minimo karma    retomar o pedaço que falta

Diario antitaliano

“Abbiamo poche certezze in questo paese, non ci togliete anche lo zampone e il cotechino”, dice la presentatrice con la massima serietà.
Io una certezza ce l’avrei.

Pubblicato il 31-12- 2008 9:44 pm | Commenta questo post (0) |
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Note di apprendistato, Chiesa

Nel novembre del ‘98 scrissi al parroco della chiesa in cui sono stato battezzato, mandando la lettera per conoscenza anche all’allora arcivescovo di Foggia, monsignor Casale.

Egregio Sig. Parroco,
pur essendo stato battezzato secondo il rito cattolico nella parrocchia da Lei diretta pochi giorni dopo la mia nascita (avvenuta il 23 dicembre 1971), da molti anni ormai non mi considero più credente, non mi riconosco nelle attività, nei princìpi e nei fini della Chiesa cattolica, ho una concezione del mondo laica, non riconducibile a quella cristiana e lontanissima da quella cattolica.
“La capacità e la scelta di affidare se stessi e la propria vita a un’altra persona costituiscono certamente uno degli atti antropologicamente più significativi ed espressivi”, ha scritto recentemente Giovanni Paolo II nella enciclica Fides et Ratio (par. 33). Io sono convinto del contrario. Nell’ “abbandono fiducioso” a persone che si fanno garanti della verità credo che l’uomo svilisca la propria passione per la verità. Non riuscirei ad affidare me stesso ad una istituzione religiosa nemmeno se credessi in Dio (e si badi che il Pontefice parla di “scelta”).
In considerazione di ciò, chiedo che venga formalizzata la mia non appartenenza alla Chiesa cattolica, attraverso la cancellazione del mio nominativo dagli archivi parrocchiali.
Faccio presente che la legge 675 del 31/12/1996 consente di tutelare i dati personali chiedendo ad Enti ed Associazioni la cancellazione di essi, con particolare riferimento ai dati “sensibili”, riguardanti cioè le convinzioni personali.

(more…)

Pubblicato il 10:54 am | Commenti (4) |
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Note di apprendistato

La rete mi restituisce, in una delle mie passeggiate senza meta precisa, questo commento ad un mio vecchio post sul cattolicesimo, segnalato da OkNotizie:

Carissimo amico che hai scritto i buoni motivi per non essere cristiano ti invito, visto che sei così acuto, sensibile e di rara cultura di farla te una religione… e vedrai quanti buoni motivi usciranno per non Esserci!Sul fatto che la Chiesa abbia sbagliato siamo d’accordo.. e tu che giudichi e punti il dito non sbagli mai? Io sono Cristiano non perchè non vedo gli sbagli della Chiesa ma perchè vivo il Cristianesimo come risposta alle mie necessità (come un bicchiere d’acqua per un assetato) e questo è il mio motivo per non essere Ateo. Quindi la mia provocazione è questa: volete essere atei? Fatelo pure ma trovateci la risposta alla Vostra necessità… altrimenti sarete sempre dei mezz’uomini!

Sono seduto ad una panchina. Davanti a me c’è il porto. Intorno alle barche volano leggeri i gabbiani. Una chiesa romanica accerezza l’orizzonte. E’ bello stare qui, penso. Potrei scrivere una poesia. O fare una fotografia. Ce l’ho qui in borsa, la macchina fotografica. Verrebbe bene. Penso: e le barche sono barche, i gabbiani sono gabbiani. Hanno un nome, hanno una forma: sono cose pensabili. E pensate. Nel pensarle, le informo di me. Nel pensarle, nel vivere quel momento, io sono ancora una volta prigioniero di me stesso. Sono nella bottiglia, le cose di fuori mi appaiono deformate dal mio ego.
Sono seduto a una panchina. Davanti a me ci sono il porto, le barche, i gabbiani. La chiesa romanica. Ma non sono un porto, delle barche, dei gabbiani, una chiesa. Non hanno nome né forma. Non penso a nulla. Lascio che le cose siano. Mi faccio piccolo, mi rintano per far spazio all’essere. Alla fine non c’è più posto in cui nascondermi, la bottiglia s’è rotta, il pensiero è cessato. Non ci siamo più io e le cose - le cose informate dall’io. C’è solo l’essere. Il campo aperto dell’essere in cui scompare la distinzione tra occhio e cosa vista, voce e cosa nominata, noesi e noema.
Seguire una religione - sia essa il cristianesimo, l’Islam, il buddhismo - vuol dire stare nella bottiglia. Essere prigionieri del sistema dei nomi, dei pensieri, delle cose. Vuol dire essere uomini; poiché il nostro nome, nel sistema dei nomi, è questo: uomini. Gli uomini hanno molte domande e l’urgenza di trovare una risposta. Sono assaliti dalle domande anche quando guardano il porto seduti a una panchina. E’ il guaio di essere uomini. Gli uomini da nulla - quelli il cui ego si è rotto come una bottiglia - non hanno risposte perché non hanno più domande. Vivono, semplicemente. Senza necessità.

Pubblicato il 30-12- 2008 9:30 pm | Commenti (3) |
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Note di apprendistato

“Non aveva imparato niente di nuovo
sugli esteri umani…”

Pubblicato il 29-12- 2008 11:11 pm | Commenti (1) |
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Catalogo delle idiozie

Certo mi rendo conto che è facile parlare per chi è al di fuori della tragedia, e io mi scuso per questo, signor Englaro. Ma la mia vuole essere in qualche modo una parola di aiuto, per chi si trovasse nella sua situazione. A volte i miracoli succedono proprio quando meno te l’aspetti. Forse Eluana ha bisogno della conversione di suo padre per far sì che la sua dipartita da questo mondo avvenga in modo spontaneo e senza alcuna interruzione. O addirittura che si svegli.

Qui.

Pubblicato il 28-12- 2008 11:58 am | Commenti (3) |
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Foto, Luoghi

Pubblicato il 23-12- 2008 9:17 pm | Commenti (5) |
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Diario, Libri

Leonardo V. Arena, Il pensiero indiano; Ananda K. Coomaraswamy, Induismo e buddhismo; E. Carpenter, Verso la democrazia; N. Chomsky, Anarchismo; Nichiren Daishonin, a cura di Momi Zanda; Maurizio Maggiani, Il coraggio del pettirosso, G. Carofiglio, Né qui né altrove. Una notte a Bari e Shaun Tan, L’approdo (grazie a Ludò); Eduardo Galeano, Parole in cammino; Avesta; Roger Caillois, Nel cuore del fantastico; Taizen Deshimaru, Il vero zen; Gabriella Falcicchio (a cura di), La pedagogia di Aldo Capitini tra profezia e liberazione e Pierina Boranga, La natura e il fanciullo (grazie a Ga); Z. Segal - Mark Williams - John Teasdale, Mindufulness; F. Cambi, Le pedagogie del Novecento; G. Bataille, Teoria della religione; J. Krishnamurti, Senza pensieri; R. Schérer, Emilio pervertito.

Pubblicato il 9:14 am | Commenta questo post (0) |
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Diario antitaliano

Durante l’ultimo consiglio dei ministri - quello del 18 dicembre - è stato deciso di “concedere l’assegno straordinario vitalizio previsto dalla legge n. 440 del 1985 (legge ‘Bacchelli’) in favore dello scrittore e filosofo Guido Ceronetti”.
“Io sono uno a leggere, loro sono milioni a scrivere”, diceva Troisi in Le vie del Signore sono finite. Ora c’è uno in meno da leggere.

Pubblicato il 22-12- 2008 8:54 am | Commenti (17) |
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Chiesa

Ma non è questo il solo pericolo: l’introduzione di tali categorie mette a rischio l’esercizio di altri diritti umani: si pensi alla libertà di espressione, oppure a quella di pensiero, di coscienza e di religione. Le religioni, per esempio, potrebbero vedere limitato il loro diritto di trasmettere il proprio insegnamento, quando ritengono che il libero comportamento omosessuale dei fedeli non sia penalizzabile, tuttavia non lo considerano moralmente accettabile. E verrebbe così intaccato uno dei diritti primari su cui si fonda la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948: quello alla libertà religiosa.

L’Osservatore Romano di oggi.
Traduzione: Se questi dell’ONU dicono che discriminare gli omosessuali è sbagliato, non sarà più facile per noi farlo, e quindi la nostra libertà di discriminare, umiliare, perseguitare gli omosessuali sarà conculcata. E dal momento che la nostra religione consiste, in parte preponderante e determinante, in queste meschinità, sarà conculcata la nostra stessa libertà di religione.

Pubblicato il 20-12- 2008 4:12 pm | Commenta questo post (0) |
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Diario

Ieri mattina ho inchiostrato una decina di pagine scrivendo cose insignificanti. Questa mattina ho ripetuto, più o meno, le stesse cose insignificanti davanti ad una commissione annoiata. In seguito a queste due cose insignificanti, la mia vita cambierà in modo significativo: lascerò, almeno per qualche anno, il lavoro a scuola, lascerò la mia casa, cambierò città. Un tempo vedevo nel cambiamento il male assoluto, mi aggrappavo al presente ed alle sue condizioni, soffrivo per ogni minimo mutamento intorno a me. Non avevo un passato di cui valesse la pena di essere nostalgico, né un presente che meritasse l’ostinazione dell’asino: eppure ero nostalgico del passato e mi ostinavo nel presente. Ora volto le spalle, e vado. Dietro c’è quello che c’è. Tutte le volte che ho provato a capirlo, mi sono ritrovato a scuotere la testa. Niente. Dietro non c’è niente che abbia consistenza diversa dal sogno. Mi stacco la coda come i gechi quando sono aggrediti. Né mi volto a vederla contorcersi e sanguinare. E vado avanti. E’ così che le conseguenze significative di quelle due cose insignificanti mi rendono moderatamente felice.

Pubblicato il 19-12- 2008 8:59 pm | Commenti (8) |
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Chiesa

Il problema, secondo l’esponente della Santa Sede, è “che in tutta Europa si sta introducendo la categoria della cosiddetta biopolitica: lo Stato cioè entra sempre più nella vita personale di ognuno”. Questo significa, ad esempio, che lo Stato “obbliga le famiglie a scegliere determinate scuole con determinate materie, non d’istruzione ma d’indottrinamento”.

Monsignor Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi (qui).

Pubblicato il 18-12- 2008 8:23 pm | Commenti (3) |
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Herdelezi

Tu dormi galleggiando sul grano
di febbraio e sogni un asino che fermo
nel mezzo del cielo blu adornato di fiori
racconta a un passero la storia
di quel cane che visse trenta secoli
finché stanco chiuse gli occhi
e disse “ho visto, so, approvo”
tu dormi sul grano di febbraio
e sogni le pietre del corso bagnate dalla luce
della luna e le ragazze con i seni grandi
aggiogate al carro del tempo
tu dormi e non lo sai come ti guardo
come guardo i tuoi sogni oltre le palpebre
la pioggia d’oro sui vecchi che giocano
gettando in aria monete e parole
l’acqua che sale dal fondo
attraversa le vene ed esce dagli occhi
e ritorna alla terra consacrata
tu dormi e non lo sai
come è dolce guardarti sognare
il mondo oltre la soglia dell’io sono
che galleggia sul grano di febbraio.

Pubblicato il 15-12- 2008 1:46 pm | Commenti (6) |
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Herdelezi

Athanâ âxshta buyãn ýathanâ buyât hvâyaonånghô pañtânô hvâpathana garayô hvâtacina razura huperethwe âfsh nâuya ahmâi saokâi frasastâi fravâkâi uta framânâi.

Che ogni cosa sia a noi amica, come una qualsiasi cosa lo può essere: che noi si possa andare facilmente, scorrevolmente lungo le vie e trovare buoni sentieri di montagna, correre agevolmente attraverso le foreste e attraversare guadando facilmente i fiumi!

Khordah Avesta, Yast Den 16, 3. Trad. Alberti.

Pubblicato il 12-12- 2008 8:43 am | Commenti (2) |
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Un umile operaio nella vignetta del Signore, Chiesa

Questo afferma il capo di una religione nel cui libro sacro ci sono scritte amenità come “Chiunque commette adulterio con una donna sposata, chiunque commette adulterio con la donna del suo prossimo, siano messi a morte l’adultero e l’adultera” (Levitico, 20, 10), o “Chiunque abbia giaciuto con un uomo come si giace con una donna, hanno compiuto tutti e due un’abominazione; siano messi a morte” (Levitico, 20, 13), o ancora “Un uomo o una donna fra voi che sia un negromante o indovino sia messo a morte: li lapiderete” (Levitico, 20, 27), e così via. Uno che fa parte di una organizzazione religiosa che ha osteggiato con tutti i mezzi, non esclusi il carcere e il rogo, la diffusione di quei diritti che sessant’anni fa sono stati codificati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo; una organizzazione che, mentre le forze intellettuali più vive in Europa gettavano le basi ideologiche di quegli stessi diritti, condannava l’affermazione che “è libero ciascun uomo di abbracciare e professare quella religione che, sulla scorta del lume della ragione, avrà reputato essere vera”, o che “la Chiesa non ha potestà di usare la forza, né alcuna temporale potestà diretta o indiretta” (Sillabo, proposizioni XV e XXIV), e che ha dato il suo nobile contributo al Novecento, secolo delle stragi, associandosi ad un regime infame.
La dottrina cattolica conosce quattro virtù cardinali, prudenza giustizia fortezza e temperanza. Putroppo la vergogna non è tra queste.

Pubblicato il 10-12- 2008 10:44 pm | Commenti (9) |
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Musica

Esbjorn Svensson Trio, Leucocyte; Violente Femmes, Hallowed Ground; Thievery Corporation, Radio Retaliation; Eddie Vedder, Into the Wild; Shearwater, Palo Santo; Anjani, Blue Alert; Gurdjeff-Hartmann, Seekers of the Truth; Markus Stokhausen, Electric Treasures; Hevoset, Selftitled; Rubbra, Songs of the Soul; Chet Baker, September Song.

Pubblicato il 07-12- 2008 10:20 pm | Commenti (2) |
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