minimo karma    retomar o pedaço que falta

Note di apprendistato

[…] Il silenzio di Dio. Ho usato questa espressione nel senso in cui viene usata in certa teologia contemporanea: il silenzio di Dio ad Auschwitz. Silenzio nel senso di non intervento. Personalmente, ritengo che questo silenzio sia il punto di partenza per conquistare una posizione religiosa matura. Bonhoeffer parla di stare accanto alla sofferenza di Cristo, vivere con Dio senza Dio, come posizione religiosa nella età adulta del mondo. Io penso che qui ci sia ancora troppa soggettività. Mi sembra che bisognerebbe, al contrario, pensare un Dio che non aiuta l’uomo non perché è debole e impotente, ma perché semplicemente non vuole: perché dell’uomo poco gli importa. Il Dio che si manifesta a Iob e gli mostra il Leviathan come creatura più perfetta dell’uomo. Perché questo Dio? Perché la religione, Enrico, è congedarsi da sé. Distruggere il cogito. Abbandonare l’io. (more…)

Pubblicato il 28-02- 2009 2:12 pm | Commenta questo post (0) |
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Diario, Libri

Pino Cacucci, In ogni caso nessun rimorso; Ramin Jahanbegloo, Leggere Gandhi a Teheran; Bogdan Suchodolsky, Pedagogia dell’essenza e pedagogia dell’esistenza; Riccardo Massa, Teoria pedagogica e prassi educativa; Rousseau, Emilio; Jiddu Krishnamurti, Lettere alle scuole e Liberarsi dai condizionamenti; Enrico Peyretti, Il diritto di non uccidere (grazie ad Enrico); Sandra Chistolini, Ramakrishna Vivekananda Gandhi. Maestri senza scuola; J. Kabat-Zinn, Vivere momento per momento; Rammohan Roy, The Precepts of Jesus.

Brian Eno, Before and after science; Kazuki Tomokawa, Blue water, red water; Gabriele Mirabassi, Canto di ebano; William Basinski, Disintegration loops; Dave Holland Quartet, Extension; Sun Kil Moon, Ghosts of the great highway; A-ha, Scoundrel days; Esbjorn Svensson Trio, Live in Stockholm.

Pubblicato il 25-02- 2009 8:33 pm | Commenti (3) |
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Note di apprendistato, Diario, Amore

Ti amo, dice l’uno. Ti amo, risponde l’altro. Nel ti amo dell’uno c’è l’odore del fieno e dell’erba appena tagliata, il tepore di certe mattine d’estate, gli occhi buoni di un cane, la pioggia sui campi vista attraverso i vetri. Nel ti amo dell’altro ci sono i mille rumori della città che si risveglia, l’emozione delle prime carezze, la soddisfazione di chi ha appena segnato un gol decisivo, il senso di potere di chi ha ottenuto quello che voleva. Ognuno ha la propria personale costellazione del bene. Eppure credono di dire la stessa cosa, quando dicono ti amo. Pensano che questa cosa così personale, l’amore, possa essere al tempo stesso un universale, qualcosa che sta oltre l’io e il tu, e che unisce l’io e il tu. Si illudono di poter comprendere il bene che l’altro ha dentro, e di poter essere compresi. Ignorano che in reltà non esiste nessun bene, che anche quella cosa così personale è una menzogna: perché non esiste un io, non esiste un tu. Ignorano che il cosiddetto io non è che la scena d’un teatro, sulla quale compaiono numerosi attori: e quello che uno dice è contraddetto dall’altro. L’uno parla dell’odore del fieno, l’altro degli occhi buoni di un cane. Un terzo entra in scena sbraitando, e dileggia i primi due. Un quarto in un angolo guarda tutti e se la ride.
Ti amo, dice l’uno. Ti amo, risponde l’altro. E si prendono per mano, pronti a recitare fino in fondo la loro tragica commedia degli equivoci.

Pubblicato il 20-02- 2009 11:02 am | Commenti (1) |
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Diario antitaliano, Televisione, Alterius spectare laborem

A seguire i telegiornali in questi giorni, l’Italia parrebbe un luogo sicuro per le donne. Nelle ultime settimane ci sono stati un certo numero di stupri di ragazze italiane da parte prevalentemente di stranieri, che hanno allarmato l’opinione pubblica. A fare due conti, tuttavia, sono un numero assolutamente rassicurante. Quanti sono? Mettiamo dieci stupri in quindici giorni. Meno di uno stupro al giorno. Una statistica tutt’altro che allarmante, se si considera che siamo un paese di quasi sessanta milioni di abitanti. Se non fosse gli stranieri, le nostre donne sarebbero tra le più sicure del mondo. Ma quello degli stranieri è un problema che si risolve. Basta qualche pacchetto di leggi restrittive, e se proprio occorre si può ricorrere alle ronde. (more…)

Pubblicato il 17-02- 2009 12:34 pm | Commenti (1) |
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Note di apprendistato, Diario

Il vero. L’autentico. Cos’è? Dove? Le ossa, ho camminato una vita, ho travagliato una vita, ed ora sono qui a biancheggiare, a consumarmi ancora, le ossa, non ho carne non ho vestito non ho casa, eccomi qui nudo ed esposto - ma è il vero l’autentico? Ossa senza storia, forse. Ossa d’uomo come di cane. Il vero, l’autentico: che però non dice nulla, nulla significa, sta come la mascella del cavallo, come la frasca piegata dal vento.
Il vero. L’autentico. Uno è due, è tre. Uno parla, l’altro osserva. Due amici alati, stretti allo stesso albero, dice la Śvetāśvatara Up. Uno, due, tre. Infiniti amici stretti a uno stesso albero che dice io, che è corpo e vissuto. Uno parla, l’altro ride. Uno dice il vero, l’altro mostra il falso. All’infinito.

Pubblicato il 15-02- 2009 10:37 am | Commenti (2) |
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Lucreziana

Trema lacrime il bimbo solitario
se il ventre abituale cede al buio
e gli germina il fiato d’altri mondi:
una vecchia che striscia minacciosa
sulla lucida schiena d’un serpente
seguita da un corteo di spiritelli
corrosi da vermetti incandescenti.
Trema lacrime l’uomo solitario
preso alla gola da tristezza e angoscia
e vede e teme minacce di tenebra
non più vere di quelle d’un bambino.
L’anima nostra soffre di terrore:
non bastano a guarirla il giorno e il sole.
Si studi la natura, si contempli
la verità delle sue leggi eterne.

Pubblicato il 12-02- 2009 3:24 pm | Commenti (1) |
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Diario antitaliano

Qui c’è la difesa di una vita, la commozione, il pianto delle suore, l’anatema dei vescovi e dei cardinali, i disabili portati in processione, le grida delle madri. Da una parte. E dall’altra i “volontari della morte”, i medici disumani che staccano il sondino, gli atei che applaudono, i giudici che si trincerano dietro gli articoli del codice e il presidente della Repubblica che rifiuta la propria firma per difendere quel pezzo di carta che si chiama Costituzione.
Quale migliore occasione di questa per dare la spallata all’odiato Stato di diritto e alla divisione dei poteri così inutilmente ingombrante? Non ha esitato davanti a nulla e non ha lesinato le parole il primo attore di questa messa in scena. Ha detto che Eluana era ancora talmente vitale che avrebbe potuto financo partorire se fosse stata inseminata. Ha detto che la famiglia potrebbe restituirla alle suore di Lecco se non vuole sottoporsi alle spese necessarie per tenerla in vita.

Eugenio Scalfari, Non poteva esserci scempio più atroce, su Repubblica di oggi.

Pubblicato il 08-02- 2009 10:49 am | Commenta questo post (0) |
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Diario antitaliano

Ieri il governo ha tentato di impedire la sospensione dell’alimentazione ad Eluana Englaro con un decreto che ha suscitato un conflitto istituzionale con il presidente della Repubblica. Ieri l’altro il senato ha approvato un decreto sicurezza che prevede, tra l’altro, la possibilità per i medici di denunciare i pazienti clandestini. Chi oggi si dice indignato per una persona che morirà, ieri ha preso una decisione in base alla quale molti altri potrebebro morire, e non solo clandestini (il segretario della Federazione dei medici di Medicina generale, Filippo Anelli, ha commentato: “una norma del genere è pericolosissima per tutti: io ho l’ambulatorio pieno di immigrati, clandestini e non, ammalati di tubercolosi. Se cominciano ad avere paura di curarsi, è una tragedia per tutti”). (more…)

Pubblicato il 07-02- 2009 1:09 pm | Commenta questo post (0) |
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Taccuino

…la maggior parte degli esseri umani sono uomini di seconda mano. Potete anche recitare tutta la Gita a ritroso, ma resterete uomini di seconda mano. Non avete originalità. Niente in voi è spontaneo, genuino; né intellettualmente, né esteticamente e né moralmente. Vi resta una cosa sola: la fame, l’appetito di cibo e di sesso. Di qui il bisogno ossessivo di cibo e di sesso.

Jiddu Krishnamurti, Sull’amore e la solitudine, tr. it., Astrolabio-Ubaldini, Roma 1996, p. 117.

Pubblicato il 06-02- 2009 2:15 pm | Commenti (1) |
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Nonviolenze

Facendo ricerche sui rapporti tra Gandhi e l’islam, mi sono imbattuto su Reset in un articolo fresco fresco di Ramin Jahanbegloo: E’ possibile un Gandhi musulmano?. Di Jahanbegloo, filosofo iraniano di cui due anni fa si erano perse le tracce, ho tradotto su questo blog Globalizzazione e dialogo tra culture (qui e qui). A giorni uscirà presso Marsilio il suo Leggere Gandhi a Teheran.

Pubblicato il 05-02- 2009 10:45 am | Commenta questo post (0) |
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Diario antitaliano

Il razzismo in Italia è come la mafia in Sicilia. Non esiste. Puoi prendere un indiano, dargli fuoco e, se ti acchiappano, dichiarare che l’hai fatto per noia, perché volevi divertirti, perché avevi bevuto un po’ ed eri su di giri. Niente razzismo, ci mancherebbe. Quella è un’aggravante, e le aggravanti sono una brutta cosa. Invece la noia ha una sua tradizione alta. Moravia, Sartre, Camus. Quasi quasi diventi un eroe postmoderno. I telegiornali - responsabili principali del razzismo montante nel nostro paese - convocano gli specialisti. Lo psicologo spiega che è tutta colpa del consumismo, qualche altro parla della crisi dei valori. Manca poco che si evochi il tramonto dell’Occidente.
Intanto l’onorevole Rita Bernardini viene sommersa di email di insulti e minacce per aver visitato in carcere le persone rumene accusate dello stupro di Guidonia, in seguito alla segnalazione di violenze in carcere. Cose come: “fai veramente schifo, ti auguro di essere stuprata da un branco di merde come quelle li, ma magari ti piace perche a quanto sei brutta e fai schifo non ti scopa nessuno troia del cazzo, ti auguro pure che ti venga un tumore al cervello (se possibile visto che materia grigia non ne hai molta), e che te ne vada quanto prima tra atroci sofferenze, pregheremo tutti perchè tu muoia. crepa puttana di merda”.
La barbarie ricorsa esige punizioni per le vie brevi, non è più tempo per le sottigliezze del diritto e della civiltà, le feroci tricoteuses - ciò che siamo diventati - vogliono il sangue, la vendetta, l’assalto, l’ebbrezza della muta di caccia.

Pubblicato il 02-02- 2009 8:35 pm | Commenti (5) |
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Note di apprendistato

Cresce l’uomo con gli anni e l’esperienza
invecchia non invano, si fa saggio,
conquista la visione e la pazienza
coltiva la purezza ed il coraggio.
Ahimé, non sempre accade, a dire il vero.
Rovina a volte un uomo, va in malora,
eroso dalla vita si fa zero
logorato dal tempo che divora.

Pubblicato il 01-02- 2009 4:31 pm | Commenta questo post (0) |
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