Il lavoro di Antonio Vigilante La realtà liberata, con il significativo sottotitolo Escatologia e nonviolenza in Capitini, è a mio avviso da segnalare come il tentativo più riuscito di attingere il pensiero di Capitini nel suo significato unitario, intanto con una esatta collocazione nel suo tempo, ma poi con il coglierne le suggestive anticipazioni e ricadute sulla sensibilità odierna. A Vigilante si deve anche uno studio di presentazione complessiva del pensiero nonviolento, che mostra il profondo legame del pensatore umbro con tutti gli altri esponenti della nonviolenza. Esso, con lo studio di Eligio Resta, di cui parlerò a breve, rappresenta l’analisi filosofica più approfondita del tema.

Mario Martini, Lo stato attuale degli studi capitiniani, in Rivista di Storia della Filosofia, 4/2008, p. 797.