Io mi do in balia di tutte le creature. Mi colpiscano pure, mi oltraggino, mi coprano di polvere! Giochino pure col mio corpo, lo deridano, ci si divertano. Io ho dato loro il mio corpo e tutto il resto mi è indifferente […] Io voglio essere un protettore per coloro che non ne hanno, una guida per i viandanti, un battello, un ponte, un passaggio per coloro che vogliono raggiungere l’altra riva, una lampada per chi ha bisogno di lampada, un giaciglio per chi ha bisogno d’un giaciglio, uno schiavo per chi ha bisogno di schiavi, la pietra delle meraviglie, il vaso dell’abbondanza, una formula magica, un’erba che guarisce, l’albero dei desideri, la vacca dell’abbondanza.
Shantideva, Bodhicaryavatara, III, 12-19, trad. R. Gnoli.







Mi commuovo sempre quando rileggo il Bodhisattvacaryavatara. Non è l’altruismo comunemente inteso, ma la perfetta compassione.
Grazie.
Comment by Maurizio — 07-10- 2008 @ 11:03 pm