- Potremmo definire Antonio Vigilante un poeta maledetto dei giorni nostri, consapevole della malattia dell’essere, in cui fin dalle sue origini già si cela la promessa di dissoluzione. […] Il pessimismo di Vigilante che sostituisce il binomio pirandelliano vita-forma con nome-forma sembra indicare una possibile soluzione seppure non positiva sempre meno negativa nella scelta di non uccidere la vita ma di lasciarla rotolare come la pietra che ci aveva indicato la via per cominciare il viaggio della conoscenza - non-conoscenza ( io sono!). Non resta a noi lettori di Rima Rerum che lasciarci affascinare dalla lucidità di una filisofica poesia che traduce bene, in uno stile altrettanto lucido, l’umiltà di un pensatore-poeta tesa a tutelare la dignitosa onestà di essere intellettuali, anche a costo di avere il vuoto intorno: meglio un vuoto pieno piuttosto che un pieno vuoto…
Antonietta Ursitti recensisce Rima Rerum.


passavo per caso, e ti ho incontrato. Antonio Vigilante, che non conoscevo.
Scrivi e pensi come oggi non capita spesso. Coplimenti. Tornerò
Comment by Erica D'Adda — 06-11- 2009 @ 5:20 pm
Grazie, Erica. Benvenuta.
Comment by antonio vigilante — 06-11- 2009 @ 5:33 pm