci sia qualcuno dell’equipe medica che giornalmente informi i genitori e li sostenga nella loro sofferenza. Lo so come si sta quando si è in attesa davanti a una sala di terapia intensiva. Un abbraccio a tutti. Mina
Comment by Mina — 02-06- 2008 @ 7:19 pm
Vacua potestà
Finalmente una buona notizia per i genitori del piccolo Davide. Dal blog di Antonio Vigilante Ai genitori di Davide è stata restituità la potestà genitoriale. Con qualche limitazione. Il Tribunale, leggo, “ha prescritto ai g
Trackback by Ortica — 02-06- 2008 @ 9:58 pm
Al giudizio della collega dell’Aduc aggiungo qualche breve considerazione.
Se l’ OMS qualifica come ”incompatibile con la vita” la sindrome da cui è affetto il piccolo Davide, non mi pare si possano ritenere giuridicamente coercibili delle terapie - quali trattamenti dialitici, trasfusioni, ed eventuali intubamenti - poste in atto al dichiarato scopo di “garantire la sopravvivenza” - come esplicitamente si esprimono i giudici minorili. Non essendo purtroppo configurabile-a giudizio della comunità scientifica internazionale- né la salvezza della vita, né un suo prolungamento oltre un tristemente effimero lasso di tempo e non essendo scientificamente raggiungibile l’età idonea al trapianto del rene, le attività terapeutiche finalizzate al raggiungimento questi scopi mi pare debbano ritenersi di tipo ”terapeutico sperimentale”, perciò legittime solo in presenza del consenso e certamente non coercibili alla luce dell’ordinamento giuridico.
Un ipotetico dissenso a intubamento e rianimazioni (che, secondo l’OSM, non devono essere attuate) non mi pare quindi atto ad integrare il requisito del grave pregiudizio per il minore, richiesto dall’art 330 c.c. per la revoca della potestà genitoriale, questo dovendosi invece a mio modesto avviso rinvenire - alla luce della ratio della norma- nel diverso caso dell’eventuale rifiuto, (mai venuto in questione nel caso di specie), di terapie di tipo analgesico e/o in generale volte al ben diverso scopo di attutire la sofferenza del piccolo, in applicazione delle leges dell’ars medica attualmente conosciute.
M. Ludovica De Dominicis
Comment by M. Ludovica De Dominicis — 04-06- 2008 @ 3:50 pm
che ipocrisia e che crudeltà! prima fanno tutta una becera retorica sul primato della famiglia, poi tolgono facoltà decisionali a coloro che dovrebbero essere i primi tutori dei minori, mettendoli a loro volta SOTTO TUTELA, naturalmente in nome della “difesa della vita”; sono veramente indignata
Comment by antoniadess — 09-06- 2008 @ 2:31 pm
Non ce l’ho fatta
Non ce l’ho fatta a ignorare, come si dovrebbe, Luca Volonté. Sicché vi linko il suo impeccabile articolo su , ma poi anche l’incredbile cinismo dell’onorevole Volonté, post di Antonio Vigilante, che conosce la vicenda. (grazie a b
Trackback by Azioneparallela — 10-06- 2008 @ 11:04 am