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	<title>Comments on: Rensi e Capitini</title>
	<link>http://minimokarma.blogsome.com/2009/07/01/rensi-e-capitini/</link>
	<description>sblecut mundi</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 18:32:08 +0000</pubDate>
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		<title>by: Massimo</title>
		<link>http://minimokarma.blogsome.com/2009/07/01/rensi-e-capitini/#comment-5292</link>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 15:15:05 +0100</pubDate>
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					<description>Quindi il bene, per Capitini, è essenzialmente rivolta contro l'essere. L'essere è cieca natura-vitalità che non guarda in faccia a nessuno. Nel momento in cui però agisco il bene, vado oltre l'essere e divento compassione, cioè Dio.
Ma questo accade, mi viene da pensare, solo quando si è totalmente scevri da interessi personali,cosa che accade assai di rado. Infatti molti (forse tutti) nel fare il bene, si aspettano, sia pure inconsciamente, una ricompensa. Ma l'essere è natura-vitalità, insieme di puri flussi di forza, ciechi ed egoisti.Vero bene, sarebbe dunque solo dove c'è l'assoluto dono. Vero bene è fare senza avere nulla in cambio.
Questa, forse, è l'essenza della non violenza?
E se il bene non deriva dall'essere, allora come non ribaltare la domanda agostinea unde malum? Unde benem (non so se la declinazione è giusta)? Se il bene è azione, pure il male è azione. Se il male è azione non razionale, inconscia (cosa che non è scontata) allora il bene è azione perché è consapevole?
Fare il bene è uscire dal mondo.Ma dal mondo non si può uscire.
D'altra parte mi pare che il Cristo evangelico lo affermi chiaramente: non bisogna essere del mondo.
Con il bene, con l'amore (che forse è solo il frutto casuale dell'evoluzione) si dovrebbe riuscire a trasformare il mondo, cioè portare il mondo fuori da sé stesso. 
Spunta all'orizzonte Hegel, credo. Magari, anche Marx.
Tutto conduce a qualcosa. Solo nella prassi si crea Dio e, come dice Eckhardt, in quel momento non si ha bisogno di Dio.
Ma anche il buddhismo zen esalta l'azione e non necessariamente l'azione è bene, Anzi può essere morte, distruzione. 
In pratica, nel comportarsi da Dio si supera la fede e l'ateismo.
Ma questo ragionamento non implica ancora credere che Dio (anche un Dio che si cra solo con la prassi) sia il bene?
E perché Dio non può essere ANCHE la cieca e orribile natura-vitalità?
Scusa la lungaggine e grazie per i chiarimenti su Rensi-Capitini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Quindi il bene, per Capitini, è essenzialmente rivolta contro l&#8217;essere. L&#8217;essere è cieca natura-vitalità che non guarda in faccia a nessuno. Nel momento in cui però agisco il bene, vado oltre l&#8217;essere e divento compassione, cioè Dio.<br />
Ma questo accade, mi viene da pensare, solo quando si è totalmente scevri da interessi personali,cosa che accade assai di rado. Infatti molti (forse tutti) nel fare il bene, si aspettano, sia pure inconsciamente, una ricompensa. Ma l&#8217;essere è natura-vitalità, insieme di puri flussi di forza, ciechi ed egoisti.Vero bene, sarebbe dunque solo dove c&#8217;è l&#8217;assoluto dono. Vero bene è fare senza avere nulla in cambio.<br />
Questa, forse, è l&#8217;essenza della non violenza?<br />
E se il bene non deriva dall&#8217;essere, allora come non ribaltare la domanda agostinea unde malum? Unde benem (non so se la declinazione è giusta)? Se il bene è azione, pure il male è azione. Se il male è azione non razionale, inconscia (cosa che non è scontata) allora il bene è azione perché è consapevole?<br />
Fare il bene è uscire dal mondo.Ma dal mondo non si può uscire.<br />
D&#8217;altra parte mi pare che il Cristo evangelico lo affermi chiaramente: non bisogna essere del mondo.<br />
Con il bene, con l&#8217;amore (che forse è solo il frutto casuale dell&#8217;evoluzione) si dovrebbe riuscire a trasformare il mondo, cioè portare il mondo fuori da sé stesso.<br />
Spunta all&#8217;orizzonte Hegel, credo. Magari, anche Marx.<br />
Tutto conduce a qualcosa. Solo nella prassi si crea Dio e, come dice Eckhardt, in quel momento non si ha bisogno di Dio.<br />
Ma anche il buddhismo zen esalta l&#8217;azione e non necessariamente l&#8217;azione è bene, Anzi può essere morte, distruzione.<br />
In pratica, nel comportarsi da Dio si supera la fede e l&#8217;ateismo.<br />
Ma questo ragionamento non implica ancora credere che Dio (anche un Dio che si cra solo con la prassi) sia il bene?<br />
E perché Dio non può essere ANCHE la cieca e orribile natura-vitalità?<br />
Scusa la lungaggine e grazie per i chiarimenti su Rensi-Capitini.
</p>
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