Cristianesimo, Chiesa

“Chiediamo al Signore di toccare il cuore di coloro che si illudono che questa sia la via per risolvere i problemi locali o internazionali”, ha detto oggi papa Ratzinger commentando le stragi in India e in Nigeria. Ora, se il papa lo chiede, vuol dire che è possibile. Che si può fare. Che Dio può toccare il cuore degli uomini affinché facciano il bene invece che il male. Che li illumini. Vuol dire che ciò non va contro il libero arbitrio dell’uomo. Ma perché, allora, Auschwitz? Se Dio può toccare il cuore degli uomini, ascoltando le preghiere, perché non ha ascoltato le preghiere delle vittime del nazismo, perché non ha illuminato Hitler? Si risponde: Dio non avrebbe potuto, perché se lo avesse fatto non avrebbe rispettato il libero arbitrio dell’uomo. Ma il papa prega Dio di toccare i cuori degli uomini, e questo vuol dire che lui stesso, che è il capo della Chiesa, sa che un intervento di Dio nella storia, sia pure nella forma leggera della illuminazione dei cuori, non è in contrasto con i principi della fede cristiana e cattolica. Resta l’altra risposta alla domanda sul perché di Auschwitz, quella che fa ricorso al mistero imperscrutabile della volontà di Dio. Ma, se tale volontà è imperscrutabile, che senso ha pregare? Chi può escludere che le vittime innocenti in India e in Nigeria non rientrino nell’imperscrutabile piano di Dio? In ogni caso pregare - almeno nel senso di chiedere - è inutile.

Pubblicato il 30-11- 2008 1:45 pm | Commenti (2) |
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Diario

“E’ arrivato il momento di cambiare”, dice una e-mail di spam. Suono di pianoforte e di khora nella penombra del mio studio. Quando sono arrivato qui, dal balcone dello studio si sorprendeva la nudità del Gargano. Ora non ne resta più che un lembo, oltre i nuovi palazzi. Sento sulle spalle e lungo la schiena la carezza gentile del freddo. In gola la sensazione del tempo che passa, la delusione per la domanda senza risposta, la paura del futuro.
Al mattino, prima che il copione venga caricato, prima che il sistema cominci a funzionare, mi prende un momento di smarrimento. In quel momento, come una lama luccica la possibiltà di altro. Pensarci su è come stringere nel pugno l’acqua del mare. Resta appena il sapore - l’amore - di una liberazione possibile, appena sotto la soglia della quotidianità.

Pubblicato il 28-11- 2008 7:51 am | Commenti (1) |
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Ballate ed altri versi

Stretto all’angolo, triste, accartocciato,
fragile incerto tremante perplesso
me ne stavo, abbattuto desolato
nemico d’ogni cosa e di me stesso.
Se il corrotto la troia e il parassita
trionfano, che senso ha questa vita?

Sono domande, queste, mica cazzi.
Chi sono?, mi chiedevo. Dove vado?
Esisto senza i flash dei paparazzi?
Posso vivere senza un qualche grado?
Dopo una canna, scossa la mia flemma
mi decisi a risolvere il dilemma. (more…)

Pubblicato il 23-11- 2008 5:14 pm | Commenti (11) |
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Catalogo delle idiozie

L’altra forma di identificazione è quando l’amore è rivolto direttamente verso il piano universale: per esempio i crociati, i cavalieri del Santo Graal, o coloro che nell’epoca moderna hanno consegnato la loro vita alla scoperta di una verità scientifica, i prigionieri di una vocazione religiosa, intellettuale o storica, giacché vocazione è amore, aspirazione a entrare in intimità con qualcosa di universale e di trascendente.

Maria Zambrano, Persona e democrazia, Bruno Mondadori, Milano 2000, p. 91.

Pubblicato il 22-11- 2008 10:26 pm | Commenta questo post (0) |
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Diario

مـــن مـــلـــك عــــقـــلــي رهـــيـــن

Pubblicato il 6:26 pm | Commenti (1) |
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Tophet

Seguendo un link nel blog di Valeria, ho trovato l’archivio degli articoli di Repubblica riguardanti Foggia. Ecco le ultime notizie:

Guerra tra clan a Foggia Tre agguati in quattro giorni
Foggia, psicopatico uccide donna “E’ stata la prima che ho incontrato”
Foggia, la mafia dei funerali voleva uccidere un magistrato (more…)

Pubblicato il 18-11- 2008 7:42 pm | Commenti (13) |
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Note di apprendistato

Ogni essere umano, dice Ratzinger, “ha valore in se stesso, perché creato ad immagine di Dio, ai cui occhi è tanto più prezioso, quanto più appare debole allo sguardo dell’uomo”. Ma: se l’uomo ha valore in sé stesso, nulla importa che sia creato ad immagine di Dio; in questo caso l’uomo ha valore non in sé stesso, ma perché rimanda ad altro. E’ come dire che un quadro ha valore in sé stesso, perché è stato fatto da Picasso. Se ha valore in sé stesso, nulla rileva che sia stato fatto da Picasso. (more…)

Pubblicato il 16-11- 2008 6:56 pm | Commenti (1) |
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Buddhadhamma

L’annotazione del 27 ottobre su kamma e bodhicitta era troppo sintetica e frettolosa perché potesse venir compreso il movimento di pensiero sottostante: a volte uso il blog come un taccuino, sul quale mi limito a fissare in modo essenziale cose che mi passano per la mente, e sulle quali devo tornare con calma. Ringraziando Maurizio e Gianni de Martino per i commenti - in particolare il secondo per una vera e propria lezione su bodhicitta - provo a spiegare a cosa pensavo.
Molti anni fa, in un saggio dimenticato, Giuseppe Rensi affermava che non è corretto ricondurre il pensiero schopenhaueriano al Vedanta, ma bisogna piuttosto notare l’affinità con il buddhismo. Il Vedanta, per il quale al fondo delle cose v’è “un’essenza eminentemente razionale, luminosa, divina”(1), è affine piuttosto all’hegelismo ed alla sua affermazione della razionalità del reale. C’è invece un’aria di famiglia, diciamo così, tra la Volontà schopenhaueriana e la brama buddhistica materiata di ignoranza cui è legato il ciclo delle esistenze. Oggi si direbbe che Rensi sfonda una porta aperta, ma ai suoi tempi la sua interpretazione aveva qualche finezza. Ora, c’è un problema che riguarda il pensiero di Schopenhauer. Se al fondo delle cose c’è la Volontà, come si spiega che alcuni uomini, attraverso i mezzi dell’etica, dell’estetica e dell’ascesi, vogliano e possano sottrarsi alla Volontà? L’immagine del barone di Munchausen, che si tira fuori dalla palude prendendosi per i capelli, può sovrapporsi a quella dell’asceta, cascato nella palude del mondo e tuttavia capace, con le sue sole forze, di uscirne. Si pone una questione squisitamente metafisica: la Volontà non può essere messa in scacco, se non c’è un principio altro dalla Volontà stessa, o se la Volontà stessa non contiene in sé, in qualche modo, il principio della sua dissoluzione. (more…)

Pubblicato il 10-11- 2008 1:12 pm | Commenti (248) |
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Cose così

Non ho voglia di scrivere, di dire, di dirmi. Sono in uno dei quei momenti in cui mi sembra che scrivere o parlare - scrivere o parlare di - sia un modo arrogante per imporsi alle cose, per imprimere sugli eventi il sigillo della propria interpretazione, il marchio del proprio io: per intaccare almeno un po’ l’ingranaggio della storia e del tempo che ci scorre accanto. Dico, dunque sono. Mi piacerebbe trovare, prima o poi, una parola non sporcata dall’io, una parola libera da me, benché detta da me. Nel frattempo, preferisco ascoltare. Archivio le frasi della gente, le parole sputate dalla bocca delle gente, i discorsi che procedono imperiosi emanando dalla pelle della gente, le parole-dolore che scivolano giù dagli occhi della gente. Registro, archivio, prendo nota.
Ascolto. Su, dite.

Pubblicato il 06-11- 2008 11:59 pm | Commenti (8) |
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Note di apprendistato

પેર મોલ્તો તેમ્પો ઇઓ નોન હો અવુતો અલ્કુન ઇન્તેરેસ્સે પેર ઇલ સેસ્સો. ંિ વેર્ગોગ્નવો દિ અવેરે ઉન કોર્પો, એદ ઇન્સેગુઇવો ઉન ઇદેઅલે દિ પુરેઝ્ઝ અસ્કેતિક; qુએલ્લ’ઇદેઅલે ચે મિ હ પોર્તતો અ દિવેન્તરે વેગેતરિઅનો, દિકિઓત્તો અન્નિ ફ. ઃો અવુતો ઇલ મિઓ પ્રિમો રપ્પોર્તો સેસ્સુઅલે અ વેન્તિનોવે અન્નિ.
Qુએસ્તો પેર દિરે ચે ઇલ મિઓ પુન્તો દિ વિસ્ત નોન પુઓ’ એસ્સેરે, કોન ઓગ્નિ એવિદેન્ઝ, કોન્સિદેરતો “ઇલ પુન્તો દિ વિસ્ત મસ્ચિલે”, એ કોન મોલ્ત પ્રોબબિલિત’ એ’ સોલો ઇલ પુન્તો દિ વિસ્ત દિ ઉન પેર્સોન કોન સ્કર્સ એસ્પેરિએન્ઝ: ચે નોન હ કપિતો બેને કોમે ફુન્ઝિઓન લ કોસ. આગ્ગિઉન્ગિ ચે ફોર્સે ક’એ’ ઉન પો’ દિ અસ્ત્રઝિઓને, દિ વોગ્લિઅ દિ તેઓરિઝ્ઝરે. (more…)

Pubblicato il 02-11- 2008 3:46 pm | Commenti (7) |
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(c) 2003-2011 Antonio Vigilante
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