Entro. Sono tutte alla finestra, urlano qualcosa contro non so chi. Le invito a sedersi, niente. Mi tocca aumentare il tono della voce, per ottenere che si decidano a sedersi. Ma la finestra è una tentazione irresistibile. Di là giungono parole, e occorre rispondere. Qualcuna non resiste e torna alla finestra a urlare i suoi insulti. Mi occorre un po’ per comprendere la situazione. Dall’altra parte del cortile si affaccia la finestra di un’altra prima. E tra le due prime c’è odio. “Ci hanno detto che siamo puttane”, dice un’alunna. “Quando mi dicono che sono una puttana io mi incazzo. Mi basterebbe chiamare due che conosco io, e in questa scuola succede il finimondo”, aggiunge.
L’ora successiva ho lezione nell’altra prima. Ho ancora il quadernetto che ho usato per le verifiche nell’altra classe. Quando lo vedono, ostentano disgusto. Ostentano odio. Hanno solo quattordici anni, e ostentano odio. Sbavano come cani tenuti alla catena, che bramano la libertà di mordere.
Arriva un momento in cui la tentazione di urlare “ma andatevene al diavolo”, di sbattere la porta e uscire per sempre dalla scuola è così forte, che per resisterle devi farti davvero violenza. E star male.







Assisti a turpiloqui, ti ignorano, reprimi violenza, ti fai violenza e poi stai male?!? Naaaaaaaa: cambia tattica. Avresti dovuto fare una lezione sull’esser PUTTANA… l’orgoglio di esserlo.
Comment by meretrice — 24-10- 2008 @ 4:26 pm
Gentile Vigilante,
leggendo questo post non saprei dire se richieda più sforzi di mediazione e di autocontrollo il suo lavoro o quello del suo omonimo che lavora in Africa per le Nazioni Unite.
Comment by pd — 25-10- 2008 @ 2:36 pm
Questa mattina ho parlato con loro. La prossima settimana faremo un incontro di mediazione con due alunne per classe. Se trascendono, minaccerò di ricorrere al mio omonimo dell’ONU.
Comment by antonio vigilante — 25-10- 2008 @ 6:05 pm
Una persona a me vicina, ieri, in una scuola media del Polesine, è stata minacciata da due studenti ripententi, di 16 anni, che si sono fatti avanti inarcando la schiena come fanno i gatti e rispondendo alla sua nota disciplinare con un “facciamo i conti fuori”. E’ la sua prima esperienza nella scuola e oggi aveva paura di tornare in quella classe, anzi, mi ha detto che non ci sarebbe più entrata.
Comment by ga — 29-10- 2008 @ 1:07 pm
Invece la mediazione, questa mattina, è andata piuttosto bene. Temevo che si picchiassero, e invece hanno parlato piuttosto civilmente, ed alla fine la tensione si è stemperata.
Comment by antonio vigilante — 29-10- 2008 @ 3:14 pm
Antonio Vigilante ha scritto:
Invece la mediazione, questa mattina, è andata piuttosto bene. Temevo che si picchiassero, e invece hanno parlato piuttosto civilmente, ed alla fine la tensione si è stemperata.
…beh, mi pare un risultato eccellente: prudentemente, seguendo i dettami delle correnti linee guida in tema di “conflict resolution”, sono passato a verificare la situazione dopo l’intervallo minimo canonico di due settimane, ma vedo che già è riuscito a portare il problema a soluzione o, comunque, a una tregua. Il che è meglio di quanto in genere si possa dire per le mediazioni delle Nazioni Unite…
Comment by pd — 14-11- 2008 @ 12:16 pm
In effetti quel conflitto è stato superato, due giorni fa due alunne di una classe sono anche andate a chiedere scusa all’altra. Ma ne è sorto uno anche più greve: le alunne di una delle due classi stanno perseguitando la compagna ritenuta colpevole - non del tutto a torto - di aver causato il conflitto con l’altra classe. La prossima settimana faremo degli incontri per discutere della situazione, alla presenza di uno psicoterapeuta. In altri casi simili è servito.
Comment by antonio vigilante — 14-11- 2008 @ 3:29 pm