Roba da Mille e una notte, assicurano. Il teatro La Fenice blindato, fuori: e dentro l’emiro di un paese arabo, e la prediletta tra le sue mogli, e trecento invitati sceltissimi, tra i quali non potevano mancare il nostro presidente del Consiglio e la rappresentante degli industriali. Spettacoli, ballerini, cibo, lusso sfrenato. Si è festeggiato, ieri sera, il rigassificatore di Porto Levante, creato anche con i soldi dell’emirato del Qatar. Berlusconi ha detto: “Mettere insieme le fonti di energia con la testimonianza della storia e dell’arte, unire il Qatar con l’Italia, è un matrimonio che può dare un risultato straordinario. Cominciamo con questo fidanzamento e andiamo avanti verso una collaborazione sempre più ampia”. Poi ha parlato del suo carisma e di quanto è adorato da quelli che lavorano con lui.
Ieri, mentre a Venezia si preparava la grande serata di gala alla Fenice, a Napoli in un basso del rione Sanità hanno trovato il corpo senza vita di un bimbo di sei anni. Sua madre è in fin di vita. Si scaldavano con un braciere da quando l’Enel ha tagliato loro la corrente perché non hanno pagato la bolletta. Vittime del monossido di carbonio. Vittime della povertà.
L’articolo 3 della nostra Costituzione dice che siamo tutti uguali davanti alla legge, e che è compito della Stato “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Tagliare la corrente non è però, a quanto pare, un atto anticostituzionale. Se gliel’avessero tolta per ragioni razziali o religiosi, oggi i giornali parlerebbero di grave discriminazione. Gleil’hanno tagliata invece perché sono poveri: ed in Italia la discriminazione contro i poveri è non solo tollerata, ma apertamente incoraggiata e favorita da politici, imprenditori, pubblicitari e giornalisti.