- Ecco: rima rerum è un libro che innanzitutto fa anche di te che leggi una cosa o una parola in travaglio, spaccata, faticosa, difficile, ti costringe a reggere insieme all’autore la tensione delle cose e delle parole, a portartela dentro, a seguire un cammino scabro, aspro e doloroso che non ammette rettorica o tregue a buon mercato, e va fino in fondo und sonnst gar nicht (se tu ora non mi soccorri, / dandomi ancora un po’ del tuo dolore / sarà stato nulla, tutto meno di nulla) - e forse, giunti fino in fondo, dopo avere non perduto, ma gettato via il nome, il volto, la parola e i pronomi possessivi, ti conduce a raggiungere o a ritrovare l’apertura, gli asfodeli, e la terra di dentro.
Ipazia parla di Rima Rerum. Ed è bello, nel tempo che piega scarta irride, scoprirti ascoltato, compreso - detto.







ho letto “rima rerum” e secondo me è un ottimo lavoro
Comment by michela — 25-10- 2009 @ 9:31 pm
Oh, mi fa piacere che anche nella vita nova ci sia un qualche posto per i miei versi.
Comment by antonio vigilante — 25-10- 2009 @ 11:00 pm
sempre
Comment by michela — 29-10- 2009 @ 7:43 pm