Indovina chi viene a colazione?
Andrea Trisciuoglio è consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni. E’ malato di sclerosi multipla. L’8 aprile si è visto riconosciuto dalla Regione Puglia il diritto di curarsi adoperando farmaci derivati dalla cannabis. Gli studi dicono che vi sono miglioramenti oggettivi nei malati di sclerosi multipla in seguito alla somministrazione di cannabinoidi. Ma la cannabis non è una pianta come le altre. E’ uno dei simboli del male, della degenerazione, del disordine. Anche quando si è in grado di dimostrare che ha effetti terapeutici. Ed anche quando è autorizzata con una delibera della Regione.
La mattina del 29 giugno i carabinieri bussano alla porta di Andrea Trisciuglio. Sono in cinque. Cercano la droga. Perché la cannabis è una droga, e se un malato fa uso di cannabis, vuol dire che è un drogato, anzi forse uno spacciatore. Rovistano nei cassetti, guardano ovunque. Trovano solo il Bediol, il farmaco che è la stessa Asl a passargli. Poi lo portano in caserma.
Una società si regge, se si regge, sulla fiducia sistemica. Il singolo deve sapere che il sistema funziona; che, per dire, se sei una persona onesta, nulla può succederti; che nessuno può piombare a casa tua, spaventare te e la tua famiglia, rovistare nei tuoi cassetti e trattarti come un criminale. Quando questo succede, quando una persona onesta subisce un simile atto di intimidazione, è il sistema che vacilla.
E’ quello che succede nelle dittature, che si reggono sulla paura, sull’insicurezza, sul timore e sul tremore di tutti. Ognuno è colpevole, come nella migliore tradizione cattolica. Nessuno può dirsi sicuro.
E’ quello che sta succedendo in questo paese. Nel quale può accadere che un pacifico manifestante venga torturato, che qualcuno venga portato in questura ed ucciso: o che una persona onesta venga vigliaccamente intimidita solo perché ha osato chiedere di curare la sua grave malattia con un farmaco che spaventa i benpensanti. E’ questa la colpa che nell’Italia berlusconiana non si perdona, che distrugge la sicurezza personale e fa vacillare la fiducia sistemica: spaventare, anche solo un poco, i benpensanti, farsi eccentrici, chiedere qualche cambiamento sociale, magari pretendere di crepare quando i benpensanti ti vogliono vivo per puntellare le loro improbabili certezze etico-religiose. Chi fa questo, diventa immediatamente losco, uno che di certo nasconde in casa qualcosa di compromettente, uno da cui la collettività si difende mandando dei poveracci in divisa, costretti loro malgrado a coprirsi di vergogna e di ridicolo.


Infatti. Come sempre cogli nel segno: è proprio la fiducia sistemica il nemico, la cosa che è stata consapevolmente e sistematicamente sgretolata, quella che non deve esistere perché si possa essere tutti schiavi.
Ed è proprio per questo che Trisciuoglio e quelli come lui vanno colpiti.
Comment by Simona Ferlini — 01-07- 2010 @ 3:03 pm
In questo paese c’è una maggioranza che ritiene accettabile che il divieto di usare la cannabis venga imposto da quelli che tirano coca.
Comment by leo rotundo — 02-07- 2010 @ 8:51 pm