Siamo buoni quando siamo feriti. Quando la vita, colpendoci, ci ha gettati all’angolo, ci ha sottratti violentemente al conflitto universale, al comune azzannarsi. Siamo buoni, e contempliamo atterriti lo spettacolo che si svolge accanto a noi, cercando di parare i colpi che ancora potrebbero arrivarci. E’ una bontà inutile, perché non ha la forza per cambiare nulla, di quel distruggersi reciproco che è la vita sociale. Appena la forza torna, usciamo dal nostro angolo: ma allora la bontà è solo un ricordo.
Allora, e, siamo più feroci di prima.