Tu dormi galleggiando sul grano
Tu dormi galleggiando sul grano
di febbraio e sogni un asino che fermo
nel mezzo del cielo blu adornato di fiori
racconta a un passero la storia
di quel cane che visse trenta secoli
finché stanco chiuse gli occhi
e disse “ho visto, so, approvo”
tu dormi sul grano di febbraio
e sogni le pietre del corso bagnate dalla luce
della luna e le ragazze con i seni grandi
aggiogate al carro del tempo
tu dormi e non lo sai come ti guardo
come guardo i tuoi sogni oltre le palpebre
la pioggia d’oro sui vecchi che giocano
gettando in aria monete e parole
l’acqua che sale dal fondo
attraversa le vene ed esce dagli occhi
e ritorna alla terra consacrata
tu dormi e non lo sai
come è dolce guardarti sognare
il mondo oltre la soglia dell’io sono
che galleggia sul grano di febbraio.







Ongi volta che scrivi così, alzo gli occhi dai tuoi versi e mi sorprende l’armonia del mondo e la sua dolcezza dimenticata.
Poi li richiudio ed ho, sotto le mie palpebre, le tue poesie.
Comment by ludò — 16-12- 2008 @ 12:07 am
Rileggendo pensavo che, beato te, hai la fantasia di un bambino.
Comment by ludò — 16-12- 2008 @ 12:28 am
non sono brava a commentare. Posso solo dire bella bella bella.
Comment by gloria — 16-12- 2008 @ 2:48 pm
incantevole..come la tua anima.
Comment by anonima — 16-12- 2008 @ 10:08 pm
Mi piace molto. Quando penso alla poesia (e tu lo sai che non ho una teoria estetica, ma godo della bellezza senza criteri), e la tua in particolare, mi raffiguro quello spazio di luci e ombre che si crea tra la parola che dice e quella che non dice, quello spazio aperto che si può inventare o lasciare vuoto, silenzioso e senza più parola. Mi piace questa poesia, come tante tue, perché sento, avverto (e non so) un oltre che attraversa il detto e rimane sospeso. La bellezza di questo sentire è immensa. Grazie.
Comment by ga — 17-12- 2008 @ 12:27 pm
l’asino per caso era questo?
http://www.flickr.com/photos/argazkilari/2508975417/
Comment by ludò — 17-12- 2008 @ 5:34 pm