Solo qualche giorno fa i giornalisti registravano l’unanime soddisfazione delle cittadinanza foggiana per le pattuglie appiedate di soldati e poliziotti - a dire il vero più ridicoli che temibili - che da un po’ girano in lungo e in largo, con il passo placido dello struscio meridionale, la città: ma ecco che dei giovinastri si mettono a far rissa proprio in pieno centro, si gettano addosso un colombo morto, uno estrae un coltello ed ammazza. Diciannove anni l’accoltellatore, diciassette la vittima. Inutili le pattuglie. L’insicurezza, l’ansia, la paura tornano, più dense che mai: perché non si tratta, ora, di quelli lì, di quelli extra. Non si vive più, se bisogna aver paura anche dei propri figli. Ristoratrici giungono, però, le parole del parroco, doverosamente chiamato in causa dai giornalisti - ché si sa che i parroci sono quelli che sanno, quelli che conoscono le famiglie, quelli che attestano la partecipazione o meno alla buona società. Non è dei miei, avverte il parroco. “Non frequentava la chiesa e della sua famiglia si sa ben poco”. Brutta faccenda. Da notare che il parroco dice “si sa ben poco”, e non “so ben poco”. Se il tuo parroco non ti conosce, magari perché sei non credente o non praticante, la tua famiglia è senz’altro poco nota, poiché la conoscenza del parroco è tutt’uno con la conoscenza sociale. Quando ti entra in casa, col pretesto di benedire la casa, e ti fa domande a raffica, il parroco agisce come un pubblico ufficiale che raccoglie informazioni da mettere a disposizione della società. Chi se ne sottrae, diventa per ciò stesso oscuro. Nel caso dell’accoltellatore, c’è di più: “anche perchè - dice tra i denti - sono tante le voci che si rincorrono, come quella che siano di etnia rom e che il ragazzo fosse orfano di padre”. Siano benedette le voci. Oltre che sconosciuto alla Chiesa, ossia alla società, questo malnato è anche rom. Non è dei nostri: e noi chissà che pensavamo.
Quando due ragazzi si accoltellano in pieno centro storico ti prende un senso di impotenza. Ti chiedi che fare, e le risposte sono tutte terribilmente complesse, richiedono tutte un partire da molto lontano, uno operare diverso, paziente. Difficile. Se uno dei due è un rom, l’impotenza scompare. Tutto si fa chiaro. Basta sgomberare il campo rom più vicino.