John Updike, Corri, coniglio (”Con le donne, seguiti ad avere scontri perché vogliono cose diverse. O cedono, come una pianta, o scorticano come una pietra. In tutto il verde mondo nulla è piacevole quanto l’indole buona d’una donna”); Ditte e Giovanni Bandini, Quando Buddha non era ancora il Buddha (”Lo potrei uccidere senza pensarci su e con il sangue che sghorgherebbe dalla sua gola potrei medicare le zampe di questo verme da letame che ora è mio marito”) e Luis Sepùlveda, Cronache dal cono sud (grazie a Ida); Maurizio Parodi, La scuola che fa male; Aa. V., Prima educare. Nella scuola e nella società; Jiddu Krishnamurti, Questa luce in se stessi; Edward W. Said, Orientalismo; Antonin Artaud, Al paese dei Tarahumara e altri scritti (”Se soltanto si potesse assaporare il proprio nulla, ci si potesse riposare nel proprio nulla, e questo nulla non fosse una sorta d’essere, ma non fosse proprio del tutto la morte); Aung San Suu Kyi, Liberi dalla paura e Lettere dalla mia Birmania; Serge Latouche, Breve trattato sulla decrescita serena (Dello stesso parere era il dottor King, uno dei responsabili delle strategie demografiche americane: “Tentate la pianificazione familiare [nel Terzo Mondo], ma se non funziona lasciate morire i poveri, perchè costituiscono una minaccia ecologica”! Già negli anni cinquanta un autore americano, William Vogt, affermava la necessità di un a drastica diminuzione della popolazione: “Una guerra batteriologica su grande scala sarebbe un mezzo efficace, se condotta energicamente, per restituire alla terra le sue foreste e i suoi pascoli.”); Jou Tsung Hwa, Il Tao del Tao Te Ching; Gershom Scholem, Walter Benjamin.