Amos Oz, Fima (”Questo Creatore siede sempre a sonnecchiare su uno sgabellino di vimini - il viso rivolto al sole, gli occhi socchiusi, la testa abbandonata sul petto - sulla porta della sua bottega di mercanzie varie nel quartiere Zikron Moshe”, p. 82) e D’un tratto nel folto del bosco; Panikkar, Il dharma dell’India; Luca Gallo, Problemi e prospettive dell’educazione comparata; Jiddu Krishnamurti, Educare alla vita (”Il giusto tipo di educazione consiste nel comprendere il bambino per come è, senza sovrapporgli l’ideale di come pensiamo che dovrebbe essere”, p. 32. Frase che, da sola, vale più del novanta per cento dei testi di pedagogia che si pubblicano in Italia ogni anno. Il titolo idiota ovviamente è opera dell’editore italiano); Harry Rand, Hundertwasser; Gabriella Falcicchio, I figli della festa. Educazione e liberazione in Aldo Capitini; Aa. Vv, Ripensare l’autorità ( “…l’autorità rientra nel dover essere dell’educazione come ineluttabile legge naturale e si configura quale diritto dell’educando a chiederla e dovere dell’educatore di assicurarla: mentre comanda, l’educatore sa di ubbidire all’adempimento di un dovere e l’educando può verificare nell’esercizio del suo diritto, la volontà di collaborazione alla comune opera educativa”, p. 45).

Tord Gustavsen Trio, Being There; Al Andaluz Project, Deus et Diabolus; Opal, Early Recordings; DeVotchKa, How it Ends; Lars Danielsson & Christopher Dell, Salzau: Music on the Water.